PERSONAGGI D’ALTOPIANO:

FRA PACIFICO DA AMORA

al secolo Vincenzo Carrara

(1883 – 1937)

La vita, le testimonianze, i luoghi, il riposo

dell’umile Questuante e consigliere spirituale

in una raccolta intitolata

“Un campo di stelle il mio riposo”

Edizioni Villadiseriane, 2014

(Sulla base del libretto originale “In Memoriam”)

A cura di Aurora Cantini

-con il contributo dell’Amministrazione Comunale di Aviatico-

Libretto in memoria di Fra Pacifico da Amora, Edizioni Villadiseriane Bergamo

Libretto in memoria di Fra Pacifico da Amora, Edizioni Villadiseriane Bergamo

Siamo come un albero che tende i rami al Cielo…

“Il Signore mi aiuti, mi accompagni, mi benedica.”

(Fra Pacifico da Amora)

È uscito il libretto di 48 pagine  dedicato ad una figura mistica dell’Altopiano di Selvino Aviatico, pressoché dimenticata, ma che val la pena ricordare e tenere viva: Fra Pacifico da Amora (frazione di Aviatico, Bergamo) al secolo Vincenzo Carrara (1883-1937), dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini, fratino Questuante e pellegrino in terre lontane, conosciuto in tutte le valli e pianure, imparentato con molte famiglie di Amora e anche di Aviatico e Selvino.

Fu una figura di forte carisma spirituale, su cui improntò la propria vita, basata sulla continua preghiera, sul dialogo incessante con Dio, sulla ricerca del profondo significato dell’esistenza di ogni uomo.

Le popolazioni che visitò nei suoi instancabili cammini lungo tutta la pianura e le valli, fin nella lontana Cremona, lo considerarono un santo, un uomo capace di andare oltre le apparenze e di leggere nel più profondo dell’animo umano. Nella sua profonda umiltà era in grado di comprendere, ascoltare e comunicare con le famiglie ricche come con quelle disagiate e miserande, fornendo consigli e meditazioni, consolazioni e speranze.

Il libretto si intitola “Un campo di stelle il mio riposo” come il sogno di Fra Pacifico di raggiungere Santiago di Compostela, e ne racconta la vita, le testimonianze di chi l’ha conosciuto, i luoghi in cui ha peregrinato, il riposo. Il tutto corredato da oltre 30 fotografie a colori. Edizioni Villadiseriane.

Il paesino dove nacque Fra Pacifico da Amora, sotto la Cornagera

Il paesino e la casa dove nacque Fra Pacifico da Amora, sotto la Cornagera

 LA PRESENTAZIONE DEL LIBRETTO

“La ricerca e la scoperta di Fra Pacifico da Amora è una porta che si è aperta grazie al libro a cui io devo tanto: Lassù dove si toccava il cielo, (Edizioni Villadiseriane 2009), imperniato sui ricordi della vita quotidiana nelle contrade dell’Altopiano Selvino Aviatico e in particolare Amora Bassa e Predale, negli Anni Cinquanta-Settantacinque.  Quando nel 2008 cominciai a pensare alla stesura del libro, capii che oltre alla parte narrata era necessario cercare materiale e documenti, perciò iniziai a rovistare tra le cose vecchie conservate da mio papà Mansueto nel suo baule dei ricordi.

In realtà non vi avevo mai gettato occhio, pensando che lì dentro ci fossero solo libri polverosi e “vecchi”, quasi inutili. Ma quel giorno tutto assumeva un aspetto reale, vivo, in attesa di ritrovare la luce. Una volta sollevato il pesante coperchio apparvero libri, mappe, fascicoletti, cartellette, libricini, tutti disposti in bell’ordine. Ed eccolo: un libricino grigio, piatto, con un’intestazione che subito mi provocò un tuffo al cuore: Fra Pacifico da Amora, In Memoriam. 

Da quel preciso momento lo misi tra le cose care che avrei portato sempre con me. Cominciai quel sentiero di gioia e trepidazione per scoprire il legame che questo misterioso fratino aveva con la mia famiglia e con Amora, per dare una storia ai suoi instancabili passi.” Aurora Cantini

FRA PACIFICO DA AMORA, CHI ERA

Fra Pacifico da Amora (1883-1937)

Fra Pacifico da Amora (1883-1937) Da notare la sua immancabile bisaccia in spalla

Fra Pacifico da Amora morì all’Ospedale Maggiore di Bergamo (il “Principessa di Piemonte”, inaugurato nel 1930) il 24 gennaio del 1937, a 54 anni. Era entrato nel Seminario Serafico dei Cappuccini Lombardi, sul Colle di San Maurizio a Lovere, nel 1909, a 26 anni; fu inviato anche sul fronte di guerra. Al termine della rigida formazione, gli venne affidato l’incarico oneroso e delicato della Questua: consisteva nell’andare ogni giorno di porta in porta a chiedere pane per i frati e i poverelli del Convento. In cambio il frate offriva le consolazioni dell’anima e del corpo, consigli spirituali e consolazioni. Per 25 anni svolse il duro compito di QUESTUANTE. Fu “laico questuante”, come la maggioranza dei santi cappuccini, tra i quali vi erano “mistici, predicatori e padri spirituali”. Era un “apostolo senza stola, predicatore instancabile, consigliere spirituale”, peregrinando e predicando nei luoghi più lontanti.

DOVE TROVARE IL LIBRETTO

L’Amministrazione Comunale di Aviatico mette a disposizione per tutte le famiglie residenti sul territorio una copia dono da ritirare gratuitamente presso gli Uffici Comunali.

Il libretto “Un campo di stelle il mio riposo” è distribuito da Villadiseriane Edizioni tramite il circuito Mescat (Messaggerie Cattoliche) ed è prenotabile in tutte le librerie. Si possono trovare copie disponibili direttamente presso la libreria “Amico Libro” di Selvino.

Oppure si può contattare direttamente l’autrice.

Il libretto è presente anche nelle librerie on line:

Amazon: Fra Pacifico da Amora

IBS: Fra Pacifico da Amora

LibreriaColetti.it: Fra Pacifico da Amora

Libreria Universitaria.it: Fra Pacifico da Amora

Autunno nei Ruc (ronchi) in Amora Bassa

Autunno nei Ruc (ronchi) in Amora Bassa

GLI ORDINI MENDICANTI, CHI ERANO

Fra Pacifico da Amora apparteneva a quegli Ordini Religiosi detti “Ordini Mendicanti”, la cui regola era l’assoluta povertà, non solo delle singole persone, ma anche dei Conventi. Perciò le comunità dei frati sopravvivevano  grazie non solo al lavoro nei campi (come insegnato da San Francesco), ma anche attraverso le elemosine, chiamate appunto “questue”. L’importanza della Questua come mezzo di santificazione personale e comunitaria fu ribadita da San Francesco fin dagli inizi del suo percorso di apostolato: L’importanza della Questua per San Francesco. I Frati Questuanti erano quindi figure di essenziale rilievo. Non erano scelti a caso, ma in base a particolari doti di predicazione, resistenza, capacità di ingegno e intelletto notevoli, e soprattutto grande carisma spirituale e profonda conoscenza dell’animo umano. In cambio offrivano insegnamenti e attività di consiglieri.

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 LE RECENSIONI

Le parole di Francesco di Ciaccia, filosofo, saggista e scrittore: La recensione