La poesia dedicata al Binario 21 vince il Premio Anteas Treviglio

La poesia dedicata al Binario 21 vince il Premio Anteas Treviglio

I Premiati al 15° Premio di Poesia Anteas Treviglio

La commissione del 15° concorso “ENRICO BRIANZA a.m.” presieduta dal responsabile ANTEAS (zona di Treviglio) Sig. Luigi Cervi e composta dai Sig: Prof. Battista Regonesi, Prof.ssa Antonella Barazzetti, Prof.ssa Chiara Finardi, Sig. Igino Bezza, Sig. Ezio Zanenga, Prof.ssa Fortunata D’ Amato; dopo attenta lettura delle poesie, ha deliberato la seguente valutazione

La classifica del 15° Premio di Poesia Anteas Treviglio

1° classificata: ”IL BINARIO SENZA RITORNO”di Cantini Aurora

Il binario senza ritorno, la poesia vincitrice al Premio Anteas Treviglio

“Quel dolore fondo

è ancora dentro noi,

radicato come un albero abbattuto,

sbrecciato come un relitto alla deriva,

immenso come il mare del silenzio. (…)

Versi tratti da “Il Binario senza ritorno” di Aurora Cantini

Aurora Cantini riceve il primio premio al Concorso di poesia Anteas Treviglio

“Ho scritto Il Binario senza ritorno davanti alla cancellata di Sciesopoli, in occasione della giornata della Memoria 2016. Quel giorno fu un continuo andirivieni di visitatori  davanti al binario di quindici metri simbolo del non ritorno posizionato nel cortile dove un tempo giocavano i bambini. Tutti in silenzio raccolto e rispettoso davanti alle catene di bianchi palloncini svettanti al cielo che simboleggiano le anime di chi dai campi di sterminio non tornò più.
E accanto al binario un albero secolare intagliato e abbattuto rappresenta il corpo dell’uomo morente, il nuovo Cristo immolato nell’innocenza.”

Giornata della Memoria, a Sciesopoli, Selvino, il binario del non ritorno

Aurora Cantini con la targa e il dipinto ricevuti al Premio Anteas Treviglio

MOTIVAZIONE DELLA  GIURIA

“Quando si pensa ai bambini che al Binario 21 della Stazione Centrale di Milano salivano sul treno della morte verso i campi di sterminio e non sono più tornati deve nascere in tutti noi “bambini sopravissuti” quel dolore fondo… immenso come il mare del silenzio.” Alla mente affiorano i patimenti subiti da questi innocenti ”oltre il filo spinato,oltre le piaghe rosse nella neve,oltre le camere a gas e in noi rimangono solo” ”il pianto del ricordo e la memoria del passato.”

La ricchezza del contenuto, il linguaggio ricercato ma semplice e poetico al tempo stesso offrono immagini molto forti e creano infinite emozioni che rendono molto bella questa composizione poetica.” La Giuria

Il presidente del Premio di Poesia Anteas Treviglio premia Aurora Cantini

IL BINARIO 21

Fonte: Il Post.it – Binario 21 Milano

“Tra il 1943 e il 1945, dal binario 21 della Stazione Centrale di Milano partirono ventitré treni diretti ad Auschwitz e ad altri campi di concentramento. Nei vagoni, originariamente destinati al trasporto postale, vennero stipate migliaia di persone perseguitate dagli occupanti nazifascisti: erano soprattutto ebrei, ma anche partigiani e dissidenti politici. Oggi quel binario ospita il Memoriale della Shoah. Per raggiungere il binario è sufficiente, una volta usciti dalla stazione, costeggiare piazza Luigi di Savoia e raggiungere la porta di via Ferrante Aporti, dietro la quale si trovava allora un marchingegno ideato per il sistema postale.

La sua posizione nascosta, al di sotto del manto stradale, permetteva all’esercito di eseguire nella maniera più discreta possibile i trasporti in loco e le partenze. I prigionieri venivano obbligati a salire su un carro che, grazie a un ascensore montavagoni, li portava al binario all’aria aperta. Lì, una volta agganciati al carro locomotore, i vagoni potevano partire.”

Simbolica ricostruzione del Binario 21 a Selvino per la giornata della Memoria 2016

“(…) Per i carri che trasportavano esclusivamente prigionieri ebrei la meta era sempre Auschwitz, o comunque un altro campo di sterminio; ma a volte l’itinerario prevedeva delle tappe intermedie presso uno dei tre campi di transito italiani prescelti, ossia quelli di Bolzano, Verona e Fossoli in Emilia (quest’ultimo era anche una meta finale per altri treni, perché fungeva a sua volta da campo di concentramento). Per gli altri deportati, l’arrivo più frequentemente scelto dagli occupanti era il campo di concentramento di Mathausen-Gulsen in Austria, e secondariamente quelli di Fossoli e Bergen-Belsen in Germania. (…) Il più impressionante e disumano fu quello che lasciò la stazione il 30 gennaio 1944, quando la soluzione finale era a pieno regime. Nei vagoni vennero stipati 605 cittadini italiani di famiglia ebrea.

Il giorno stesso in cui raggiunsero il lager di Auschwitz-Birkenau, 477 di loro vennero uccisi nelle camere a gas. Gli altri 128 vennero immessi nel campo di concentramento. Di questi sopravvissero 14 uomini e 8 donne. Tra loro c’era anche Liliana Segre, che il 19 gennaio 2018, in occasione del settantesimo anniversario della promulgazione delle leggi razziali, è stata nominata senatrice a vita dal presidente della Repubblica Mattarella.” (Fonte citata)

 

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