Recensione per il romanzo

“Il bambino con la valigia rossa”

a Bergamo

(parole di Pierluigi Ambrosini, critico e scrittore)

1 PresentazioneCantiniIbs15maggio

Il bambino con la valigia rossa alla Libreria IBS Bergamo

          “Quei bambini sperduti su una zattera

          che non regge alla furia delle acque”

(Pl. Ambr.)

“Il libro “Il bambino con la valigia rossa“, che non vorrei definire un semplice romanzo, termine che per queste pagine  sarebbe estremamente riduttivo, ha più piani di lettura.

Uno storico per gli anni che avvolgono la narrazione tra miseria, bombe, partigiani, SS, crudeltà…

In una Bergamo riconoscibile solo per i nomi delle vie e delle piazze.

Uno geografico, per quanto la storia potrebbe essere ambientata in una qualsiasi città del Nord Italia chiusa nella morsa di una guerra civile e di una guerra contro i tedeschi, ex alleati.

Ed un terzo soprattutto, quello dei sentimenti. Poveri, poveri, poveri ragazzi che non conoscono  il mondo, le piante, i prati, le cose, gli animali: niente, niente di niente, chiusi in un casermone -il Brefotrofio– a pregare e ad essere puniti. Per giunta senza genitori, con nomi e cognomi spesso inventati senza fantasia, con qualche brandello di ricordo personale a mantenerli in vita più del misero e nauseabondo cibo.

Angariati anche dalla perversioni degli educatori che –Charles Dickens insegna- fanno della loro cattiveria l’arma educativa. 

Bambini spaventati, spinti di qua e di là dal vento come una foglia, ma ansiosi di vivere e di diventare anche loro “normali.“ Non si ritenevano come gli ebrei dell’Antico Testamento che erano costretti a scontare le colpe dei padri. Sperduti in una zattera che non regge alla furia delle acque,  Pietro e compagni, sono più adulti nei loro pochi anni di vita dei veri adulti.

Non ho volutamente parlato della trama, perché questo libro va letto e  riletto, pagina dopo pagina, riflettendoci. Ma un cenno va dedicato all’ultima parte del libro, quando la bravissima autrice si lascia coinvolgere dai sentimenti e scrive come se fosse stata presente in quel ghetto.

Discutere è inutile, il libro è un capolavoro, scritto bene, emoziona…va letto, insomma. Regalato agli amici. Consigliato. E riletto. Perché i libri che danno qualcosa si rileggono più volte.

Una gran bella prova questa della Cantini.

                                                           (Pierluigi Ambrosini, scrittore e poeta)

LA PRESENTAZIONE SUL SITO DELLA CASA EDITRICE

Silele Edizioni Anteprima Il bambconlavaligiarossa

Silele Edizioni Il bambino con la valigia rossa