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La storia del Risorgimento attraverso gli occhi e il vissuto di una donna: Anita Garibaldi

La Storia del Risorgimento attraverso gli occhi e il vissuto di una donna: Anita Garibaldi

A Fontanella, paese di fontanili al confine con la provincia di Cremona, il racconto di una fanciulla straordinaria, commentando il romanzo “Una tra i  Mille, Anita” di Aurora Cantini

È il primo tributo che le ho voluto dare. Il rispetto del suo nome. Diminutivo “Anita”, ma in realtà si chiamava Ana  Maria De Jesus Ribeiro Da Silva. Eppure per tutti è diventata Anita Garibaldi. Ci teneva al suo nome completo, ma si dovette adattare. Visse in un mondo maschile, dove le azioni, le scelte, i fatti e le imprese venivano compiute da uomini. Si dovette adattare anche a questo. A testa alta. Tenendo testa agli uomini, in un tempo in cui ancora si pensava che le donne “non avessero un’anima”. E che fossero “proprietà” maschile dal primo respiro fino all’ultimo. Prima del padre, poi del marito. Anche a questo Anita si è dovuta adattare.

E allora ecco il secondo tributo. Lui è sempre stato il protagonista. Barba fluente, capello sciolto, poncho sulle spalle. E via. Eroe dei due mondi. Invece no. Questa volta lui è diventato comprimario, perchè io volevo raccontare di Lei. Che ha rivoluzionato la Storia solo con la sua presenza. Anita. Tanto basta. 
Aurora Cantini a Fontanella con il romanzo “Una tra i Mille, Anita”

La storia del Risorgimento raccontata e svelata attraverso gli occhi e il vissuto di una donna unica, che partecipò solo alla Prima Guerra d’Indipendenza, e solo parzialmente. Se ne era già andata, quando la guerra giunse alla sua tragica conclusione, la sconfitta del Regno di Sardegna da parte dell’Impero Austriaco, a seguito della quale Carlo Alberto abdicò a favore del figlio Vittorio Emanuele II. Garibaldi fuggì in esilio per la seconda volta, questa volta negli Stati Uniti. Peggio di così non poteva andare. Ma Anita è rimasta. Nel cuore, nel ricordo, nei pensieri. Ed è iniziato il vero sogno di una vera Italia.

Ecco una serata per comprendere cosa comportò nelle famiglie bergamasche la venuta di Garibaldi a Bergamo dieci anni dopo la morte di Anita, nel 1859. La sognavano ancora, quei ragazzi in camicia rossa, era ancora la loro Dea, la loro Regina, il loro Angelo delle paludi. Tantissimi giovani seguirono Garibaldi nella campagna “Un milione di fucili” ma soprattutto seguirono il nome di quella ragazza infuocata d’ardore. E per lei avrebbero dato la vita. Anche il trisavolo dell’autrice del libro lasciò la propria casa per partire al fianco di Francesco Nullo con la Spedizione dei 1000, seppur avesse solo 17 anni. anche lui soggiogato da una ragazza venuta dall’altra parte del mondo.

Infine “Una tra i Mille, Anita” sollecita il discorso di come le donne abbiano partecipato attivamente e senza risparmiarsi al Risorgimento e di come poi siano state nuovamente imbrigliate dalla storia…
Un appuntamento unico, dove la storia si incontra, come non mai in questo particolare momento storico, con l’attualità.
Stefania Piccardo, Assessore alla Cultura di Fontanella, ha così espresso il suo commento alla serata: “Serata dedicata alla scoperta di una donna: Anita Garibaldi.
Abbiamo avuto l’onore di ospitare Aurora Cantini, scrittrice e poetessa che ci ha accompagnato in un viaggio dentro alle pagine del Risorgimento visto con gli occhi di una donna .
Un GRANDE GRAZIE all’Associazione Cultural-Teatrale Piccole Volpi per aver organizzato questa serata all’insegna della Cultura”.