RISVEGLIO, narrazioni poetiche di primavera

RISVEGLIO IN POESIA…

baiteinvaltellinaSospirando

  le lunghe braccia s’inarcarono

e scivolarono in alto.

Ombre sul selciato

e timidi spiragli tra i legni.

Tutto il corpo si sciolse

accolse l’alito del tempo

la solitudine fu vinta.

E fiorirono una mattina

i bianchi fiori del melo.

(Aur Cant, dal libro “Nel migrar dei giorni“)

copertina 2° libro di poesie NEL MIGRAR DEI GIORNI 2000

È di nuovo primavera, rifiorire di cuori e di giorni. Sotto la Cornagera gli alberi di ciliegie selvatiche, le “marinelle”, svettano al cielo i loro rami bianchi; il vento porta lontano i petali come fiocchi di un’ultima neve, in una cascata di veli da sposa.

RISVEGLIO IN PROSA…

Un tempo la Primavera  apriva gli spensierati mondi di corse e sudore, “a pé nücc” nei prati, a raccogliere narcisi e “martélina” da vendere ai forestieri, inebriati dal loro profumo, gambe al vento, fieno tra i capelli, sere chiare che non lasciavano mai posto al buio. Verso la fine di aprile si rinnovava la magia delle spettacolari fioriture di narcisi selvatici, che ricoprivano come una distesa di stelle i prati dell’Altopiano Selvino Aviatico, in particolare i dintorni del borgo di Predale, sotto Ama.

I bambini ne raccoglievano a bracciate e li disponevano in ordine nei “sòi” o nelle grandi “ramine”, per poi legarli a mazzetti di varie misure, che  andavano a vendere ai villeggianti fuori dall’abitato di Selvino, alle prime curve dei tornanti. Era l’unica gita, l’unica avventura; in fila indiana si risaliva il sentiero fino ad Ama in una processione di cherubini, ognuno con i suoi mazzi stretti come un tesoro, in attesa dei primi guadagni: uno piccolo sarebbe valso 50 lire, per poi salire a 100 per quelli più grossi. Tra i ricordi vi era un continuo sbracciarsi per invogliare le auto a fermarsi, la cura con cui disponevano in bell’ordine i narcisi, i richiami: ”Signore, prego, un ricordo della montagna”. In quei giorni tutto era avvolto da un profumo che penetrava nella pelle e rimaneva a lungo, sospeso a ingentilire l’aria e i giovani sogni.

(Brano tratto dal libro di narrativa “Lassù dove si toccava il cielo” Edizioni Villadiseriane, 2009, Bergamo)

IL COMMENTO DI UN LETTORE

Gentile Signora Aurora Cantini casualmente ho letto il brano di un Suo libro: “Verso la fine di aprile si rinnovava la magia delle spettacolari fioriture di narcisi selvatici, che ricoprivano i prati di Predale come una distesa di stelle”. Un’emozione indicibile. Mi ha riportato alla fine degli anni quaranta quando da Modugno in provincia di Bari sono stato catapulato ad Albino, undicenne apostolino della Scuola Apostolica dei padri Dehoniani. Da Albino, passando per Bondo Petello, si saliva su verso quei prati incantati. Con i narcisi riempivamo la cappella del’istituto che si trasformava in un luogo magico dal profumo inebriante. Grazie per l’emozione. Antonio Massarelli

Ciliegio in fioritura sotto il monte Cornagera, Altopiano di Aviatico
Ciliegio in fioritura sotto il monte Cornagera, Altopiano di Aviatico

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