La Transumanza degli Anni Duemila, immenso gregge sulla strada verso Aviatico

Immenso gregge ad Amora di Aviatico, la Transumanza
Immenso gregge ad Amora di Aviatico, la Transumanza

La Transumanza degli Anni Duemila,

immenso gregge sulla strada verso Aviatico

Un’alba come tante, in un abbozzo di giorni ancora avvinghiati all’estate, silenzio intorno tra il frondar delle chiome verdi, seppur già venate d’oro e rubino. E d’un tratto uno scampanio birichino, intenso, come a chiamare il cuore. Un immenso gregge, di cui non si vedeva la fine, un’invasione irruente nella quiete, sulla strada per Aviatico, poco fuori del paesino di Amora, 1100 metri di montagna sotto la Cornagera. Qui avanzano maestose e placide solo mandrie abituate ai sentieri impervi e disuguali. Ma un gregge…

Anche gli alberi stormivano stupiti, quasi chinandosi ad osservare meglio. A guidarlo alcuni ragazzi giovani, jeans e ipod, i nuovi bergamini, ecco la Transumanza degli Anni Duemila.

In gola un nodo malinconico e morbido al tempo stesso: scoprire come davvero il tempo fugge via, e di esso solo ricordi, e incantevoli momenti, mai sopiti. Un ritorno a casa, un ritorno al cuore.

Ecco il link diretto al sito di Bergamasca.net:

http://www.bergamasca.net/sottocategoria.asp?cat=28&scat=136

Gregge sull'Altopiano
Gregge in transito ad Amora di Aviatico

L’ANTICA TRADIZIONE VALLARE DELLA TRANSUAMNZA, 

reportage fotografico di Ettore Ruggeri

Dalle Baite di Mezzeno ad Oltre il Colle

Per vivere un viaggio con gli occhi di un “bergamino” di Valle, ecco il Reportage di Ettore Ruggeri, fotografo appassionato di montagna, ancorato alla Valle Brembana come alla roccia perenne.  Ha seguito la Transumanza fin sugli alpeggi dell’ alta Valle, ascoltando e testimonando la vita solitaria e austera di chi ancora sceglie un cammino antico di secoli, mai domato, mai solo.

L’antica tradizione vallare della transumanza

Scrive Ettore Ruggeri: “Vivere la transumanza serve a comprendere che valore ha bere un bicchiere di latte o mangiare un pezzo di formaggio. Quante fatiche, quante sopportazioni, quante rinunce per questa dura vita sull’alpe, ma poi, dopo la lunga giornata accompagnata da un concerto interminabile di muggiti e campanacci, vedi i bergamini sorridere… sì, perché domani è un altro giorno. È trascorso poco più di un anno da questa mia interessante esperienza, ed ora, dopo un periodo di “stagionatura”, ecco le immagini di quella indimenticabile giornata.”

 

 

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