NEL CENTENARIO DALLA GRANDE GUERRA

IL LIBRO DEDICATO AI BERGAMASCHI

4 FRATELLI CARRARA

“COME UNA FIAMMA ACCESA”

a cura di Aurora Cantini

(Edizioni Villadiseriane, pagine 113, 130 fotografie a colori)

Libro dedicato ai 4 fratelli Carrara Combattenti Caduti nella Grande Guerra

Libro dedicato ai 4 fratelli Carrara Combattenti Caduti nella Grande Guerra “Come una fiamma accesa”

“Di loro non è rimasto più nulla, né oggetti, né lettere, né medaglie,

nemmeno una tomba su cui piangere,

solo il ricordo e quattro fotografie che risplendono nel tramonto dell’Altopiano di Aviatico.”

(aurora cantini)
(L’autore della foto del paesaggio di copertina è Oscar Carrara, pro-pronipote dei fratelli Carrara)

8 ottobre 1972 Inaug Targa casa Caduti Carrara a dx il senatore bergam Giuseppe Belotti e Bernadino Carrara, fratello

Inaugurazione della targa sulla casa natale dei 4 fratelli Carrara ad Amora Bassa, Aviatico, l’8 ottobre 1972, alla presenza dell’Onorevole Giuseppe Belotti.

I quattro fratelli Carrara
di Amora Bassa frazione di Aviatico, Bergamo,

che hanno dato la vita per la Patria nella Guerra ’15 – ’18,

con un capitolo dedicato al quinto fratello, uno dei Ragazzi del ’99,

e agli altri Caduti nella Prima Guerra Mondiale del territorio di Aviatico e frazioni.

Dal sito web serpentiniti_yglmnp

Dal sito web serpentiniti_yglmnp

“Per capire cosa accadde di tremendo dal 1915 al 1918; libro e testimonianze di straordinaria umanità per tutti coloro che vogliono tenere viva la memoria dei nostri Caduti nelle guerre”

(commento di Damiano Valoti)

“Come una fiamma accesa”, introdotto dalla poesia vincitrice a Frosinone che ne dà il titolo, è il primo e unico memoriale dedicato ai 4 fratelli Carrara di Amora Bassa, sull’Altopiano Selvino Aviatico (tre Alpini -uno Sergente- e un Fante) Combattenti e Caduti nella Prima Guerra Mondiale o per cause belliche nel periodo di poco successivo, di cui l’autrice ha ricostruito la storia, la genealogia e i luoghi dove caddero, con spazio dedicato anche al quinto fratello, uno dei Ragazzi del ’99, l’unico che raggiunse la vecchiaia.
Per portare a conoscenza almeno nella realtà bergamasca l’esistenza di altri Caduti oltre ai fratelli Calvi, non solo ufficiali, (solo il primogenito dei 4 fratelli era Sergente) ma anche la storia silenziosa dei tantissimi semplici soldati mandati a morire in quella “inutile strage”, come venne definita da Papa Benedetto XV.
Oltre ai 4 fratelli Carrara, il Comune di Aviatico ha avuto altri 16 Caduti, tutti presentati in un capitolo del memoriale.
Il libro è disponibile presso la libreria Amico Libro di Selvino, presso l’edicola New Bar Dolci di Aviatico oppure su prenotazione in tutte le librerie della provincia di Bergamo o contattando direttamente le Edizioni Villadiseriane attraverso la mail ufficiale che appare sul sito: il libro verrà inviato senza spese di spedizione e a prezzo scontato. È acquistabile anche tramite le principali librerie on line.

Le 260 famiglie residenti sul territorio di Aviatico e frazioni attraverso una lettera ricevuta dall’Amministrazione possono recarsi direttamente agli Uffici Comunali per ricevere una copia omaggio del libro.

Amora Bassa di Aviatico, la contrada dove nacquero i 4 fratelli Carrara Caduti nella Grande Guerra

Amora Bassa di Aviatico, la contrada dove nacquero i  fratelli Carrara Combattenti e Caduti nella Grande Guerra. In alto svetta la Cornagera

SCHEDA  DEI QUATTRO FRATELLI CARRARA CHE DIEDERO LA VITA PER LA PATRIA NELLA GRANDE GUERRA

I 4 Fratelli Carrara Caduti nella Grande Guerra

I 4 Fratelli Carrara Combattenti e Caduti nella Grande Guerra

Albo d’Oro dei Caduti, pagina 217
www.cadutigrandeguerra.it

La famiglia Carrara ebbe 5 figli mandati al fronte dei 6 maschi della famiglia; scampò alla chiamata solo l’ultimogenito, nato nel 1902.

Il papà si chiamava CARRARA ANGELO (18-7-1851), era sposato con CARRARA GIOVANNA MADDALENA (6-11-1859) ed ebbe 13 figli, 7 femmine e 6 maschi, tra cui 4 Combattenti e Caduti per la Patria.

Se ne sono andati uno dopo l’altro, uno per ogni anno di guerra, mentre chi attendeva tra questi monti si affidava alla Fede. Raccontava  una delle sorelle, Angelina, (nonna della sottoscritta) che la notte prima dell’arrivo del telegramma si sentivano come dei passi sulle scale ed un rumore di catenaccio aperto, quasi che uno dei ragazzi volesse tornare un’ultima volta a salutare i propri cari; allora i familiari capivano che uno di loro era morto. Così fu per tre volte.
Il padre Angelo morì di crepacuore nel 1919, quando era ancora al fronte anche il quinto dei fratelli Carrara, Bernardino, uno dei Ragazzi del ’99, chiamato alle armi l’8 maggio 1917 e spedito sulla linea di confine il 13 giugno del 1917 per salvare il salvabile (quando era da un mese morto il fratello Enrico Vittorio Emanuele, di 20 anni); venne mandato in congedo solo il 7 aprile del 1920.
Per la mamma Giovanna Maddalena al dolore per la morte dei figli e del marito si unì uno strazio ancora peggiore: i corpi di tre dei suoi figli Caduti al fronte non vennero mai ritrovati e i tre ragazzi mai più fecero ritorno a casa, mai più la madre potè piangere i figli perduti su una tomba nel cimitero del paese, mai più potè avere almeno la consolazione di un fiore o una preghiera davanti alle loro ossa. Nessun funerale per loro, nessun corteo, nessuna cerimonia ufficiale.
Queste notizie sono frutto di incessanti ricerche, grazie alle testimonianze dei pronipoti che ancora ricordano i racconti del fratello superstite, Bernardino, e attraverso la lettura dei  pochissimi e frammentari documenti recuperati (molte parti dei Ruoli Matricolari sono apparse cancellate, abrase o tagliate).

Carrara Angelo e Carrara Giovanna Maddalena

Carrara Angelo e Carrara Giovanna Maddalena, genitori dei fratelli Carrara di Amora Bassa, Aviatico, Combattenti e Caduti nella Grande Guerra

TRE CADUTI IN TRE ANNI DI GUERRA  

FERMO ANTONIO, VITTORIO EMANUELE ENRICO, GIOVANNI AGOSTINO

Carrara Fermo

Carrara Fermo Antonio, di Amora Bassa, Aviatico, Caduto nella Grande Guerra

Il primo ad andarsene fu Fermo Antonio, nato il 17 gennaio 1896 (proprio il giorno di sant’Antonio), del V Reggimento Alpini, Battaglione Val Camonica, 252^ Compagnia, disperso il 2 agosto 1916 (aveva 20 anni) nelle Alpi Giulie, dopo l’attacco sul Monte CuklaRombon, quota 2105, al confine con la Slovenja. Oggi però, dopo cento anni, sono emerse nuove notizie sulla sua morte, ritrovate tra le 2500 pagine degli Archivi dello Stato Maggiore dell’Esercito dal socio alpino Massimo Peloia del Gruppo Alpini di Saronno: come morì il giovane alpino Fermo Antonio Carrara. Le sue ossa giacciono ancora tra le rocce degli Abissi del Rombon.

Carrara Enrico

Carrara Vittorio Emanuele Enrico di Amora Bassa, Aviatico, Caduto nella Grande Guerra

Poi toccò a Vittorio Emanuele Enrico, detto semplicemente Enrico, nato il 19 ottobre 1897, del 229° Fanteria, Brigata Campobasso M.M. Milizie Mobili, morto il 14 maggio 1917 (pure lui a 20 anni) per esplosione di granata durante la presa del  Monte Santo, montagna a nordest di Gorizia, ultima propaggine dell’Altopiano bagnato dal fiume Isonzo che faceva parte del FRONTE DEL CARSO, Altopiano delle Alpi Giulie. Nulla rimase di lui.

Carrara Giovanni

Carrara Giovanni Agiostino, di amora Bassa, Aviatico, Caduto nella Grande Guerra

Quindi Agostino, il cui vero nome era Giovanni, nato il 4 gennaio 1886 e sposato dal 1913 con Gioachina Carrara, della 50^ Compagnia V Reggimento Alpini, Battaglione Edolo, morto  il 23 giugno 1918, a 32 anni, dopo essere stato colpito alla nuca da un cecchino austriaco mentre si recava al rifornimento di acqua sulla cresta dei Monticelli Orientali, (oggi Passo Paradiso), località Ridotta Sgualdrina di Conca Presena, quota 2992, in Alta Valle Camonica, durante la GUERRA BIANCA SULL’ADAMELLO. Il confine dell’Austria scendeva infatti dalla Valle Camonica al Passo del Tonale e saliva poi alla cresta dei Monticelli. Morì tra le braccia del fratello maggiore Celestino Elia, Sergente. Fu sepolto con una croce di legno nel cimitero di Ponte di Legno ma durante la riesumazione del 1936 per portare i Caduti nel Sacrario del Tonale i suoi resti vennero dispersi.

IL PRIMOGENITO SERGENTE

Carrara Elia

Sergente Celestino Elia di Amora Bassa, Aviatico, Alpino del Battaglione ValCamonica e Battaglione Edolo, Combattente nella Grande Guerra

Infine il primogenito Sergente Celestino Elia, nato il 30 gennaio 1883, ammogliato con la sedicenne Luino Margherita a Serravalle (Vercelli) il 6 dicembre 1906, Carabiniere Aggiunto nella Legione Carabinieri Reali di Milano, emigrante in Francia come muratore, richiamato alle armi il 12 aprile del 1915 e trattenuto in servizio il 23 maggio 1915, combattente sul Rombon e sull’Adamello. Dopo 41 mesi al fronte lontano da casa, il ritorno fu devastante: Caporale sul Rombon con il Battaglione Alpini ValCamonica, fu ferito gravemente ad un ginocchio l’11 maggio 1916 durante un tremendo attacco alla vetta, (fonte: Sergio Boem, citazione Verbali del Battaglione ValCamonica redatti dal Cappellano Tenente Don Giuseppe Canova, bergamasco coscritto e amico del Sergente -morì il 13 giugno 1918 e, come tramandato dai familiari, Elia Carrara gli rimase accanto fino alla fine); il 2 agosto 1916 dovette assistere alle inutili ricerche del fratellino minore, Fermo Antonio, di soli 20 anni, anche lui nel ValCamonica, uscito nella notte dell’1 agosto insieme ad altri 5 soldati con una pattuglia di ricognizione e mai più rientrato.

Nominato poi Caporal Maggiore e quindi Sergente sull’Adamello con il Battaglione Edolo, aveva resistito ai lunghi e terribili inverni, dove gli era giunta la notizia della morte del secondo fratellino, Vittorio Emanuele Enrico, di 20 anni nel 1917, uno per ogni anno, ma poi il 23 giugno 1918 gli era morto fra le braccia l’adorato fratello Giovanni Agostino di tre anni più giovane, colpito alla nuca da un cecchino austriaco mentre andava a prendere un po’ acqua nel tardo pomeriggio; qualche giorno prima aveva raccolto anche l’ultimo respiro del suo Capitano.

Elia tornò dal fronte notevolmente debilitato, sia dalle ferite, dai traumi subiti e dal grande dolore della tragedia dei 3 fratelli minori (sicuramente vegliò l’ultimo respiro del fratello Giovanni sull’Adamello) che da qualche malattia contratta al fronte…

Non aveva requie né riposo, né consolazione, vagava disperato chiamando i fratelli mai più tornati a casa, ferito lui stesso gravemente. Questi disturbi ne avevano talmente indebolito il corpo che non si riprese più: morì il 1 luglio 1932, a soli 49 anni, spegnendosi a poco a poco nel corpo e nello spirito, sempre accudito dalla mamma, dopo che la giovane moglie, Margherita Pierina, impazzì di dolore (forse già dal 1919) e venne internata al Manicmio di Vercelli, dove rimase per 30 anni, fino alla morte.

Per lui un funerale privato, senza la presenza di alcuna autorità, talmente dimesso che nessuno in paese ne ha mai più avuto memoria (NB: seppur interrogando e insistendo con gli anziani la loro risposta è sempre stata la stessa: non lo ricordano) e di cui non è rimasta traccia in nessuna fotografia.

LA MEMORIA DEI QUATTRO FRATELLI

La lapide commemorativa dei 3 Fratelli Carrara. È l'unica testimonianza che resta di loro, perché nessuno dei 3 ebbe una tomba su cui potevano piangere i familiari.

La lapide commemorativa di 3 dei Fratelli Carrara all’esterno del piccolo cimitero di Amora. È l’unica testimonianza che resta di loro, perché nessuno dei 3 ebbe una tomba su cui i familiari poterono piangere. Venne inaugurata il 9 marzo 1919.

La lapide in ricordo del Sergente Celestino Elia Carrara

La lapide in ricordo del Sergente Celestino Elia Carrara, dei 3 fratelli Caduti al fronte, della sorella Lugarda e dei genitori Angelo (morto di crepacuore nel 1919) e della moglie Giovanna Maddalena

LA TARGA SULLA FACCIATA DELLA CASA NATALE

Di loro è rimasta solo una lapide al cimitero e una targa sulla facciata della casa dove nacquero, voluta caparbiamente nel 1972 da Don Bepo Vavassori, amico e commilitone del primogenito dei fratelli.

La targa sulla facciata della casa dei fratelli Carrara nells contrada Amora Bassa benedetta da Don Bepo Vavassori l'8-10-1972

La targa sulla facciata della casa dove nacquero i fratelli Carrara nella contrada Amora Bassa di Aviatico, benedetta da Don Bepo Vavassori l’8 ottobre 1972 insieme all’Onorevole bergamasco Giuseppe Belotti

IL QUINTO FRATELLO, UNO DEI “RAGAZZI DEL ’99”

Il più piccolo dei fratelli Carrara, Bernardino, fu uno dei Ragazzi del ’99, mandato al fronte nel giugno del ’17 per “salvare il salvabile” quando gli erano già morti due fratelli, (l’anno seguente gli morì il terzo fratello sull’Adamello). Venne inquadrato nel 5° Reggimento Alpini Battaglione Edolo, mandato poi in congedo il 7 aprile del 1920. Fu l’unico a morire di vecchiaia a 87 anni nel 1986.

Bernardino Carrara con la fascia a lutto e le 3 stelle dei fratelli morti al fronte

Bernardino Carrara, classe 1899, con la fascia a lutto e le 3 stelle in memoria dei 3 fratelli morti al fronte. Per gentile e personale concessione del nipote Giorgio Carrara

IL MESSAGGIO DEL SINDACO DI AVIATICO

“Per il centenario della prima guerra mondiale, la nostra concittadina Aurora Cantini ha voluto ricordare i caduti, che anche Aviatico annovera tra le migliaia di morti di questo conflitto, con una interessante ricerca introdotta dalla toccante poesia “Come una fiamma accesa”. (…) Gli ultimi versi della poesia introduttiva, molto bella e profonda, sono un invito forte a tenere accesa la fiamma della memoria davanti alle foto sbiadite ed ai nomi incisi sulle lapidi di questi figli della nostra terra.
Ed anche – come ha scritto Guareschi – a guardare in alto perché “quando un soldato muore, il suo corpo rimane aggrappato alla terra, ma le stelle della sua giubba di staccano e salgono in cielo ad aumentare di due piccole gemme il firmamento”.
La lettura del libro coinvolge ed appassiona; farà certamente bene anche ai nostri giovani che ora, fortunatamente, vivono la loro vita spensierata. (…)”

(Tratto dal messaggio del Sindaco in introduzione al libro)

8 ottobre 1972 il Cappello del Sergente Elia Carrara

8 ottobre 1972, il Cappello del Sergente Elia Carrara e la targa sulla casa ad Amora Bassa di Aviatico dove nacquero i  fratelli Carrara Combattenti e Caduti nella Grande Guerra

I RINGRAZIAMENTI DELL’AUTRICE

“Ringrazio profondamente il Sindaco di Aviatico dottor Michele Villarboito, il Sindaco di Albino dottor Fabio Terzi, il signor Gesualdo Carrara Capogruppo del Gruppo Alpini di Amora, il Respondabile della Zona 13  Vincenzo Carrara e tutto il direttivo de l’ANA di Bergamo.
Ringrazio la dottoressa Silvia Musi, curatrice del sito www.pietrigrandeguerra.it, che ha dato avvio al mio percorso di ricostruzione e che mi ha autorizzato la pubblicazione di alcune fotografie presenti nel libro, il Responsabile del Commissariato Generale per le Onorificenze Caduti in Guerra, Direzione Storico-Statistica di Roma, C.F. Colonnello Cosimo Rao, la Direzione Generale della Previdenza Militare e della Leva III Reparto, VIII Divisione, V Sezione Albo d’Oro, l’Archivio di Stato di Bergamo, nella persona del signor Antonio Bertucci. Grazie ai fotografi Vanni della Ricca, Lino Ravani, Maurizio Giordani, Elena Ghilardi, Moretto della Sezione CAI di Pordenone per le immagini dei luoghi dove caddero i fratelli Carrara; Elvira Macchiavelli, Roberto Cavallo per le immagini dell’ex Manicomio di Vercelli, gli autori Ilaria La Fata, Enrico Camanni, Walter Belotti e John Ceruti per i brani inseriti a completamento delle ricerche storiche.” Aurora Cantini

I fratelli dei 4 Combattenti Carrara all'inaugurazione della targa ricordo sulla casa di Amora Bassa, 8-10-1972, insieme all'onorevole Giuseppe Belotti e a don Bepo Vavassori

I fratelli dei 4 Combattenti e Caduti Carrara all’inaugurazione della targa ricordo sulla casa di Amora Bassa, 8-10-1972, insieme all’onorevole Giuseppe Belotti e a don Bepo Vavassori. al centro il fratello Bernardino, uno dei Ragazzi del ’99, mandato al fronte nel giugno del ’17 quando gli erano già morti 2 fratelli. Fu l’unico che morì di vecchiaia nel 1986.

IL LIBRO NEL CIRCUITO ON LINE

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LE RECENSIONI

Le parole di Elvira Macchiavelli, fotografa e ricercatrice: la recensione

Inaugurazione della targa sulla facciata della casa dove nacquero i 4 combattenti Carrara ad Amora Bassa l'8 ottobre 1972

Il pubblico all’inaugurazione della targa sulla facciata della casa dove nacquero i Quattro Combattenti e Caduti Carrara ad Amora Bassa l’8 ottobre 1972. Spicca vestito di nero don Bepo Vavassori.

LE VOCI DEI LETTORI

I commenti dei lettori per “Come una fiamma accesa”

lettereguerra2_2_LE PRESENTAZIONI

♣ L’ANNUNCIO AD AMORA DI AVIATICO

www.anabergamo.it 8 Agosto 2015

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♣ L’ANNUNCIO A BERGAMO, IN OCCASIONE DELLA GIORNATA DEL RICORDO

La poesia nel Ricordo dei Caduti e dei Dispersi della Grande Guerra

♣ LA PRESENTAZIONE AD AVIATICO

Aviatico, 7 novembre 2015

♣ IL RACCONTO A SEDRINA

Incontro con l’autore, Aurora Cantini

Aurora Cantini e il memoriale dedicato ai 4 fratelli Carrara nella Grande Guerra

Aurora Cantini a Sedrina e il memoriale dedicato ai 4 fratelli Carrara nella Grande Guerra

♣ COME UNA FIAMMA ACCESA AL RIFUGIO POIETO

Aurora Cantini e il memoriale "Come una fiamma accesa" al rifugio Poieto con il Gruppo Alpini di Amora, 16 luglio 2016

Aurora Cantini e il memoriale “Come una fiamma accesa” al Rifugio Poieto con il Gruppo Alpini di Amora, 16 luglio 2016; accanto all’autrice il coordinatore della Zona 13 signor Vincenzo Carrara e alla sua sinistra il Capogruppo Alpini di Amora Gesualdo Carrara.

La voce della montagna per la Grande Guerra

NOTA: Lo scopo di questo mio lavoro personale di ricerca sulla storia dei 5 fratelli Carrara Combattenti e Caduti nella Grande Guerra è dare conoscenza e memoria, pertanto chiunque può attingere ad esso, VI CHIEDO PERO’ DI CITARE QUESTA FONTE. Infatti questo lavoro di ricerca ha richiesto da parte mia molto lavoro, molte informazioni cercate, molte ore di impegno, MOLTA FATICA. Grazie!