La Madonnina russa nella roccia della Cornagera

La Madonnina russa nella roccia della Cornagera

La Mdonnina russa nella roccia della Cornagera
La Madonnina russa nella roccia della Cornagera

Una escursione sulla Cornagera è agile e gradevole. Superati i boschi di media montagna odorosi di ciclamini, chiusi dalle volte degli alberi, improvvisamente si apre lo scenario celeste e Lei, questa antica scogliera sommersa proiettata verso il cielo milioni di anni fa, sembra venirci incontro.

Nel cuore della Cornagera, la salita alla montagna bergamasca

I pilastri rocciosi sono come sentinelle sull’attenti. Indicano fiduciosi i passaggi più interni, una conca protetta da scogli, angoli umidi e ombrosi che giocano a nascondino con il buio.

Cornagera
Cornagera

Il formidabile ghiaione ci avvolge con il bianco delle rocce. Poi, curva dopo curva, penetriamo nel suo labirinto. C’è un silenzio attonito e solare, non spericolato come può esserlo quello delle vette più alte, ma inebriante, un silenzio di sussurri, perché la Cornagera ti racconta della gente dei paesi, dei borghi e delle contrade che si stanno svuotando. Ti lascia parlare dei tuoi desideri, dei tuoi sogni, e i bisbigli delle pietre sono le voci degli abitanti di un tempo.

Labirinti della Cornagera

Nel proseguire il Labirinto, si entra nello stretto e tortuoso passaggio denominato “Buco della Carolina”. È il cuore della Cornagera, la sua vena profonda e pulsante. L’umidore delle pareti che rigano e graffiano la pelle e gli zaini, la penombra della forra, spingono il cuore a battere a mille. La sensazione di essere intrappolati, schiacciati dalle possenti pareti, rendono un brivido piacevole alla gita. Negli Anni della Seconda Guerra Mondiale molti partigiani e giovani soldati fuggiti prima di essere internati nei Campi di Lavoro in Germania dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, si nascosero in questa stretta fenditura per sfuggire alle rappresaglie tedesche e fasciste. Se ne stavano incastrati nella morsa della roccia, mentre sopra, sul crinale ricoperto di cespugli sempreverdi, avanzavano i soldati un tempo amici. Perlustravano, scrutavano ogni apertura, cogliendo ogni minimo rumore o segno di presenza umana. Là sotto, i ragazzi, (non avevano più di 18 – 20 anni) pregavano di poter uscire vivi, di restare vivi. Una invocazione alla Madonna, la Madre di tutti, ed una alla propria “morosa”, la “Carolina”, in un ardente sogno di poterla riabbracciare. Da allora è per tutti “Il Buco della Carolina”.

Il Buco della Carolina
Il Buco della Carolina, Cornagera

Poco distante dal Buco della Carolina un pertugio quasi verticale sembra proseguire nel profondo infinito. Un appiglio dopo l’altro, giù, giù, per circa 10 metri,  in un abbraccio di roccia. La fenditura è stretta e sembra richiudersi nel buio. Ma sul fondo si apre come una nicchia, un bozzolo tiepido. Sulla parete qualcosa luccica: è una miniatura.

Il pertugio nella Cornagera
Il pertugio nella Cornagera che scende sul fondo della Cornagera
Nel  fondo dlela Cornagera
Nel fondo della Cornagera attraverso un pertugio verticale di oltre 10 metri
Giù dentro la Cornagera, sul fondo di un pertugio verticale

E’ una minuscola Madonnina con il suo Bambino in braccio, di quelle tipiche delle icone russe. Sembra brillare d’argento nella luce che filtra dall’alto. Il silenzio si fa preghiera. E la Madonnina ci racconta la sua storia.

La minuscola Madonnina icona russa nella grotta della Cornagera
La minuscola Madonnina icona russa nella grotta della Cornagera

L’icona è incastrata nella roccia e proviene dalla Russia. Fa parte di una delle 250 versioni della Madonna detta Ogiditria che vuol dire “che indica la via”. Infatti con la mano destra guida lo sguardo dei fedeli al Bimbo Gesù, come a indicare agli uomini che la strada da seguire è quella che conduce a Dio. È una delle Immagini più antiche e venerate della Madre di Dio. Si tramanda che la prima Immagine originale venne dipinta dallo stesso Evangelista Luca a Gerusalemme quando Maria era ancora in vita. Mentre Maria si rivolge agli uomini,  Gesù Bambino benedice con la mano destra sua Madre. Il Bambino inoltre guarda dritto davanti a sé, verso i fedeli. La manina sinistra è piegata come a contenere un rotolo, il rotolo della Legge.

La Madonnina icona russa che indica la via, grotta della Cornagera

Altro particolare è la Corona, simbolo di Maestà, e il mantello della Vergine, riccamente decorato come l’imperatrice di Bisanzio. Se si osserva con attenzione sulla spalla destra si vede una stella. Fa parte del gruppo di 3 stelle che adornano la Madonna (la corona, la stella sulla spalla destra e la stella sulla spalla sinistra -nascosta dal corpo del Bambino-). Infine l’incarnato denota lineamenti che richiamano la Madonna Nera. Questa immagine della Madonna è venerata come Protettrice della Russia. Una data incisa, 18-9-44, testimonia la tragedia della Seconda Guerra Mondiale.

La Madonnina icona con la data incisa 18-9-44, nel fondo della Cornagera
La Madonnina icona russa con la data incisa 18-9-1944, nel fondo della Cornagera

Quindi chi ha inserito la Madonnina sigillandola per sempre nella roccia era un soldato di origine russa. Probabilmente l’aveva portata con sé quando era partito per il fronte a combattere contro la Germania e l’Italia un tempo alleate. L’aveva tenuta tra le cose care, che gli ricordavano la sua casa, il suo villaggio, la sua mamma. Ma tra il maggio del 1941 e il 7 settembre 1943 migliaia di soldati slavi, bosniaci, bielorussi, greci., albanesi vennero fatti prigionieri dall’Esercito Italiano e molti internati nel Campo di prigionia della Grumellina vicino a Bergamo. Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 l’Esercito Italiano cessò di esistere  e i cancelli del campo vennero aperti. I giovani prigionieri riuscirono a fuggire. Ma già il giorno dopo i Tedeschi e i Brigatisti neri, i Repubblichini, che avevano ripreso il controllo del Campo, iniziarono la caccia: catturare e giustiziare i giovani militari che non avevano aderito alla Repubblica di Salò, i Partigiani ma anche i prigionieri slavi/russi evasi. Essi risalirono le montagne lungo le mulattiere e i sentieri, sempre aiutati dalla popolazione. Alcuni vennero ospitati nei solai o nelle cantine. Molti si unirono ai Partigiani.

La tomba dello sconosciuto soldato slavo che riposa a Trafficanti

Lassù, nel cuore silenzioso della Cornagera, uno sconosciuto ragazzo slavo ha pregato per la sua giovane vita e per quella dei tanti ragazzi vittime innocenti della follia di pochi uomini. Non sapremo mai che cosa ne è stato di lui, e nemmeno il suo nome, ma sappiamo dove riposa il suo cuore: per sempre vicino ad una Madonnina russa, nel cuore amorevole ed eterno della Cornagera.

Il precipizio che nasconde la Madonnina icona, fondo della Cornagera
Il precipizio che nasconde la Madonnina icona russa, fondo della Cornagera

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