Guida dell’Immigrante nel Perù, Lima 1902

Guida dell’Immigrante nel Perù, Lima 1902

1902, Guida dell’immigrante nel Perù

Guida  del Perù per capitalisti e immigranti

“Quando si rappresenta la generosità di questo suolo  che risponde con tanta facilità al più piccolo sforzo del lavoratore; quando si pensa alla prodigalità della sua vegetazione e ai suoi tesori metallurgici si resta sorpresi di tali prodigi”.

Ch. Wiener Le Perou, Parigi 1880

In ragione dei ripetuti viaggi intrapresi frequentemente mi venne chiesto qual era il miglior paese del mondo, e senza trepidare ho risposto: il Perù”. 

  1. Carrey, Parigi – Rivista “Il Perù” 1875

Scopo della presente pubblicazione

  • Presentare una rapida idea della Repubblica del Perù, guorantigia e facilità che offrono le sue leggi tanto ai capitalisti come agli immigranti.

  • Un sucinto di notizie utili sopra agricoltura e mine.

  • Informazioni sopra le nuove industrie facili e lucrative che possono impiantarsi e lo sviluppo di quelle esistenti.

  • Sciringa e guttaperca. Ricchezze esplotabili che rinchiudano i boschi dell’Orinete del Perù, itinerarii.

  • Terre disponibili per capitalisti, immigranti e coloni che offrono un brillante avvenire agli uomini animati dallo spirito del lavoro.

In questo libretto c’è tutto quanto poteva servire per affrontare un salto nel buio dall’altra parte del mondo. Cartine dettagliate e scorci paesaggistici, l’idea generale del territorio, l’organizzazione politica (“la Costituzione vigente fu adottata nel 1860″), il sistema monetario (“monometallico a base d’oro, in virtù di una legge approvata il 14 dicembre 1901, in Perù non esiste carta moneta”), le banche, i sevizi locali, l’igiene pubblica. E poi le strade ferrate, le comunicazioni postali e telegrafiche (“il Perù forma parte della Unione Postale Universale con due Compagnie di telegrafi sottomarini”). Si presenta la costa del Perù (“gli stabilimenti agricoli della costa occupano e hanno sempre crescente necessità di buoni fattori, impiegati per dirigere le coltivazioni, meccanici, fabbricanti di zucchero, distillatori, legnaioli, fabbri ferrai, viticultori e vinificatori ed infine un gran numero di braccianti in generale”).

Una legge per l’irrigazione delle terre nella costa regolamentava l’uso dei terreni coltivabili. L’industria mineraria seguiva il codice Minerario promulgato il 6 luglio 1900, dove si dichiarava che qualunque persona poteva ottenere proprietà minerarie. Infine notevole accento veniva posto sulla “nuova e valevolissima fonte di ricchezza per capitalisti e braccianti”, l’industria del caucciù. I moduli di contratto di fitto per terreni gommiferi  e il modulo di fitto per le macchie gommifere (“venti centavos all’anno per ogni macchia e venti centavos per ogni ettaro dove dette macchie si trovano”) erano ben spiegati nel volumetto. Il dominio dei terreni delle montagna poteva avvenire in quattro diverse maniere: “compera, concessione, contratto di colonizzazione e donazione gratuita”.

Infine il paragrafo dedicato all’Immigrante nel Perù con le locazioni e le direttive vigenti in ogni località: zona del Pichis (da Callao fino a Porto Bermudez), la via Centrale del Perù (da San Luis de Shuaro fino a Iquitos),  la città di Tarma, la borgata della Merced, San Luis de Shuaro.

La condizione sociale ed economica della Colonia Italiana al Perù descriveva la più numerosa di tutte le colonie straniere esistenti. “Presenta un capitale di 100.000 di soles (500.000 di lire”.

Pagine interne della Guida dell’immigrante nel Perù

“Questa nazionalità ha dominio nei rami sociali, commerciali e politici come il signor Federico Bresani, Vice Presidente della Repubblica, o il signor Aurelio Denegri Ministro di Stato e Presidente delle Camere, il Generale signor Cesare Canevaro Capo dello Stato Maggiore dell’Esercito e fratello dell’Ammiraglio della Marina di Guerra Italiana signor Napoleone Canevaro (nato a Lima). Tutti figli di cittadini italiani. Come lo furono pure il colonnello peruviano Bolognesi, eroe immortale d’Africa, a cui il popolo innalza oggi un monumento in Lima, o sua Illustrissima Monsignor Bandini, Arcivescovo. Il forte e alto commercio è rappresentato dal signor Giovanni Figari, gerente della Banca Italiana”.

Sono passati 120 anni, il sogno americano si è via via spento. Come scrive Roberta Ferroni nel suo Andar per mari: storia di migranti in Perù: “In Perù il flusso migratorio non fu mai massiccio a differenza di paesi come Argentina, Brasile e Stati Uniti, dove emigrarono milioni e milioni di persone. I marinai e i mercanti liguri che scelsero questo paese non sfuggivano, come nella maggior parte dei casi, dalla miseria e dalla fame ma andavano a colmare quel vuoto prodotto dall’assenza di piccoli impresari. Una volta entrati nel sistema iniziarono una sorta di scalata tanto che occuparono in alcuni casi anche posti importanti dell’economia peruviana.

In Perù poté entrare solo un contingente ridotto dedito ad attività indipendenti, l’assenza di un mercato del lavoro moderno non permetteva la contrattazione di contadini italiani, come invece avveniva nel resto del continente. Questi immigrati arrivarono per mezzo di catene migratorie che funzionavano anche da controllo: solo coloro che avevano effettive possibilità di inserirsi si potevano stabilire. (…) Oggi che il Perù non è più un paese di immigranti ma di emigranti, gran parte degli italiani rimasti sono più che mai discendenti che hanno inevitabilmente perso la loro etnicità e fanno parte a pieno titolo del tessuto sociale peruviano”.

LA PATRONA DEI MIGRANTI

La ragazza italiana patrona univerale dei migranti

IL PERÙ OGGI

Oggi il Perù sta vivendo una situazione drammatica. Il paese vive da anni una grave povertà, sia culturale che di offerte formative. Grandi sono le incertezze sul futuro. L’epidemia covid sta mettendo in ginocchio l’intera struttura sanitaria, tra le peggiori del Sudamerica. Nel mese di giugno si sono svolte le elezioni politiche che hanno portato al ballottaggio tra i due candidati di destra e di sinistra. L’ex dittatore Alberto Fujimori è in carcere per violazione dei diritti umani e corruzione. Negli anni scorsi quasi continui sono stati i conflitti armati tra il governo e l’organizzazione Sendero Luminoso, che hanno mietuto migliaia di vittime. La popolazione rurale è ancora in povertà, la viabilità è difficoltosa, come pure le agevolazioni sociali per i poveri e i disagiati. Nell’ultimo anno sono cambiati due presidenti e ben quattro ministri della salute. Le vittime del Covid sono quasi 200.000 su 32 milioni di abitanti. Vi sono grandi diseguaglianze e il potere economico è concentrato nelle mani di pochi. L’élite bianca, retaggio di un mito coloniale.

Eppure le antiche, splendide e secolari civiltà che hanno gettato le besi dell’ingegno umano e della cultura ci ricordano che tutti facciamo parte di un unico grande prodigio, sotto lo stesso cielo. Il Perù è anche una parte di noi.

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