Canti e narrazioni della gente di montagna con la Filodrammatica di Santa Brigida

Canti e narrazioni della gente di montagna con la Filodrammatica di Santa Brigida

Voce narrante: Aurora Cantini, poetessa e scrittirce

Noi Cantastorie, la Filodrammatica di Santa Brigida e Aurora Cantini ad Aviatico
Il sindaco di Aviatico, Mattia Carrara, con Aurora Cantini poetessa tra le due coriste della Filodrammatica di Santa Brigida, 28 dicembre 2018

Alla maniera dei cantastorie, un po’ parlando e un po’ cantando, su vecchie arie popolari di vecchi canti di minatori soldati emigranti boscaioli e antiche storie cantate, la Compagnia Filodrammatica di Santa Brigida racconta nuove storie della gente e della terra di montagna. I canti non sono canti d’autore ed essendo canti popolari possono quindi essere cantati da chiunque. Il modo di cantare è quello tradizionale delle vallate alpine, a due voci.

Il valore della memoria. Le storie della nostra gente e della nostra terra conservate con i canti popolari. Contrade deserte, abitate ormai da pochi anziani, che non hanno perduto il ricordo e tessono ogni giorno la trama che ci lega alla terra.

 “ Nascosta su queste montagne, c’è su una contrada deserta… è aperta soltanto una porta, c’è dentro una donna che canta…Un giorno passò una bambina…e le chiese “perché canti?” “Io canto la Memoria della Gente”

Le due coriste della Filodrammatica di santa Brigida: Maria Grazia Busi e Carla Solari
Aurora Cantini voce narrante della Filodrammatica di Santa Brigida nela serata ad Aviatico

La memoria della propria terra. Nel dopoguerra la gente ha lasciato la montagna per cercare lavoro nelle fabbriche di città.Questo abbandono della montagna fu definito “L’esodo dei vinti” .Vinti, sconfitti perché la necessità del pane li costringeva a lasciare, oltre alla propria terra, anche le tradizioni e le memorie dei padri. Perché ogni Persona conservi in se la memoria della propria terra e la tramandi ai figli come un valore irrinunciabile. Alcuni sono tornati…questo canto va a chi non è tornato, ma nel cuore si sente ancora montanaro.

“Cara moglie prepara i figli, che la montagna dobbiam lasciar, ho trovato da lavorare giu nella fabbrica di città. E han venduto la casa e il bosco dov’eran nati per comperar, tre stanzette sulla ringhiera, e alla ferriera va a lavorar.”

La Filodrammatica di Santa Brigida davanti al fuoco nella contrada Amora Bassa, Aviatico

Le piccole scuole di montagna. Nei nostri piccoli paesi, stanno ormai chiudendo le scuole. Nei dieci paesi dell’alta Val Brembana ovest, oltre Olmo al Brembo, una volta c’erano dodici scuole elementari aperte. Adesso sono cinque e due sono a rischio di chiusura.

“Vecchia scuola di montagna, ma un bel giorno l’han chiusa perché, nella piccola contrada, di bambini oramai non c’è né.

Le famiglie scese al piano, a cercare la casa e il lavor, la maestra col magone, resta sola e la sera ol portù…”

Amora Bassa di Aviatico, la mulattiera che scende ad Albino, la Via Mercatorum

In estate le malghe e i “famèi”, i famigli. I ragazzi dai 6 ai 16 anni salivano a giugno fino agli alpeggi, e lassù rimanevano per tre lunghi mesi, con la sola compagnia dei campanacci. Di questi tre mesi trascorsi in alpeggio dai bergamini sono state raccolte molte testimonianze e scritte bellissime pagine…

Un momento della serata ad Aviatico “Narrazioni e canti delle storie della gente di montagna” con Aurora Cantini e la Filodrammatica di Santa Brigida

Le mani delle donne di montagna. La storia di una terra è scritta sulle mani di chi questa terra lavora. Noi abbiamo guardato le mani delle donne di montagna e vi abbiamo trovato scritto una storia d’amore per la loro terra. Gli uomini andavano o in guerra o, in tempo di pace, all’estero a lavorare. E alle donne toccava lavorare la terra di montagna. Abbiamo preso tra le nostre, le mani delle donne e vi abbiamo trovato scritto questo canto.

“La storia di queste montagne È scritta su mani di donna Che han lavorato la terra

E la terra si portan nel cuore. La storia di questa mia terra È scritta su queste mie mani

Passato presente domani Le mani alla terra darò”

La signora Adele della contrada Amora Bassa di Aviatico intenta a filare con l’arcolaio

Il rosario nella stalla. Una volta, la sera, ci si trovava nelle stalle e al chiaro di una lucerna si cantava e si raccontavano le storie, poi si diceva il rosario…si pregava per chi era andato lontano a lavorare o a fare la guerra…e si pregava per i vecchi moribondi e i bambini malati, per chi era in prigione e non aveva nessuno, per tutti quelli che sulla terra portavano una croce…

Donne della contrada Amora Bassa mentre recitano il rosario, da sinistra Ida, Maria, Elisa

 

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