Ritmi di vita antica a Bani di Ardesio, Orobie bergamasche

Ritmi di vita antica a Bani di Ardesio, Orobie bergamasche

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Le antiche case con le lobbie a Bani di Ardesio, 80 abitanti

Inerpicandosi lungo i tortuosi tornanti seguendo la diramazione della Valle Seriana, nel Parco delle Orobie Bergamasche, all’altezza di Ardesio, nella valle laterale di Valcanale, si approda oltre il tempo, in una borgata ancora di sapore antico, remoto, quasi da fiaba. Siamo a Bani di Ardesio, ottanta abitanti e un pugno di case antiche arroccate intorno al proprio campanile.

Qui è da rimanere senza fiato: cielo terso e aperto, roccia vivida sovrastante, pianori inondati dal sole, viuzze scavate tra le fessure delle case, cortili che emergono come specchi tra le lobbie con i panni stesi, mulattiere che si inoltrano lungo il costone e sembrano scomparire.

Qui la vita ha il ritmo antico della pazienza, dell’attesa, del senso del ritorno.

Bani di Ardesio offre poche comodità, ma non manca Internet e ProLoco, un piccolo bar dove gli anziani si ritrovano a giocare a carte, un passato di contadini ed emigranti, ma il presente è tutto da scoprire: qui ritornano ogni settimana le nuove generazioni, qui hanno scelto di vivere le giovani coppie, qui hanno deciso di trascorrere la vecchiaia gli anziani. Un senso di libertà, relazione di affetto tra gli abitanti che si conoscono tutti, un legame che si rinsalda ogni giorno, un forte attaccamento alla vita di montagna, che nonostante tutto ripaga con la gioia della bellezza. Ci si guarda intorno e si vede la natura che ci prende per mano, le stagioni che ci avvolgono come un manto, le mura antiche che si rinsaldano intorno al nostro tepore. Tutto racconta quanto è bella la vita, quanto preziosa è la gioia di appartenere a  questo nostro mondo.

Inzia il mio reportage a Bani di Ardesio

(Fotografie esclusive di proprietà di Oscar Carrara)

l’Arera salendo verso Bani di Ardesio
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Bani di Ardesio
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Bani di Ardesio intorno alla chiesa parrocchiale

LA MADONNA DELLA CINTURA

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La Madonna della Cintura di Bani di Ardesio, particolare della Cintura

A Bani di Ardesio si celebra ad agosto la festività della Madonna della Cintura. Dicono i documenti: “La festa della Madonna della Cintura viene celebrata la prima domenica dopo il 28 agosto, data in cui la Chiesa fa memoria di Sant’Agostino.

La devozione alla Vergine della Cintura, secondo la tradizione, è nata dal desiderio di Santa Monica, mamma di Sant’Agostino, di imitare Maria anche nel modo di vestire: Monica infatti avrebbe chiesto alla Madonna di farle conoscere quale era il Suo abbigliamento durante la Sua vedovanza e, soprattutto, come vestiva dopo l’ascesa al cielo di Gesù. La Vergine, accontentandola, le apparve letteralmente coperta da un’ampia veste di stoffa dozzinale, dal taglio semplice e di colore molto scuro, ossia in un abito totalmente dimesso e decisamente penitenziale.

Tale veste era stretta in vita da una rozza cintura in pelle che scendeva quasi fino a terra. Maria, slacciatasi la cintura, la porse a Monica raccomandandosi di portarla sempre e le chiese di invitare tutti coloro che desideravano il Suo particolare patrocinio ad indossarla.”

La Madonna della Cintura di Bani è una delle statue dette “Madonne vestite“, introdotte dagli spagnoli nel ‘500 e diffuse in tutto il Nord Italia.

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Madonna della Cintura venerata a Bani di Ardesio
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Madonna della Cintura, Bani di Ardesio
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Case di legno a Bani di Ardesio
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Cascine a Bani di Ardesio
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Mulattiere a Bani di Ardesio

IL MISTICO PARROCO DI BANI “Ol prét di Bà”

Il mistico parroco di Bani di Ardesio

Si legge nel libro “Don Francesco Brignoli, l’uomo di Dio”, 2014: “Nella piccola frazione di Ca’ Brignoli, sopra Peia, nasceva il 19 gennaio 1853 Francesco Giuseppe Brignoli, terzogenito di Giuseppe Brignoli e Caterina Bosio. Sarebbe stato chiamato, più tardi, don Francesco, definito “Ol pret di Bà”.

Ordinato sacerdote, venne assegnato alla parrocchia di Bani di Ardesio, frazione di Ardesio, nell’Alta Val Seriana. Don Francesco arrivò nella nuova parrocchia la sera del 23 dicembre 1890. Vi sarebbe rimasto per quarantatré anni, fino al giorno della sua morte. Povertà, carità e preghiera hanno costituito le basi su cui don Francesco ha scelto di fondare il suo sacerdozio. Al suo arrivo a Bani non aveva con sé nulla, nemmeno una camicia per cambiarsi: accettò con riconoscenza quella che gli venne offerta da una donna del paese. Spesso dormiva nel fienile, cedendo il proprio giaciglio a chi ne aveva più bisogno e mise a disposizione del paese una mucca, che comprò durante l’epidemia di spagnola. Di lui Papa Giovanni XXIII disse: «Oh, quanto bene ha compiuto quel sacerdote che tutti chiamavano l’uomo dei miracoli, ma che io ho sempre detto: l’uomo della preghiera». Don Francesco Brignoli morì il 2 gennaio 1934. Fino all’ultimo, e benché molto malato, volle celebrare la messa. Ai funerali, celebrati l’8 gennaio 1934 con la neve alta che ricopriva tutto, assistettero migliaia di persone.”

Il Parroco di Bani, “Ol prét di Bà” visto da Giorgio Fornoni

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La chiesa parrocchiale di Bani di Ardesio con l’effigie del mistico Parroco a alto dell’ingresso

 

2 thoughts on “Ritmi di vita antica a Bani di Ardesio, Orobie bergamasche

  1. Cara Aurora, quanto è lontana questa realtà dalla vita frenetica di Milano, dove vivo. Ma leggendo il tuo reportage mi viene voglia di visitare questi luoghi e di pregare davanti a questa bella statua della Madonna della Cintura.
    Grazie come sempre per le preziose informazioni.
    Luciana

  2. Ciao Luciana, il pensiero va sempre a questa nostra terra indomita e fiera, roccia e cielo terso, terra scura e compatta, gente di stampo antico. Sono piccoli gesti di ricordo e omaggio per non dimenticare la Montagna.