Buon compleanno Oriana!

Buon compleanno Oriana!

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Il 29 giugno Oriana Fallaci avrebbe compiuto 90 anni. Devo ammettere che non mi è mai stata particolarmente simpatica. Nulla da dire sulla sua capacità di scrittrice, osservatrice, nulla da dire sul suo immenso talento di reporter e corrispondente. L’ho seguita soprattutto negli anni Settanta, quando frequentavo le Superiori e i libri o gli articoli di Oriana Fallaci erano bibbia per noi studenti. Lei era un mito, quasi una icona che nemmeno le argomentazioni preconcette di certi professori riuscivano a scalfire.

Di lei non mi piaceva che fumasse. Mi dava fastidio, pensavo che toglieva l’armonia femminile al suo volto e la rendeva più vecchia. In realtà era quasi coscritta di mia mamma Clemens, ma non riuscivo a immaginare due donne più diverse. Mia mamma era “mamma”, la morbidezza dell’abbraccio, il tepore della casa, il calore rassicurante della cucina. Lei con il grembiule a fiori sopra la gonna e la permanente nei capelli corti. Oriana Fallaci era la guerriera, pantaloni a zampa e camicie quasi militari, colei che mai si sarebbe abbassata a cucire e rammendare, preparare la minestra o ascoltare Mike Bongiorno in tv. Mia mamma invecchiava, Oriana Fallaci no. Mia mamma ci sarebbe sempre stata, a vedermi crescere con tutti i miei capitomboli, lei e le uova che portava perfino ai professori durante i colloqui. Oriana Fallaci metteva soggezione, avrebbe tagliato i ponti con i sentimenti se fosse stato necessario e non l’avresti vista mai più.

Poi, nell’ottobre del 1977, la professoressa di italiano ci assegnò la lettura de “Lettera a un bambino mai nato”. Ne uscii sconvolta. L’avevo comprato con i miei risparmi, perciò già di partenza me lo tenevo caro, come tutti i libri che riuscivo ad avere grazie alla fatica dei miei lavoretti estivi, insieme a quelli regalati da mio papà. Guai a sciuparli.

Non avevo bene idea di cosa avrei trovato leggendo quelle poche pagine. Nel mio diario personale, che avevo iniziato quando avevo 10 anni, scrissi questa riflessione: “Ho incominciato a leggere “Lettera a un bambino mai nato”, di Oriana Fallaci, un libro stupendo, che fa vedere da vicino i difetti di una gravidanza per una ragazza-madre, ma anche i suoi pregi, la gioia di sentire dentro di sé una vita che palpita, che cresce, che vive.  Stanotte ho saputo che c’eri: una goccia di vita scappata dal nulla. Me ne stavo con gli occhi spalancati nel buio e d’un tratto, in quel buio, s’è acceso un lampo di certezza: sì, c’eri. È bello avere un bambino che si forma dentro di noi, essere partecipi di una nuova vita, anche se non programmata e per la prima volta ho provato la gioia di essere una donna, perché anche io un giorno porterò dentro di me una nuova vita, non è magnifico?  Non è una cosa stupenda, misteriosa che il mio corpo di donna diventi il luogo di una nuova vita? Mi immagino fare le calzine per lui, entrare nei negozi per comprare un tutina, delle babbucce ricamate, scegliere con cura un grembiulino, creare una culla, allegra e dolce, e poi carillon, fiocchetti, giochini… Cosa proverò quando in tono dolce dirò al mio uomo che sarà padre? E chi sarà Lui? Non ne ho idea, sono però sicura che avrà occhi caldi, innamorati, un viso dolce e trasparente d’amore. Passeggeremo in riva ad uno splendido lago azzurro, in mezzo a boschi di conifere dove, nei giorni caldi d’autunno, ci lasceremo avvolgere da un velo di foglie rosseggianti. La sera intorno al fuoco scriveremo poesie leggere. Sarà sempre accanto a me e io non avrò mai paura. Io, in fondo, non temo neanche di morire: perché se uno muore vuol dire che è nato, che è uscito dal niente. Io temo il niente, il non esserci, il dover dire di non esserci stato.  Questa frase mi ha talmente colpito che ho scritto di getto una poesia. La voglio dedicare al Bambino.” (inedito, brano dal diario “Ero una farfalla dalle ali di vetro”)

LUCE

Chiamami luce.

Un nome invocato nel firmamento dell’eternità.

Il fiato dei sensi mi porterà agile e svelto dal vortice del remoto.

Chiamami.

Giungerò a chiudere sul tuo seno il fiore in boccio del mio provvido segreto.

c.aurora Da “Uno scrigno è l’amore” 2007

copertina 3° libro poesie Uno scrigno è l’amore, 2007

Questo mi ha lasciato in eredità Oriana Fallaci: la consapevolezza che tutti noi, maschi e femmine, con tutte le nostre beghe e i nostri insulti, siamo solo “una goccia di vita sfuggita al nulla.”

Buon compleanno, Oriana!

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