A Bovisio Masciago la poesia per il giovane alpino nella Grande Guerra

A Bovisio Masciago la poesia per il giovane alpino nella Grande Guerra

Come una fiamma accesa premiata a Bovisio Masciago

8^ Edizione del Concorso Nazionale di Poesia
“La Campanella” a Bovisio Masciago

Tra le realtà letterarie della piccola provincia merita un cenno il concorso nazionale di poesia che il Centro Polifunzionale – teatrale “La Campanella” di Bovisio Masciago (Monza Brianza) organizza con attenta e oculata preparazione.
La particolarità di questo premio, oltre al pregio letterario e al grande impegno della Giuria, composta da letterati ed esperti di poesia, va oltre la vera e propria premiazione.
Il concorso fa parte di tutta una serie di iniziative che il Centro La Campanella ha in calendario durante tutto l’anno al fine di coinvolgere la comunità nell’amore verso la cultura, l’arte e la letteratura nel suo respiro più ampio.
Con sede nell’oratorio del paese, il Centro cura anche le iniziative cinematografiche, conduce e ha attivato un coro, guida ragazzi e studenti alla musica attraverso il perfezionamento di uno strumento, propone gruppi di lettura e laboratori teatrali di alto livello, aperti a tutti.
La Cerimonia stessa ha visto protagonisti, oltre ai poeti premiati e segnalati, anche due studenti cantanti che hanno proposto brani musicali e cover di grande impatto vocale.

LA CAMPANELLA DI BOVISIO MASCIAGO

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Brano tratto dal sito ufficiale del Centro La Nuova Campanella “Fin dagli anni ’40 una campanella era posizionata sul muro esterno dell’abitazione di Don Dario, assistente dell’oratorio di Bovisio Masciago. Alla domenica pomeriggio i suoi rintocchi chiamavano i ragazzi a dottrina (brevi lezioni di catechismo). Successivamente, partendo proprio da quel muro, sono stati edificati vari locali ed il salone che hanno così preso il nome di “Campanella”.
In segno di continuità storica della comunità di Bovisio Masciago, è stato mantenuto lo stesso nome e la campanella originale sarà posizionata nell’atrio del centro Polifunzionale.
Nell’ottobre del 1978, alcuni giovanissimi parrocchiani debuttavano sul palcoscenico del teatro La Campanella a Bovisio Masciago per realizzare il grande sogno, quello della recitazione.
La scelta che ha caratterizzato fin dall’inizio il cammino artistico della compagnia è stata quella di presentare opere in dialetto allo scopo di riscoprire le radici di una cultura e di una tradizione ancora vive. Con questo spirito è iniziata la grande avventura della compagnia teatrale S.Pancrazio, supportata dalle figure di Don Emilio Massoni e Don Giuseppe Galbusera, appassionati del teatro in quanto forma di arte, comunicazione ed educazione e da Don Bruno Molinari che ha incoraggiato e sostenuto la ristrutturazione de La Campanella, con l’obietvo che diventasse un centro polifunzionale a servizio della comunità.”

IL LOGO

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Brano tratto dal sito La Nuova Campanella e il suo Logo: “La vincitrice del “Concorso Logo” è ANNA CATTANEO che ha commentato la sua opera come qui riportato. L’’ESSENZIALE È INVISIBILE AGLI OCCHI
Il logo è il risultato di una elaborazione di due elementi: la consonante “C” e un’ ’illustrazione sintetica di una campana vista dal basso (circonferenza e batacchio visto dal basso).
C perché, ovviamente, è l’’iniziale del nome del nuovo centro polifunzionale che entrerà in funzione nei prossimi mesi. C’è anche l’’iniziale della parola “comunità”, parola strettamente legata a “La Campanella”. La comunità si impegnerà a prestarsi per “La Campanella” e la comunità stessa potrà usufruire di questo nuovo servizio. “La Campanella” è un nuovo centro di aggregazione e di servizio per la comunità, “La Campanella” è della comunità.
Il logo è semplice, non troppo elaborato e riconoscibile facilmente. L’autore ha lavorato su forme e colori per renderlo distinguibile ed immediato.
Un punto di forza sta proprio nella semplicità, nella scelta di pochi colori e di una forma precisa e non troppo elaborata.”

IL CONCORSO DI POESIA

Concorso di Poesia La Nuova Campanella

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Due le Sezioni in gara:
Poesia in lingua italiana
Poesia in dialetto

                                                           SEZIONE IN LINGUA ITALIANA

Prima classificata la poesia “Ancora più forte” del poeta Fabio Muccin

“Ancora più forte. E’ la risposta di una donna devastata, ma fiera e protettrice nel suo dolore. In poche righe si consuma un dramma: quello di una violenza. Ma il vero dolore va oltre l’abuso sessuale subìto e l’essere considerata una donna oggetto. E’ la consapevolezza di una futura mamma che già vuole proteggere quel frutto non voluto di un momento di violenza. Tu che pensi di essere uomo perché hai abusato di me, picchia pure, colpiscimi più forte. Avrò però il mio riscatto: usata, soggiogata, vinta, sappi che quell’amore che tu non sei stato capace di dimostrarmi, io lo offrirò al bambino che verrà. Ancora più forte” (Motivazione della Giuria)

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La Giuria

Seconda classificata la poesia “Un viaggio senza speranza” di Miriam Ballerini

“Quando ti cali nell’acqua e scruti l’orizzonte, oltre la distesa del mare infinito ci sono i tuoi sogni. Potresti vederli sempre più vicini con il procedere del viaggio, ma sai benissimo che non è così per tutti, perché non tutti riescono a sopravvivere e ad arrivare alla meta. E’ una poesia che tratta un tema più che mai attuale, quello dei migranti, ma ne coglie tutta la drammaticità perché visto dall’altra sponda. Nessun giudizio sul perché di quel viaggio, è un compito a cui il poeta si sottrae, non tocca a lui dircelo. Ma ci offre uno spaccato di quel viaggio senza speranza e una fotografia di quel mare da attraversare: che spesso ci accoglie e ci culla, ma qualche volta non ci comprende e, tragicamente, ci respinge” (Motivazione della Giuria)

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Miriam Ballerini legge la sua poesia

Terza classificata la poesia “Come una fiamma accesa” di Aurora Cantini

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Aurora Cantini legge la sua poesia

“I suoi due fratelli sono morti in battaglia. Un altro è stato fortunato ed è riuscito a tornare a casa sulle sue gambe morendo per le conseguenze della guerra. Ma del soldato Fermo Antonio Carrara non si ricorda ufficialmente nessuno perché non è mai stato ritrovato. Nel Centenario della Grande Guerra queste righe ci fanno riflettere sul sacrificio di chi si è ritrovato catapultato al fronte per combattere. Ma mentre molti militari sono stati pianti e ricordati, il nostro soldato disperso è lasciato completamente solo. Nessuno si ricorda di lui, nell’elenco dei caduti figura, lui è un disperso. Nessuno gli ha dedicato in ricordo un segno tangibile, nemmeno una croce. Resta però una fiamma accesa nella memoria di chi ha conosciuto lui o la sua storia.” (Motivazione della Giuria)

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La poesia “Come una fiamma accesa”

SEZIONE IN DIALETTO

Primo premia ex equo a

EL ME VIASS
di Ornella Olfi
(Il mio viaggio)

“Il viaggio come metafora della vita raccontata con grande realismo e altrettanta sincerità ma con la poesia ad addolcire anche i ‘passaggi’ più dolorosi e critici, quasi a voler confermare la ‘naturalità’ dell’esistenza umana contraddistinta da gioie e dolori. Ma c’è anche l’altro verso della medaglia tutto aperto alla fiducia ed alla speranza grazie a sentimenti autentici. In primis l’amore, che riempiono di coraggio e determinazione il tempo presente e a venire.” (Motivazione della Giuria)

Primo premio ex aequo
LA PIÉNA DEL SÈRE
di Carmen Fumagalli Guariglia
(La piena del Serio)

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Carmen Fumagalli Guariglia

“Il timore per l’irruenza dell’acqua sottintende il rammarico per un ambiente poco rispettato: l’argine del fiume messo a dura prova ne è la testimonianza. Ma l’impeto dell’acqua offre l’occasione per una sorta di esame di coscienza di una vita. Quella in particolare di chi ha un rapporto stretto con la terra, dal quale emergono rimpianti ma anche speranze affidate soprattutto alla preghiera.” (Motivazione della Giuria)

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I poeti premiati
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Aurora Cantini premiata

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