Alla riscoperta della Via Mercatorum

Alla riscoperta della Via Mercatorum

La variante / diramazione della Via Mercatorum che sale da Albino, tratto di mulattiera all’ingresso di Amora Bassa (Aviatico)

L’anno 2019 è stato dichiarato “Anno del turismo lento”. Anche nella bergamasca un’importante iniziativa  si è svolta per riscoprire e rilanciare la Via Mercatorum, forse l’espressione più importante di quello che un tempo era l’ingegno e la creatività del mondo contadino.

Il tracciato della Via Mercatorum con le due varianti e diramazioni

La Via Mercatorum era l’autostrada pedonale che collegava la bergamasca al Cantone dei Grigioni, oggi in territorio svizzero, permettendo commerci e scambi, traffici e mercati, relazioni e amicizie, rapporti e scoperte, solidarietà e intraprendenza, attività e progetti, mestieri e lavori. Commercianti, pellegrini, viandanti, contadini, bottegai, ambulanti, pittori e artigiani, medici e cerusici, preti e fratini, mandriani e massaie, scrittori e letterati, soldati e mercenari, famiglie ed emigranti, spose e famèi, bergamini e boscaioli, lavoranti e falciatori, serve e domestiche, sarte e ostetriche, decoratori e muratori, carpentieri e falegnami, un andirivieni di genti e popolazioni. Già la qualifica ci fa capire che l’origine è romana, la via dei mercati, diffusissima in tutto l’Impero. La sua massima efficacia si ebbe nel Medioevo, fino al 1592, quando venne costruita dalla Repubblica di Venezia la più nuova Via Priula, che da quel momento permise di scavalcare  le voragini del Brembo con una serie di ponti. Fu come un solco diretto che tagliava e taglia anche oggi l’intera Valle Brembana.  Prese il nome dal suo ideatore, il podestà di Bergamo Alvise Priuli. Si innestava sull'”arrivo” della Via Mercatorum a San Giovanni Bianco. La prova è data dai due ponti che si incontrano sul fiume Brembo.

Il punto di incontro tra La Via Priula, a sinistra con il ponte, e la Via Mercatorum, a destra con il rispettivo ponte

Ritornando alla Via Mercatorum, essa partiva da Bergamo, Porta San Lorenzo, seguendo la Valle Seriana fino ad Alzano / Nembro. Da lì si inerpicava fino allo scollinamento a Salmeggia e Selvino e poi si inoltrava verso la Valle Brembana. Due erano i rami tramite cui si dipanava: un sentiero più basso e più antico, verso Algua, Pagliaro e Frerola e poi Serina, e uno più alto e più “recente” verso Aviatico, Trafficanti, Cornalba, ma che si ricongiungeva poi a Serina, per proseguire verso Dossena, San Giovanni Bianco, Cornello dei Tasso. E poi su fino al Passo che oggi è il Passo San Marco, posto al confine con la Valtellina.

Salendo alle vette, vicino al Cielo, Reportage poetico verso il Passo San Marco

Era una via in quota, si stava alti, circa sui 1000 metri, per evitare i predoni e i banditi.

Inoltre bisognava arginare le forre che all’altezza di botta di Sedrina, sull’argine sinistro del fiume Brembo, bloccavano letteralmente la possibilità di proseguire lungo la Valle Brembana, a causa delle pareti verticali dell’impetuoso grande fiume.

Anche gli Orridi di Bracca erano un ostacolo non indifferente alla discesa verso la Valle Brembana. Essi furono superati solo tra il 1872 e il 1882, con la strada che li percorre al loro interno.

La Via Mercatorum era quindi una rete di vie che collegavano borghi, contrade, paesi e cascine che  si mostravano come mulattiere ben tenute, con steccati o acciottolati, ma anche sentieri costellati da Cappellette e Tribuline, cantoniere e punti ristoro.

Da segnalare le numerosi varianti alla storica Via, come quella che saliva da Albino, attraversava il borgo di Amora Bassa, posta quasi a sentinella sulla Valle Seriana, e poi svoltava verso Aviatico. Gran parte della mulattiera è ancora ben conservata e percorsa ogni giorno.

Oggi, finalmente, per un giorno, la Via Mercatorum è stata riscoperta, ritrovata e ripercorsa. Ben dieci Comuni, attraverso i quali transitava la Via Mercatorum, hanno aderito in una storica e unica “Staffetta lungo la Via Mercatorum”, organizzata dall’Associazione La Via Mercatorume dal Cai di Bergamo, con l’ex presidente Paolo Valoti in testa.

Il passaggio della borraccia tra il sindaco di Selvino e il sindaco di Aviatico, con da sinistra Aurora Cantini, Silvia Bonomi e il presidente Cai Paolo Valoti
Foto di gruppo durante la giornata della Staffetta lungo la Via Mercatorum ad Aviatico

Quasi 40 chilometri percorsi in circa 12 ore, con lo scopo di unire due Valli (Seriana e Brembana) e 10 Comuni diversi. La partenza da Nembro, l’abbraccio finale sotto i portici dell’antico borgo di Cornello dei Tasso. Oltre 200 persone si sono unite al gruppo, percorrendo tratti o parziali tragitti, o ancora l’intero itinerario. In testa i Sindaci di ogni comune che al confine del proprio territorio, passavano il testimone al sindaco vicino. Una borraccia contenente l’acqua del fiume Serio, che poi, all’imbrunire, è stata versata nel fiume Brembo in un abbraccio ideale e perenne.

L’articolo su L’Eco di Bergamo dedicato alla Staffetta lungo la Via Mercatorum

Da segnalare un’iniziativa analoga, realizzata nel  2013, con l’adesione di gruppi di famiglie.

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2 thoughts on “Alla riscoperta della Via Mercatorum

  1. Da quando conosco l’Altopiano (e sono ormai 20 anni) mi ha sempre affascinato la Via Mercatorum e quando ne percorro qualche tratto mi sembra davvero di vivere in un’epoca più lenta ma forse più umana.
    Grazie a chi come te tiene viva la memoria di questi antichi percorsi che univano le popolazioni e grazie a chi ancora mantiene transitabili queste vie.
    Un abbraccio
    Luciana