Giulietta dirà addio al suo Romeo? La celebre statua è lentamente consumata dalle troppe carezze

Giulietta dirà addio al suo Romeo?

La celebre statua è lentamente consumata dalle troppe carezze

Verona
Verona

Visitare Verona e perderci il cuore. Una città che pare uno scrigno gettato sull’Adige, palpabile come un velo da sposa. Già lo si avverte, questo senso di commovente rimpianto, varcando la Porta medievale, e poi attraversando le timide vie, gentili al passante, fino all’Arena. Evocano antichi timbri i portali massicci e austeri, La Turandot, L’Aida, tumulto di passioni e tragiche voci di dolore.

Arena di Verona
Arena di Verona

Ma ciò che più di tutto avvince e fa palpitare l’anima è la casa di Giulietta. Il passo si affretta, lo sguardo è catturato dal balcone, e il cuore sospira. Perché, aldilà della documentazione storica sull’effettiva esistenza della fanciulla, è Amore che genera i pensieri, e anche l’animo più restio rimane indissolubilmente avvinto da questa intramontabile tragedia.

Una storia che tutti sognano nella vita, essere amati in un modo che supera il tempo, donare il proprio mondo più segreto ad un’altra persona, parte di noi, metà completa, e sapere con certezza che nemmeno la Morte riuscirà a separare  questo Amore.

Balcone della casa di Giulietta, Verona
Balcone della casa di Giulietta, Verona

Oggi gli esperti lanciano un grido d’allarme: provata da milioni di carezze, la filigrana che circonda la struttura è bucata in vari punti, come piccole ferite che lacerano la sua delicata pelle ramata.

Venne realizzata nel 1972 su modello e ispirazione del maestro Nereo Costantini e portata a compimento da Novello Finotti a causa della morte dell’ideatore.

Ogni anno questa silenziosa ragazzina entra nel cuore di oltre due milioni di turisti e affezionati, che la accarezzano e la sfiorano come segno di un autentico messaggio romantico universale e unico al mondo.

Giulietta

Secondo lo scultore Novello Finotti non c’è rimedio. Dice: “Non ci sono speranze che possa guarire. Siamo destinati a perdere per sempre questa splendida scultura che è il simbolo dell’amore”. L’unica strada proponibile è “portarla via da lì”, sostituendola con una copia. Sarebbe per sempre preclusa al cuore, chiusa allo sguardo, allontanata dai passi.

E quel balcone così amato, di pietra e lacrime sigillato, sarà vuoto, questa volta per davvero, per sempre. Dalla Luna tonda e pallida piangerà Romeo la sua Giulietta, piccola perla su cui è calato un sudario.

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