I commenti dei lettori per il romanzo sull’infanzia abbandonata a Bergamo

I commenti dei lettori per il romanzo

sull’infanzia abbandonata a Bergamo

Il bambino con la valigia rossa

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Il bambino con la valigia rossa, libro

“Questo libro l’ho letto fortunatamente per mio interesse personale e quindi non con compiti di giudice per valutarlo (non svolgo mai compiti di giudice nei nostri concorsi). Credo di averlo potuto leggere libero da qualsiasi compito diverso da quello di “leggere un libro”….
Un susseguirsi di pagine che avvolgono il lettore e sollevano pensieri profondi.
Inoltre è stato per me straordinario percepire i suoi “quasi tremori” mentre parlava del libro ai presenti in sala al Premio Sirmione Lugana. Spero che sia arrivata a tutti la sua emozione nel modo in cui l’ho respirata io.
Credo che “Il bambino con la valigia rossa rossa” si sia impadronito delle sue emozioni e sia entrato in lei con una forza intensa. Presumo che il lavoro di ricerca per arrivare a realizzare il libro sia stato per lei un percorso davvero travolgente che l’ha appassionata oltre le emozioni.
Sono felice di averla potuta apprezzare come persona anche solo per pochi minuti.
Grazie! Aurelio”


“Bello! Bello! Tre volte Bello!
Non riesco a staccarmene!
Le prime ottanta pagine tutte d’un fiato. Mi son trovata catapultata indietro di settant’anni. Una narrazione più che coinvolgente… Cris Tina Barbi”.

“Cara Aurora,

ripensando alla presentazione del tuo nuovo libro, non posso non condividere con te le emozioni che mi hai suscitato. Come sempre hai dimostrato il raro dono di condensare il pensiero in poche frasi e in parole scelte con cura. Chi ama la letteratura e scrive, o almeno ci prova, non può non aver provato ciò che tu hai espresso in modo così schietto e incantevole allo stesso tempo.

A volte, anzi spesso, ciò che succede nella realtà è talmente assurdo e imprevedibile che supera di gran lunga la fantasia. Uno scrittore è attento alla realtà circostante. Mentre la coglie al volo e la ferma sulla carta, allo stesso tempo la ricrea, la trasforma per darle un senso. Perché nulla è accaduto invano e ogni vita lascia un segno. È quello che hai fatto tu.

Accanto al minuzioso e ammirevole lavoro di ricerca storica, ancora una volta colgo nelle tue parole l’attenzione alle persone, agli stati d’animo, ai sentimenti.

Mi ha fatto sorridere il tuo modo di presentare Gino, l’amico di Pietro, perché è proprio così che succede. Quando un personaggio preme per uscire dalla tua penna e prende vita, ti accorgi che ad un certo punto non puoi più scegliere tu cosa fargli dire o fare. È lui stesso che ti suggerisce il suo ruolo nella vicenda. Tu non puoi che lasciarlo libero di dire, fare, restare o andarsene da quel foglio, a quel punto della storia. Esistono realtà in cui ti imbatti per caso, mentre cammini per strada, fai la spesa, leggi il giornale o raccogli lo sfogo di un amico.

Ci sono fatti e persone che ti restano in un angolo del tuo cuore e bussano. Bussano finché tu non ti decidi ad aprire uno spiraglio e a lasciarle uscire. Questa volta hai lasciato che il tuo cuore e la tua mente fossero afferrati dalla triste realtà dei brefotrofi e di chi cerca, da sempre, di scoprire le proprie origini e mettere insieme i tasselli.

Hai saputo dare voce ai pensieri e alle emozioni di chi ha vissuto e vive storie dolorose e ingiuste come questa. Il cuore di chi soffre e aspetta non smette di soffrire. Ma un po’ si riposa, riprende fiato e coraggio. Non si sente solo. Grazie, Anna C.”.

“Ciao Aurora! Finalmente l’ho letto, anzi… Letteralmente divorato! Il tuo bellissimo libro “Il bambino con la valigia rossa”. Semplice da leggere, scorrevole e commovente, decisamente commovente. Mi sono sentita una bimba del brefotrofio. Subito ho avvertito la paura di Pietro, la sua rabbia, la solitudine, la tristezza, il freddo. Ho patito la fame con lui, ho sentito la mancanza di affetto. Amo tantissimo i bambini e dopo ogni riga avrei voluto essere un’assistente, una sguattera, una balia, insomma una qualsiasi persona di quel brefotrofio per poter stringere, baciare, abbracciare e consolare tutti quei bimbi che ora avrebbero l’età dei miei genitori. Sono stata male perché, pur sapendo che è un romanzo, hai raccontato una storia VERA!!! Lo rileggerò x me stessa e lo leggerò sicuramente ai miei nipoti. Grazie per avermi aiutato a capire meglio cosa prova un bimbo senza l’amore della mamma… Ancora Grazie! Nadia Camozzi”.

“Gentile Aurora, ho appena terminato di leggere il suo ultimo libro “Il bambino con la valigia rossa”. Tante informazioni storiche che ne fanno sicuramente un romanzo storico, accurato, interessante, atto a salvare dall’oblio piccoli frammenti del nostro passato. Ma questo è lo sfondo su cui si intreccia una storia di grande profondità. Come non affezionarsi a Pietro? Con lui vivi le sue sofferenze, i suoi dolori, le sue angosce. Alla fine si è emozionati quando “spicca il volo” lasciando il Brefotrofio. La Storia, il passato, il piccolo Pietro. Ma dietro a tutto questo, ad ogni singola frase, scorgo Aurora Cantini poetessa, con il cuore piantato come radici nel territorio in cui vive e che ama.  Con grande stima, Antonia”.

“Eccolo finalmente l’ultimo romanzo di Aurora Cantini. E’ qui tra le mie mani. Provo un senso di timore/pudore nell’affrontarne la lettura. Come già è accaduto nella lettura dei suoi altri romanzi so che mi porterà a vivere le emozioni e i sentimenti della realtà che racconta e dei suoi personaggi. Sarà un’esperienza talmente “reale” e autentica come solo lei sa ricreare e proporre. Proverò un’esperienza profonda ma già so che anche le tragedie verranno raccontate con la delicatezza dell’ animo poetico dell’autrice. Nulla viene edulcorato della verità. Ma il modo in cui l’autrice ce la propone non fa perno su quanto nei fatti c’è di scabroso. Piuttosto su quanto di umano si può condividere con gli uomini di ieri e di oggi che lei ci fa conoscere e incontrare.”

“Un romanzo semplice ma che vuole raccontare la realtà del brefotrofio di Bergamo. Una storia per dar voce ai bambini senza sorriso che tanto speravano di trovare casa. Consigliatissimo. Oscar C.”

“Ho letto con grande piacere i romanzi precedenti di Aurora Cantini. Nonostante narrino di realtà talvolta dure, riescono a farlo in modo che l’animo che ne viene toccato ne esca rappacificato con alcuni aspetti “faticosi” dell’esistere. Lucia B.”

“Questa settimana ho avuto l’opportunità di conoscere due testimoni e appassionati della vita, oltre che autori di libri. Una è l’autrice Aurora Cantini, in occasione dell’incontro con l’autore di giovedì sera e l’altro è Alessio Tavecchio, in occasione della testimonianza di questa mattina con i ragazzi delle classi 3a e 3b delle scuole medie.

Sono stati entrambi momenti di testimonianza e riflessione che sebbene durati circa due ore hanno visto il pubblico seguire con attenzione ed interesse. Quanto si comunicano valori con passione e amore l’energia che si crea coinvolge e appassiona…

Posso dire che sono state due esperienze molto importanti per me, che mi hanno permesso oltre che conoscere due professionisti, innanzitutto due Persone di quelle che ti lasciano il segno.

Aurora Cantini ci ha descritto alcuni dei suoi libri, tra cui uno sulla storia della sua terra, una raccolta di poesie, delle sue radici e della sua famiglia. Il libro dedicato ai quattro zii che partirono per il fronte della 1ª guerra mondiale e quello sulla tragedia del 11 settembre, scritto con un interessante artificio narrativo che collega Bergamo a Manhattan. Sì perché alla costruzione delle torri gemelle parteciparono diversi muratori anche di Bergamo, erano scelti tra i migliori costruttori per un’opera che doveva essere un eccellenza a livello mondiale. Il World Trade Center!
Inoltre ci ha anticipato l’ultimo suo libro: “Il bambino con la valigia rossa” ispirato dalle storie a volte drammatiche dei bambini del brefotrofio di Bergamo, libro che sarà presentato il 15 maggio alla libreria IBS di Bergamo. Anche a nome dell’Amministrazione comunale ringrazio quanti hanno organizzato e permesso questi incontri, la Commissione Biblioteca per aver organizzato l’incontro. Stefano Micheli, sindaco di Sedrina, aprile 2016″.

“Coinvolgente la presentazione dei libri della poetessa Aurora Cantini… due ore volate nell’ascoltare quanto amore e quanta passione mette nei suoi scritti… una persona squisita. Elsa Fustinoni, Sedrina.”

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