Silvia Zanoni legge “Una tra i Mille, Anita”

Silvia Zanoni, esperta di libri e coordinatrice dei gruppi di Lettura della Rete Bibliotecaria Bergamasca, legge “Una tra i Mille, Anita”

“Una tra i Mille, Anita” ad Albino, 11 maggio 2018

Rassegna “Maggio dei libri” ad Albino, Bergamo

Elementi comuni dei libri di Aurora Cantini:

  1. la sua terra e le sue tradizioni – descrizioni accurate – sanno fare vedere ciò la narratrice vede – linguaggio quasi cinematografico – primi piani, azioni ecc.

  2. protagonista 1:  gente comune a cui la storia ha spesso negato voce e volto: bambini, ragazze, donne di umili origini

  3. protagonista 2: personaggi storici recuperati nella loro umanità e nel loro valore. Eroi che avevano perso sembianze umane e quindi erano irreali e un poco distanti, recuperano spessore e forza. Vengono immersi in una quotidianità che li restituisce al popolo dal quale sono stati elevati al rango di eroi.

  4. approfondimento storico dettagliato ma non pedante, rende appassionante la Storia calandola nella straordinaria quotidianità della vita dei suoi personaggi

Aurora Cantini ad Albino con “Una tra i Mille, Anita”

Stile:

narrazione in prima persona, dialoghi/discorso diretto, romanzo epistolare

Costruzione del romanzo “Una tra i Mille, Anita”:

Prima parte: Narratore: Adalgisa. Adalgisa racconta l’incontro con Anita, gli ultimi suoi giorni.

Seconda parte: Narratore: Mariano. Dopo 10 anni riprendono fuoco i moti popolari per la liberazione e unificazione d’Italia e Mariano si unirà ai Garibaldini.

Terza parte: Adalnita ha finito di leggere il diario della sua antenata Adalgisa. Vuole raccontare al pronipote Adam appena nato la sua vita/storia. Importante episodio degli scioperi del 1919. Romano Cocchi. Episodio del fazzoletto rosso riconosciuto da Romano Cocchi. “Ne vada fiera, come una bandiera, ragazza mia. Per questo fazzoletto tanto onore è stato dato all’Italia.” Gli occhi gli luccicavano commossi mentre mi raccontava di sé. “Io ho combattuto in Guerra, sulle Dolomiti, agli ordini di Sante Garibaldi, figlio di Ricciotti Garibaldi, il terzo figlio del grande Giuseppe e di Anita Garibaldi.”(p.136)

Importante: Romano Cocchi sindacalista è il continuatore ideale di quell’esercito di liberazione che ha fatto l’Italia, in un percorso di liberazione nazionale e di progresso e miglioramento delle condizioni lavorative, di vita e di dignità delle persone comuni. Un uomo che sarà costretto dal fascismo ad abbandonare l’Italia, così come lo fu Garibaldi.

“Una tra i Mille, Anita” e altri romanzi di Aurora Cantini

“UNA TRA I MILLE, ANITA” la decima pubblicazione di Aurora Cantini

Personaggi:

  1. Adalgisa – filarina – nata nel 1796 ad Amora, famiglia umile e povera. Entra come scoparina nella filatura della Ripa di Albino. Poi diventa filatrice. Si ammala di tisi (sorella maggiore morta 2 anni prima). Su consiglio del medico viene mandata sull’Adriatico a lavorare come domestica. Non tornerà più.

  2. Anita Garibaldi: durante la fuga da Roma nel 1849 si ferma alcuni giorni in questa locanda sul Rubicone. E’ già molto malata e sofferente. Nei suoi confronti Adalgisa matura un atteggiamento materno e protettivo e si confidano la propria vita/sogni/speranze/timori.

  3. Mariano: trovatello, abbandonato alla locanda in fasce. Adottato dagli abitanti della locanda e Adalgisa, ormai anziana, che ha perso il suo unico figlio a pochi anni di età, lo tratta come un figlio. E’ un bambino di meno di 10 anni quando conosce Anita, si appassiona all’udire le gesta di battaglia, partirà per le lotte risorgimentali nel 1859. (Adesso vai Bergamasco del Rubicone –  128).

  4. Il personaggio di Mariano ha un legame con il romanzo precedente Il bambino con la valigia rossa, entrambi i protagonisti sono bambini abbandonati.

Personaggi storici:

Gli eroi risorgimentali soprattutto bergamaschi

Spicca Daniele Piccinini – sempre arguto e schietto (p.126)

Romano Cocchi – sindacalista (1893-1944)

Lotte di unificazione – il difficile e arduo cammino per la liberazione e unificazione (la rivoluzione non è un pranzo di gala) – vista da coloro che hanno lasciato la vita sui campi di battaglia, che si sono scontrati spesso con la diffidenza e l’incomprensione del popolo italiano sarebbe spesso sembrata una sconfitta.

  1. Strappare dall’oblio con il racconto, le parole, la forza dei ricordi che diventa MEMORIA

  2. Condizioni di vita del popolo lavoratore e in particolare delle donne e dei fanciulli

  3. Nb: “Avrei tanto voluto che con noi ci fosse la mia povera madre Annina, lei che si era sempre battuta contro gli eventi. Avrei voluto che i suoi occhi potessero vedere questo  mondo che forse stava cambiando. Lei che era entrata in filanda a nove anni, come sua madre Adalgisetta prima di lei, e prima ancora sua nonna Beppa e le sue due sorelle Fidalma e Adalgisa (una morta undicenne e l’altra andata lontano), e altre madre, altre fanciulle, incatenate al filo indistruttibile della fatica e della povertà.” (p.134)

Le figure femminili sono molte. Donne come chiave di volta della speranza, del coraggio, del cambiamento.

Se ci si pensa, anche nel Bambino con la valigia rossa, la figura della madre, la ASSENTE, è comunque una figura centrale, anzi, la sua assenza rende pregnante la sua presenza quotidiana nei pensieri del piccolo protagonista. (Silvia Zanoni, Albino, 11 maggio 2018)

IL BAMBINO CON LA VALIGIA ROSSA, il romanzo sull’infanzia abbandonata al Brefotrofio di Bergamo

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