Quando Bergamo si creò il suo stadio

Quando Bergamo si creò il suo stadio

Mensile “Bergomum” gennaio 1928, il futuro stadio Brumana di Bergamo

Da qualche settimana la mitica Curva Nord dello stadio Atleti Azzurri d’Italia di Bergamo non esiste più. È stata abbattuta. Sorgerà nuova e più moderna e in sicurezza, per accogliere e sostenere con il suo abbraccio le imprese della squadra della città, l’Atalanta.

Vale la pena allora fare un tuffo nella storia, quando Bergamo ancora uno stadio non l’aveva ma desiderava averne uno.

Dal mensile “Bergomunm” del gennaio 1928 ecco uno stralcio dell’articolo di Pietro Capoferri: “Mancava a noi sino ad oggi la sede degna, il teatro dei giochi sportivi capace di competere con quelli esistenti nelle maggiori città italiane e degno di annoverarsi fra le opere di cui si onora Bergamo nuova. Abbiamo visto sorgere palazzi stupendi a fianco di piazze e di viali bellissimi, monumenti antichi ripristinati in tutta la loro grandiosa maestà, altri bellissimi che sono il vanto migliore di questi anni. Non si poteva tollerare che il ritrovo della migliore società e degli appassionati bergamaschi dello sport continuasse ad essere quello che si denomina della “Clementina” e che si presenta con una fisionomia di povertà assoluta.

L’idea di dare una nuova sede alle manifestazioni sportive cittadine è un frutto che oggi sta maturando. Osservando dagli spalti meravigliosi delle nostre mura, verso la monumentale Porta Sant’Agostino, il panorama della città inferiore e nuova, si riscontra che esso è caratterizzato, nelle sue ultime propaggini in direzione nord est, da un anello di terra. Esso circoscrive un vasto spiazzo di terreno che tutti conosciamo come il vecchio Ippodromo di Borgo Santa Caterina. Quello che determinò e mantiene tuttora il favore per l’iniziativa è anche il fatto che la nostra a maggiore squadra calcistica dell’Atalanta, in una serie ininterrotta di affermazioni, si è garantita l’ingresso nel novero delle squadre nazionali.

È stata istituita una Società Anonima e sono state lanciate le sottoscrizioni per le azioni di lire 100 cadauna.

Il nuovo Campo è intitolato a Mario Brumana e ciò per suggerimento di S.E. l’On. Conte Giacomo Suardo. Le caratteristiche del Campo Polisportivo, quali si possono rilevare dai progetti tracciati dall’ingegner De Beni, ci dicono che l’opera alla quale si lavorerà in quest’anno costituirà una realizzazione completa delle nostre aspirazioni. Il Polisportivo comprende inoltre un campo per gioco del foot-ball , una pista podistica, due campi per il tennis, uno per la palla al cesto ed una piscina con annessi servizi per la Colonia Bagni di sole.

Il Campo occuperà una superficie di 35.000 metri quadrati. Nell’interno del Campo si potrà accedere per mezzo di due ingressi, dopo aver percorso l’artistico viale.

Verranno costruite due tribune in beton armato, di cui una coperta che sorgerà sul lato ovest del campo ed una scoperta lungo il lato di mattina in fregio al fiendo viale.

Il progetto dello stadio di Bergamo creato dall’ingegner De Beni apparso sul mensile “Bergomum” del gennaio 1928

Il nuovo grandioso viale sarà intitolato alla Regina Margherita e come già ho detto costituirà un’opera d’arte.

Sarà lungo metri 972 e largo 18. Avrà due marciapiedi laterali di metri 2,50 con una carraia di metri 13. L’alberata correrà sullo spigolo interno del marciapiede. Complessivamente il campo può ospitare circa 8mila spettatori dei quali 2mila circa potranno trovar posto in ciascuna delle due tribune e 4mila nel parterre. È stato previsto ancora un autoparco per il deposito delle macchine durante gli spettacoli.

Intanto il Comune ha provveduto a far iniziare i lavori del nuovo viale che saranno condotti colla massima celerità. Ai quali seguiranno presto quelli per il nuovo campo condotti direttamente dalla Società per la costruzione.

Cittadini, quella che si sta per compiere è un’opera che ci tocca nel nostro orgoglio di appartenenti ad uno dei più illustri centri d’Italia. Bergamo avviata verso un avvenire turistico di prim’ordine, deve offrire ogni sorta di attrattive ai visitatori. Vicino ai vecchi palazzi, alle imponenti torri antiche, deve vibrare l’attività di ogni giorno in tutte le sue manifestazioni più schiette e più belle. Nel confronto colle città vicine che anche nello sport hanno progredito, non vogliamo né dobbiamo assolutamente sfigurare.”

Pietro Capoferri Rivista “Bergomum” gennaio 1928

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