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Premio Nazionale di Arti Letterarie Metropoli Torino, la sua forza attraverso 900 opere partecipanti

Premio Nazionale di Arti Letterarie Metropoli Torino, la sua forza attraverso 900 opere partecipanti

Il Trofeo primo classificato assegnato ad Aurora Cantini

Con  il patrocinio di Regione Piemonte, Città Metropolitana di Torino e città di Torino, il Premio omonimo si può bene dire che sia tra le maggiori espressioni letterarie del panorama nazionale. Organizzato dall’Associazione Arte Città Amica, ha visto anche quest’anno la partecipazione di più di 900 opere.

Queste le parole introduttive del direttore letterario di Arte città Amica e coordinatore del premio letterario, dottor Danilo Tacchino.

“Siamo giunti alla diciassettesima edizione del Premio Letterario “Metropoli di Torino” in un momento sociale e mondiale del tutto inaspettato, completamente sconvolto non solo dal problema pandemico diretto, ma anche dai suoi effetti che ci hanno portato a gravare sul distanziamento, elemento questo importantissimo per chi si occupa di cultura e di spettacolo. Due elementi che proprio nella socializzazione, nel contatto e nella conoscenza, trovano il loro punto di forza per unire le persone e farle crescere.

La pandemia ha minato questo punto di forza ma, anche dinanzi a questa non secondaria difficoltà, siamo giunti lo stesso alla conclusione di questa edizione, con più forza e più consapevolezza, per quello che essa rappresenta. Lo dico con fierezza, per tutta la giuria e per tutti i componenti dell’organizzazione che, anche per questa edizione colma di maggiori difficoltà rispetto al passato, vi hanno messo l’anima perché potesse riuscire al meglio. Anche i numeri delle opere partecipanti lo dimostrano, solo di poche decine di unità in meno rispetto alle edizioni precedenti che superavano le novecento opere in concorso.

Quindi possiamo dire che il premio ha retto e che i poeti e gli scrittori hanno saputo reagire di fronte al rischio legato alla paura e allo sconforto. Anche quest’anno desidero ribadire il Manifesto del Premio, proprio per ricordare lo spirito e l’anima che ispira questo premio da ben 17 anni. È nella logica della continuità letteraria, più che mai importante in questo particolare momento, che il Premio si ispira. Per riconoscere dalle esperienze del passato quella forza di propulsione espressiva che nelle idee deve riconoscere i nuovi ideali e le nuove espressioni letterarie, identificarle e spingerle verso nuovi orizzonti. Con maggiore forza proprio per combattere il rischio di un isolamento, che non può far altro che inaridire il pensiero e le coscienze, indebolendo il nostro desiderio di conoscenza e di sapere”.

IL RACCONTO VINCITORE

“Mi chiamavo Eva” di Aurora Cantini

Aurora Cantini con il trofeo

LA MOTIVAZIONE DELLA GIURIA

Con una espressione letteraria profonda, l’autrice fa emergere alla luce della propria consapevolezza umana. Una storia vissuta da una ragazzina di 22 anni, arrestata dai tedeschi a Tradate, dove era fuggita da Torino, nel novembre del 1943. La propria storia si fonda sul suo violino, acquistato dal proprio padre quando lei aveva 17 anni. Negli anni a venire era diventato come “il suo bambino”. Durante i rastrellamenti di Milano, i tedeschi glielo lasciarono portare ad Auschwitz, definito dall’autrice “nel cuore stesso del male”. La possibilità di poter sopravvivere in quel lager è stata determinata dal violino, avendola i tedeschi reclutata per comporre l’orchestra femminile di Birkenau, per rallegrare le feste dei persecutori. Nel grande penare che determinava il campo di concentramento, grazie alla musica, come scrive l’autrice, “io sarei stata sempre libera”.

Il diploma primo classificato

LA MOSTRA

In parallelo è stata allestita la Mostra “Pittura e Letteratura si incontrano” – “Nel Segno e nella Parola“, visibile nella gallery virtuale sul sito di Arte Città Amica. Ogni artista ha presentato un quadro ispirato ad un’opera di un poeta o uno scrittore vincitore del “Premio Nazionale di Arti Letterarie Metropoli di Torino” – XVII Edizione. L’opera “Mi chiamavo Eva” è stata prescelta dalla pittrice Gianna Masoero.

Gianna Masoero
Mi chiamavo Eva – acrilico su tela

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