Reportage nel borgo di Cornello dei Tasso, dove “tacciono i boschi e i fiumi” nell’epica di Torquato Tasso

Reportage nel borgo di Cornello dei Tasso,

dove “tacciono i boschi e i fiumi” nell’epica di Torquato Tasso

lungo le vie dei Corrieri Postali

La Via Mercatorum porticata a Cornello dei Tasso
La Via Mercatorum porticata a Cornello dei Tasso

Salire lungo la direttiva della Valle Brembana ed entrare in un portale del tempo è possibile: basta uscire a Camerata Cornello e subito appare l’indicazione per il borgo antico Cornello dei Tasso, facilmente raggiungibile a piedi in 5 minuti di salita lungo la comoda mulattiera (come spiega a chiare lettera il cartello posto a inizio paese).
L’antico borgo fortificato, posto a picco sulla riva destra del fiume Brembo, torrente non ancora planato nelle maestose anse a San Giovanni Bianco, appare come un miraggio medievale dove il tempo è rimasto sospeso in una bolla di luce e rara bellezza, aperto su uno strapiombo che sembra catapultarsi in basso, seguendo il volo di una poiana, mentre il Brembo scroscia sottostante nelle forre torrentizie.
Un tempo il borgo (oggi annoverato tra i Borghi più belli d’Italia) era il centro dei commerci tra la Valtellina e la Val Seriana, posto centralmente sulla pista della Via Mercatorum, che transitava proprio sotto i monumentali portici lastricati della contrada e proseguiva per Oneta per poi scendere a San Giovanni Bianco.
Nel 1592, con la costruzione della più moderna Via Priula, che partendo da Città Alta, Bergamo, tagliava in perpendicolare l’intera Valle Brembana fino al Passo San Marco, tutta la Via Mercatorum cominciò a perdere importanza, ma l’ isolamento del borgo di Cornello dei Tasso ha permesso la conservazione della sua originaria struttura medievale, abbellita da botteghe e scuderie, abitazioni e foresterie, palazzi e costruzioni a strapiombo, su cui svetta il campanile dell’antica chiesa romanica e l’imponente Palazzo della famiglia dei Tasso, posto su uno sperone di roccia a guardia della valle.

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Cornello della famiglia dei Tasso rimane un punto cardine della storia italiana perché è da questo minuscolo borgo asserragliato sulla roccia che ha avuto origine il moderno Servizio postale: infatti alcuni esponenti dei Tasso, famiglia agiata e di illustre casato di cui è disseminato Cornello dei Tasso con stemmi e raffigurazioni sulle abiatazioni, si spostarono da Bergamo a Venezia dove già nel Trecento entrarono a far parte dei Corrieri della Serenissima, occupando i posti di comando e determinando una vera e propria rete familiare che si estese a tutta Europa. Dopo la metà del Quattorcento perfino il Papa affidò ai Tasso il Servizio Postale del proprio Stato e in quegli stessi anni Francesco Tasso estese i corrieri fino a Innsbruck, Bruxelles, Parigi, coinvolgendo Germania e Spagna. È lui che creò il Servizio Postale Europeo.

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DSCF2634Nel cinquecento l’Imperatore Carlo V insignì gli esponenti Tasso di titoli nobiliari e da allora i discendenti della famiglia si distribuirono nelle varie città europee dedicandosi ai collegamenti postali, rendendoli sempre più sicuri, puntuali e veloci. La linea dei Tasso tedeschi ricevette la nomina a Principe con il nome di “Thurn und Taxis” e gestì il servizio postale fino alla seconda metà del Secolo scorso. I loro spostamenti richiedevano l’utilizzo di carrozze nelle quali, a volte, venivano accompagnati anche passeggeri. Questo servizio successivamente prese il loro nome, dall’iniziale tassì all’attuale e modernizzato taxi.

Da un ramo collaterale della famiglia nacque il poeta Bernardo Tasso, padre del famosissimo Torquato Tasso, autore dell’immortale poema La Gerusalemme Liberata.

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IL MUSEO

Nel borgo del Cornello è presente il Museo dei Tasso e della Storia Postale, il quale offre un importante punto di riferimento ostensivo al turismo culturale e scolastico della Valle Brembana.
Fondato nel 1991, il Museo conserva molte testimonianze dell’attività postale, e non solo, della gloriosa famiglia dei Tasso.
Diffuso in vari edifici sparsi all’interno del borgo, il Museo raccoglie importanti documenti postali tassiani e d’altra natura. Tra i molti si evidenzia una lettera del 1840 affrancata con il primo francobollo emesso al mondo, il famoso “Penny Black”.
Un’altra sala del Museo è poi dedicata alle due glorie letterarie di casa Tasso: Bernardo e il suo più famoso figlio Torquato, autore del celeberrimo poema “La Gerusalemme liberata”.
Infine, uno spazio museale raccoglie strumenti creati nel corso dei secoli XIX e XX come i telegrafi e i telefoni.

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IL PIANTO DELLA NOTTE,

di Torquato Tasso

Tacciono i boschi e i fiumi,
e’l mar senza onda giace,
ne le spelonche i venti han tregua e pace,
e ne la notte bruna
alto silenzio fa la bianca luna;
e noi tegnamo ascose
le dolcezze morose.
Amor non parli o spiri,
sien muti i baci e muti i miei sospiri.
Qual rugiada o qual pianto,
quai lagrime eran quelle
che sparger vidi dal notturno manto
e dal candido volto de le stelle?
E perché seminò la bianca luna
di cristalline stelle un puro nembo
a l’erba fresca in grembo?
Perché ne l’aria bruna
s’udian, quasi dolendo, intorno intorno
gir l’aure insino al giorno?
Fur segni forse de la tua partita,
vita de la mia vita?
Torquato Tasso
da Pensieri e Parole.it

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