Caravaggio, l’uomo che sapeva leggere dentro l’uomo

Caravaggio a Milano,

l’uomo che sapeva leggere dentro l’uomo

Mi ha fatto sorridere leggere nel numero di ottobre della rivista “Airone” come Caravaggio sia stato definito un “avanzo di galera”.

Penso che il grande pittore bergamasco avrebbe fatto spallucce: lui non accettava le regole strette da una briglia di convenzioni, era uno spirito libero e rivoluzionario che non sapeva di esserlo, semplicemente aveva vissuto respirando a pieni polmoni la sete della vita, l’ebbrezza del cuore palpitante, l’adrenalina dell’attimo fugace.

Era un mistero anche per la sua famiglia, una famiglia media, con il padre architetto presso la corte degli Sforza, a Milano. Ci siamo passati un po’ tutti, chi ha avuto figli lo sa bene: stupirci di come alcuni di quegli esserini, nati da noi, così simili a noi, con i nostri stessi geni, fin dall’inizio  vanno controcorrente,  si mostrano “personaggi”, e ci chiediamo: “Ma da chi avrà preso?” “Chi gli ha messo in testa certe idee?”. Vivono coi fratelli allo stesso tavolo, gli si insegna la stessa educazione, gli si danno le stesse regole… ma LORO fanno il contrario, mostrando fin da subito un caratterino tutto particolare, che ci lascia esterrefatti, spiazzati.

E allora mi chiedo cosa avranno provato i genitori davanti a quel bimbetto che invece di seguire le buone maniere e le consuetudini dell’epoca, se ne andava solitario nella bruma, oppure se ne stava quasi in raccoglimento ad osservare una foglia squarciata dalla tempesta, una pozzanghera dopo il temporale, un frutto bacato… o sgattaiolava tra  i vicoli incantato dai barboni, dalle sciupate massaie e lavandaie, dai vecchi sdentati a ridosso delle seriole.

Di questo pittore che ha attraversato i secoli, affascina quello sguardo cupo, da “gioventù bruciata”, da generazione “maledetta”, ma in realtà è proprio questo suo esporsi senza maschere, né specchi, che lo rende unico, immortale, immenso. Era talmente sensibile all’uomo, alla sua fragilità, alla sua cattiveria, alla sua fangosa realtà da rimanerne sconvolto, conquistato, anche atterrito. Al contrario della massa umana, che fa di tutto per nascondere sotto strati di “normalità” ciò che apparentemente normale non è (e tutti noi abbiamo qualcosa che nascondiamo ben volentieri, qualche “stranezza” che ci premuniamo di non mettere in luce) Caravaggio la mostrava, la esibiva, proprio per questa sua grande, grandissima capacità: riuscire a leggere dentro l’uomo, riuscire a scavare a fondo, riuscire ad affondare nel fango senza temere di essere risucchiato.

“Dentro Caravaggio”  a Milano

Caravaggio è in mostra a Milano: dal 29 settembre al 28 gennaio 2018, presso Palazzo Reale, è visitabile “Dentro Caravaggio”, una ventina di capolavori per la prima volta insieme. Riflettendo su questa combinazione unica, che non si ripeterà mai più, mi viene da pensare che Caravaggio è forse uno dei pochissimi pittori che non abbia un’opera che lo rappresenti. Un unico dipinto che lo esprima a tutto tondo. Quale opera è da considerarsi la più famosa di Caravaggio? Quale può essere considerata la carta d’identità di questo immenso genio?

Ognuno sceglierà l’opera che meglio rappresenta se stesso, le sue inquietudini, le sue paure, il suo buio, la sua luce.  

Anche qui la risposta è semplice: forse Caravaggio ha dipinto ogni quadro per ognuno di noi, per dirci: “Io SO che cosa stai provando”. Ci ha donato un pezzo di se stesso, lasciandoci scegliere l’opera che meglio ci consola, affinché ognuno di noi potesse dire “Non sono solo.”

Mille Caravaggio, un solo unico dipinto: l’Uomo. Da parte mia scelgo questo dipinto. Giuditta e Oloferne.

 

2 thoughts on “Caravaggio, l’uomo che sapeva leggere dentro l’uomo

  1. Cara Aurora, di Caravaggio mi ha sempre affascinato proprio la contrapposizione di buio e luce. Un dipinto che amo moltissimo è la Conversione di San Paolo:luce che squarcia le tenebre dell’anima di Saulo.
    Bellissimo!
    Un abbraccio
    Luciana

    • Cara Luciana, la Luce che squarcia le tenebre, il giorno che sconfigge la notte: Caravaggio ci dice che la Speranza esiste, che bisogna crederci!
      Aurora