Nei Giorni di Aldo Moro

Nei giorni di Aldo Moro

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Quarant’anni fa, il 9 maggio 1978,  veniva ritrovato il corpo massacrato del senatore Aldo Moro, chiuso nel baule posteriore di una qualunque Renault 4 rossa. Era stato rapito in via Fani il 16 marzo precedente da un commando delle Brigate Rosse, che uccise tutta la sua scorta. In queste settimane sono state numerose le iniziative celebrate in memoria di questa pagina molto dolorosa della nostra storia. Ma io voglio ricordare quei giorni attraverso le mie stesse parole, scritte il giorno del mio compleanno, l’11 maggio di quello stesso anno. Compivo 16 anni, non ero coinvolta a livello politico, ero una semplice adolescente di provincia cresciuta tra Austerity, stragi e manifestazioni.

COMPLEANNO DI RAGAZZA

“Giovedì 11 maggio 1978

Caro diario,

oggi ho compiuto sedici anni. Mi sento terribilmente vecchia soltanto a pronunciare queste due cifre. Mi sembra di dover lasciare indietro qualcosa, dimenticare una parte di me stessa che ora non va più bene, per assumerne un’altra.

Non mi piace avere sedici anni, non mi ci trovo bene, io sono e rimango quella che sono, un po’ pazza, menefreghista, romantica e sentimentale, burlona ed egoista, impacciata e timida, zeppa di complessi e di problemi; a me 15 anni andavano bene. Ho sedici anni però sono ancora infantile, mi permetto ancora gli orsacchiotti, mi piace ancora osservare le bambole, impazzire per le cose piccole e carine, essere sensibile ad un fiore, una farfalla, amare la natura e tutto ciò che è bello e puro.

Io non voglio cambiare, voglio essere sempre semplice, romantica e sensibile. Cambierò col tempo? Anche io diventerò un giorno un’adulta fredda, calcolatrice, tutta dedita al lavoro, alla casa, assillata dai problemi della vita di ogni giorno, dallo stress quotidiano, insensibile e dura, come lo sono gli adulti? Diventerò anch’io malata di nervi,  sempre irritata quando c’è qualcosa che non va?

Man mano che scrivo mi faccio un’idea: io non potrò mai diventare nervosa, abbattuta dallo stress quotidiano, il mio cuore è poeta, ed essere poeta vuol dire essere semplice e puro, amare e osservare la vita, l’amore.

Forse essere adulta non vorrà sempre dire freddezza, forse essere adulti sarà un po’ come essere ragazzi, solo un po’ cresciuti e maturati, perché la sincerità e la semplicità possono continuare ad esistere anche negli adulti, purchè non siano soppressi dalla società e dalla vita di tutti i giorni.

Questa vita, dove nemmeno la libertà e la tolleranza trovano più spazio …. Ecco, ci sono. Sto per dirti una cosa tremenda e orribile, inumana e inconcepibile per il popolo italiano: le Brigate Rosse hanno assassinato Aldo Moro!

E’ stato trovato martedì scorso, 9 maggio, in un’auto vicino alla sede del P.C., nel centro di Roma, crivellato da 11 colpi. Osservo in tv le immagini di quel fagotto piegato e non riesco a credere che possa essere l’uomo di cui tutta Italia parla.

Osservo mio padre, seduto immobile e rigido al tavolo in soggiorno, le mani stese ai lati del giornale e lo sento preoccupato, pensieroso. L’ho sempre visto avere una fede incrollabile nella democrazia. Per lui era intoccabile. Il mito dopo la paura della guerra.

Tutto il mondo ha espresso il suo dolore, il suo sdegno per il fatto accaduto. All’entrata della scuola i ragazzi più grandi ci mettono in mano volantini su volantini. Si sentono tante parole, ma tutti pensano: chi sono queste B.R.? Che cosa faranno adesso? In Italia verrà davvero il Comunismo? Scomparirà il Capitalismo? Saremo davvero tutti uguali?

Io non penso. Saremo tutti uguali, sì, perché saremo tutti schiavi di un uomo. Non potrà mai il proletariato salire al potere, ci sarà sempre uno che comanda. Per combattere il terrorismo occorre unificarsi, unirsi, lasciare da parte tutte le intolleranze politiche. Domandiamo a noi stessi e a tutti quale speranza abbiamo, di quale vita e solidarietà siamo portatori.

Le chiacchiere sono solo chiacchiere, ma sono i sacrifici a chiarire la realtà. E la gente qualunque continua a morire, senza parole, senza che nessuno si interessi alle loro storie. Sarà sempre così?

Il mio compleanno è finito. Rori”

(Aurora Cantini, inedito)

    2 thoughts on “Nei Giorni di Aldo Moro

    1. Cara Aurora, in questa pagina mi hanno particolarmente colpito queste parole: fede incrollabile nella democrazia
      Oggi in cosa abbiamo “fede incrollabile”??
      E che significato ha ancora la parola “democrazia”?
      Individualismo e indifferenza sembrano avere il sopravvento …
      Un abbraccio
      Luciana

      • Anche io, come te, Luciana, mi chiedo cosa valgono oggi queste parole che un tempo erano “sacre”.
        Eppure proprio per questo, non possiamo far finta di niente.
        Per questo ho scelto di pubblicare una pagina così personale della mia vita, e mi stupisco dolorosamente per quella ragazzina di 16 anni che potrebbe essere una qualunque ragazzina di oggi. Spaesata e sperduta. Eppure profondamente consapevole della realtà. Si muore ancora.