Salendo alle vette, vicino al Cielo, Reportage poetico verso il Passo San Marco

Salendo alle vette vicino al Cielo,

Reportage poetico

verso il Passo San Marco

(Alta Valle Brembana, BG)

La terza punta è il monte Secco e più a dx il monte del Tonale
Veduta del maestoso paesaggio da Cà San Marco

In una giornata estiva, tra le nuvole basse e la foschia del fondovalle, si intraprende il viaggio alla vetta partendo in auto dal paese di San Giovanni Bianco, posto lungo la strada principale che percorre tutta la Valle Brembana, a incrocio delle due antiche vie lombarde: la Via Priula e la Via Mercatorum, che giungeva dall’Altopiano Selvino Aviatico.

La chiesa di San Giovanni Bianco, che custodisce la Sacra Spina Si giunge a Lenna e si gira  a sinistra verso Piazza Brembana, si prosegue costeggiando il torrente Stabina fino a Olmo al Brembo e a destra si intraprende la salita che  conduce a Piazzatorre, si sale ancora, tra boschi fitti e torrenti impetuosi, si supera Mezzoldo ed ecco si dipana la stradale che ricalca in parte l’antica Via Priula, con tappa al Rifugio Madonna delle Nevi (quota 1300 metri), la cui sacra immagine è venerata nell’omonima cappella.

La Madonna delle Nevi nella chiesa del Rifugio
La Madonna delle Nevi nella chiesa del Rifugio
Rifugio Madonna delle Nevi
Rifugio Madonna delle Nevi

Salendo dal Rifugio Madonna delle NeviCi si arrampica sui tornanti stretti fino al Rifugio storico della “Cà San Marco” posto a 1830 metri di altezza, uno dei più antichi rifugi delle Alpi, essendo stato edificato nel 1593, in occasione della costruzione della Via Priula.

La Via Priula al Passo San MarcoPoco più in alto, a 1992 metri, si raggiunge il Passo San Marco, un tempo confine tra il dominio della Repubblica di Venezia e Coira, Cantone dei Grigioni. Da lì la strada si inoltra nel territorio della Valtellina.

Qui il cuore prende il volo oltre l’orizzonte e si avvicina al cielo; dall’alto dei dirupi si impregna delle storie del mondo, anelando alle vette, anelando alla Vita.

Dall'alto del Passo San Marco
Dall’alto la visione del Rifugio Madonna delle Nevi
I tornanti che portano al Passo San Marco
I tornanti che portano al Passo San Marco

Le maestose cime orobiche al Passo San Marco

Il Lago Moro al Passo San Marco e la diga che incombe sulla Valle di Mezzoldo

LA POESIA

SUI DIRUPI

Tra rocce bianche e ferite di granito

si scavano le rughe del mio divenire.

Le mani  graffiano gli appigli solitari

e come sulla ghiaia si sgretolano i giorni

simili a lacrime d’argento.

D’intorno il silenzio erompe la sua scia

e quando elevo lo sguardo in alto,

stagliato sull’azzurro, trovo un ricordo antico,

perenne e solitario come la notte.

È il greto di un solco fragile

lasciato dalla pietra sul cuore dell’uomo.

È vivere sui dirupi.

È l’umanità.

(Da “Oltre la curva del tramonto” LietoColle Editore, 2014)

I dirupi che circondano il Rifugio Cà San Marco
I dirupi che circondano il Rifugio Cà San Marco

LA PREGHIERA ALLA MADONNA DELLE NEVI

“Fammi desiderare le altezze dello Spirito,

come ammiro i monti, le rocce e gli abeti

che si slanciano in raccolto silenzio

verso l’azzurro del cielo.

Da’ alla mia vita il tormento della vetta,

il coraggio dell’ascesa,

la gioia dell’arrivo”.

(Da “Preghiera alla Madonna delle Nevi”, Diocesi di Bergamo)

 

 

 

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