La Poesia vende poco, viaggia attraverso il cuore

La Poesia,

silenziosa vestale del nostro vivere,

vende poco,

 viaggia attraverso

il cuore di uomini e donne di buona volontà,

ancora desiderosi di ascoltare la sua voce

Rivista "Primavera" Anni Settanta: La Poesia
Rivista “Primavera” Anni Settanta: La Poesia

Un articolo sul quotidiano della mia provincia, L’Eco di Bergamo, rileva alcune  note interessanti sullo stato della Poesia italiana oggi, che coinvolge anche la sottoscritta: pur non valorizzata da nessuna delle Istituzioni né tantomeno dal pubblico di massa, o dalle regole di mercato, “relegata nei punti più inaccessibili delle librerie, perché NON VENDE, essa riemerge tuttavia in superficie tanto tenacemente quanto timidamente”.

Come un’edera abbarbicata al cuore dell’Umanità, la Poesia rimane aggrappata al nostro vivere tecnologico senza mostrare cedimenti, né disamore, né sfiducia. Essa continua incessante a nutrire la Parola di spirito nuovo, creata dall’Ispirazione, scaturita dall’Emozione, cullata dall’Umiltà.

L’articolo paragona le serate con lettura di poesie a “carbonare riunioni semisegrete”.

Azzeccato in pieno il paragone.

Ci vuole energia da parte del Poeta per riuscire a convincere una biblioteca ad accogliere nel suo calendario una serata di poesia, ci vuole ancor più energia nel divulgare l’evento, informando (generalmente parenti e amici) dell’iniziativa. Io dico sempre “Se ci fossero polenta e cotechini la gente accorrerebbe a frotte.”

La vita della Poesia è una vita silenziosa, “sommersa, precaria, ma totalmente libera” come scrive l’articolo.

“Non è nelle librerie che si possono trovare i libri dei poeti, i libri vengono regalati, spediti per posta su richiesta di persone che il poeta conosce, o acquistati direttamente dal sito della Case Editrici.”

Infatti sono solo due o tre le grandi Case Editrici che pubblicano Poesia e di solito non incidono con iniziative manifeste e pubbliche. Sono le Case Editrici minori che muovono e sfavillano come lucine estive nella foresta incolta della Cultura, quelle stesse piccole Editrici che nella maggior parte dei casi non riusciranno mai a scalare gli scaffali di una libreria o al massimo ce la faranno con l’immane fatica esplorativa di uno o due esemplari.

Eppure il fatto di non avere la tutela di una Casa Editrice famosa non indica un livello inferiore dei versi prodotti, solo artigianalità delle opere sigillate sulla carta, come un’opera preziosa creata a mano, un abito cucito su misura da un sarto d’altri tempi o un uovo Fabergé unico e solo, mai copia d’altri.

Scrivere Poesia per me è vivere poeticamente, come dice la parola greca da cui prende origine -Poesis, CREAZIONE-, ogni istante un verso creativo, un suggello d’armonia del bello, è una libertà che nessuno mai potrà togliermi, oltre il vento, oltre le sere buie di gennaio, oltre il tramonto estivo, sola con il bianco del foglio, ma amata dall’eterno fluire del mondo.

Io lo sperimento di persona nella mia produzione poetica, quando vado nelle scuole a parlare di Poesia e trovo visetti attenti e rapiti, o quando recito in una saletta intima tra amici e persone care, raccolte intorno a me in rispettoso silenzio, avvinti: è per me una gioia immensa sentire suonare il campanello della porta e trovarmi davanti un semplice escursionista oppure una signora villeggiante, che, dopo aver domandato in giro, sono giunti fin lì a chiedere il mio libro di poesie, “perché” mi dicono” leggendo quei versi il mio cuore trova consolazione.”

Vorrei concludere con le parole finali di Maria Tosca Finazzi riferite alla Poesia: “… la più sommersa di tutte le arti, sempre sul punto di naufragare, anche se dolcemente, come insegna il massimo poeta, ma comunque niente affatto disposta ad annegare.”

 L’ARTICOLO

L'Eco di Bergamo e la Poesia
L’Eco di Bergamo e la Poesia

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