IL CREPUSCOLO, omaggio poetico a Michelangelo

IL CREPUSCOLO

Cappella-dei-Medici-monumento-a-Loreno-de-Medici-Michel.-Crepusc-Aur
Cappella-dei-Medici-monumento-a-Loreno-de-Medici-Michel.-Crepusc-Aur

Un omaggio a Michelangelo in una poesia scritta a 16 anni

 (Da Fiori di campo 1993, rieditato 2011)

Mi svegliai

in un tripudio d’acquerelli

e setosi manti.

La terra abbellì

le mie brumose apparenze

di chiarori e veglie.

copertina primo libro di poesie FIORI DI CAMPO 1993 rieditato 2011
copertina primo libro di poesie FIORI DI CAMPO 1993 rieditato 2011
Crepuscolo sul lago d'Iseo
Crepuscolo sul lago d’Iseo
Crepuscolo sul lago d'Iseo, tra terra e cielo
Crepuscolo sul lago d’iseo, tra terra e cielo

OMAGGIO A MICHELANGELO

Cappella dei Medici, monumento a Loreno de' Medici, Michelangelo: Crepuscolo e Aurora
Cappella dei Medici, monumento a Lorenzo de’ Medici, Michelangelo: Crepuscolo e Aurora

Per un perenne omaggio a Michelangelo, qui potete trovare tutte le interessanti informazioni su queste opere scultoree eterne e magnifiche: 

Le Sculture di Michelangelo nelle Cappelle Dei Medici, Firenze

IL MIO RICORDO NELLE CAPPELLE MEDICEE

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Quando entrai per la prima volta a vedere di persona la mia omonima, L’AURORA, avevo solo 16 anni. Rimasi attonita, senza parole, schiacciata dalla vastità dei corpi possenti, ma nello stesso tempo leggiadri, che sovrastavano i due sarcofagi. Sembravano vivi, pronti a divincolarsi fuori dal marmo, per scendere fino a me, piccola studentessa stordita da quella potenza. Avevo superato un angusto passaggio nelle Sagrestie e ritrovarmi sotto quella volta infinita mi serrò il respiro, ebbra di immenso. Là mi innamorai di Michelangelo, là amai la mia AURORA, là sfiorai delicatamente in punta di piedi il mio CREPUSCOLO, quella sera stessa scrissi questa poesia. Ancora oggi sulla mia scrivania ho davanti a me, sembrerà eccentrico, l’immaginre del mio Crepuscolo, vivido e immortale. E la mia Aurora appoggiata accanto. Un vero colpo di fulmine, esiste davvero!

LA MIA PROSA

IMBRUNIRE E SOLITUDINE

La solitudine avanza sul filo dell’orizzonte, artiglia anima e cuore di chi, spaesato, arranca lungo i viali. Intorno solo silenzio, schegge di acciaio e cemento svettanti fino al cielo, nubi basse come corona al dolore dell’uomo. Porta il grigio di sere solitarie, il gelo delle finestre vuote sul mondo.

La solitudine si stende sui prati senza voci di bimbi, né giochi, né tramonto rosso. All’imbrunire il cuore sente tutto il peso della propria esistenza, portata con fatica tra errori e disillusioni. Sente tutto il peso della povertà, vissuta come anelito e fame di vita. Sente tutto il peso della mortalità, scacciata in un angolo della mente  nello stordire dei rumori del giorno. Poco prima di dormire, di chiudersi al mondo, il cuore ansima artigliando il buio, è in angoscia. Sente di essere solo.

Eppure è proprio al Crepuscolo che l’anima eleva la sua canzone più struggente, vera e sincera. Eppure è proprio al Crepuscolo che l’occhio vede oltre la barriera dei sensi ottenebrati dall’affanno del giorno, e lo sguardo, lucidato da tutte le opache imperfezioni delle nebbie, appare più cristallino, vivido, luminoso esso stesso, come in “una lente del cuore”. Il grande Michelangelo ha saputo dare vita ai colori del marmo, alla vena pulsante della roccia, ed è il Crepuscolo dell’oblio, ed è l’alba dell’Eternità.

Un’altra poesia a tema viene offerta qui:

Imbrunire

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