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Le Ali dell'Aurora

Parole di Poesia, Narrazioni di Vita

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“Il bambino con la valigia rossa”

 Premiato alla 7^ edizione del Concorso Letterario Sirmione Lugana

Sezione Romanzi Editi “Premio Graffiti Camuni Narrativa”

Solferino (Mn)

Il bambino con la valigia rossa e la medaglia del Premio Sirmione Lugana

Nella storica e suggestiva cornice di Solferino si erge la medievale Rocca simbolo del Comune e punto nevralgico di parte della storia italiana. Il 24 giugno 1859 fu teatro di una delle più sanguinose battaglie per l’Indipendenza italiana, detta “Battaglia di Solferino e San Martino” tra l’esercito austriaco e quello piemontese appoggiato dagli alleati francesi. Dopo un cruento combattimento, dei 350.000 uomini in campo, ne rimasero a terra, morti e feriti, quasi 40.000, questi ultimi scarsamente assistiti dai reparti infermieristici militari. Molti di essi, oltre 7000, riposano nel tempio dell’Ossario. La Rocca si erge su un’altura isolata che permette di spaziare lo sguardo sulla pianura dove si svolse la storica battaglia e rimane quasi dirimpetto alla Torre di San Martino distante qualche chilometro in linea d’aria.

La Torre di San Martino e la pianura viste dalla spianata della Rocca di Solferino, fotografia di Oscar Carrara

La Rocca era chiamata anche “spia d’Italia” perché era posta in uno dei punti più a nord lungo il confine con l’Austria, da cui si poteva tenere sotto occhio tutta la pianura. Ed è proprio in una delle sale dell’Hotel che ha preso il nome “La Spia d’Italia” che si è svolta la sobria ma commovente cermonia di Premiazione della settima edizione del prestigioso Premio Letterario Sirmione Lugana.

Aurora Cantini davanti all’ingresso dell’Hotel La Spia d’Italia

In questa occasione, per la sezione Romanzi, è stato premiato con Medaglia e Diploma il romanzo “Il bambino con la valigia rossa” di Aurora Cantini, classificatosi al quarto posto su oltre centocinquanta romanzi letti e analizzati dalla Giuria.

Aurora Cantini premiata dal Presidente Aurelio Armio al Premio Sirmione Lugana con il suo romanzo Il bambino con la valigia rossa

Il bambino con la valigia rossa

Il romanzo narra la storia del piccolo Pietro raccolto dai gendarmi nei primi giorni di gennaio del ’44 dopo che la madre l’aveva lasciato solo, e consegnato al Brefotrofio di Bergamo.

Dal Presidente dell’Associazione Culturale CircumnavigArte, che ha organizzato il concorso, le parole di apprezzamento all’opera: “Un ringraziamento personale per essere stata con noi sabato scorso. Un ringraziamento ancora più grande per aver scritto un libro emozionante. Il libro l’ho letto fortunatamente per mio interesse personale e quindi non con compiti di giudice per valutarlo (non svolgo mai compiti di giudice nei nostri concorsi). Credo di averlo potuto leggere libero da qualsiasi compito diverso da quello di “leggere un libro”….

Aurora Cantini al Premio Sirmione Lugana

Un susseguirsi di pagine che avvolgono il lettore e sollevano pensieri profondi.
Inoltre è stato per me straordinario percepire i suoi “quasi tremori” mentre parlava del libro ai presenti in sala sabato scorso: spero che sia arrivata a tutti la sua emozione nel modo in cui l’ho respirata io.
Credo che “Il bambino con la valigia rossa” si sia impadronito delle sue emozioni e sia entrato in lei con una forza intensa. Presumo che il lavoro di ricerca per arrivare a realizzare il libro sia stato per lei un percorso davvero travolgente che l’ha appassionata oltre le emozioni.
Sono felice di averla potuta apprezzare come persona anche solo per pochi minuti.
Grazie!
Raramente si incontra garbo e delicatezza: lei ha tutto insieme!
Sa che per anni (quando ancora vivevo a Sesto San Giovanni prima del mio peregrinare) ho avuto una seconda casa in affitto a Clusone, e le zone dove “vaga” nel suo vivere sono per me conosciute e care?
Mi ha innondato di informazioni: cercherò di fare un dipinto fatto bene con ciò che mi ha inviato, vorrei ne uscisse un abito che possa starle addosso alla perfezione!
Nelle prossime settimane affronteremo argomenti con alcuni comuni e enti attorno al Garda: mi piacerebbe riuscire e portarla a parlare del Bambino con la valigia rossa…
A presto
Aurelio Armio Presidente CircumnavigArte”

La classifica finale del Premio Letterario Sirmione Lugana categoria Romanzi

AURORA CANTINI SUL SITO DELLA VIA GARDIGENA

Aurora Cantini, opere

Aurora Cantini, riconoscimenti

LA FOTOGALLERY DEL VIAGGIO A SOLFERINO

Reportage fotografico di Oscar Carrara

per gentile concessione, tutti i diritti riservati

Solferino, la chiesa sulla Rocca

Solferino, la Cupola e la Rocca

 

Solferino, la Rocca tra i rami degli alberi

Solferino, il Viale del Memoriale della Croce Rossa

Solferino, la chiesa dell’Ossario

Solferino

Colline di Solferino

L’azzurro oltre le foglie:

racconti e poesie di vita attraverso le fatiche

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Premio letterario dell’Associazione Palma

Quando l’uomo è sopraffatto dal dolore più grande, soverchiato e schiacciato dalle prove della vita, struggente e desolato è il suo lamento, senza requie. Da millenni l’umanità eleva al cielo il suo pianto, trovando consolazione e rifugio nel raccoglimento. Da millenni la parola poesia scaturisce spontanea dal cuore trafitto, e sembra più leggero il buio, più umano il tormento.

L’Associazione Antonio e Luigi Palma per la cura del dolore al fine di estendere la conoscenza dell’attività che svolge e di promuovere il valore e la funzione della scrittura e della lettura, ha lanciato per la prima volta un premio letterario rivolto ai racconti inediti e alla poesia dal titolo “L’azzurro oltre le foglie: racconti e poesie di vita attraverso le fatiche”.

Un vero e proprio concorso, a iscrizione gratuita, rivolto a chi ha il desiderio, attraverso la scrittura, di trasmettere e condividere messaggi di speranza che vanno oltre le fatiche fisiche e psicologiche che a volte la vita ci costringe ad affrontare. I racconti e le poesie sono stati valutati da una giuria di professionisti composta da Maria Castelli (Presidente e giornalista), Katia Trinca Colonel (giornalista de Il Corriere di Como), Mauro Fogliaresi (scrittore e poeta) Giovanni Magatti (responsabile libreria Feltrinelli di Como), Antonella Grignola (docente di italiano e latino, Liceo Teresa Ciceri) Angelo Palma (Presidente Associazione Palma).

-L’idea di promuovere un premio letterario- spiega il Presidente dell’Associazione Antonio e Luigi Palma, dottore Angelo Palma -deriva dall’attività quotidiana dei numerosi operatori, medici, infermieri, psicologi, e dalla loro esperienza a contatto con i pazienti e con i loro familiari, che sentono il bisogno di condividere con altre perosne vicine il proprio stato d’animo, la propria sofferenza, ma anche l’ansia della speranza e l’anelito al cambiamento.

Ora, il mezzo per trasferire questi stati d’animo, soprattutto dei familiari dei pazienti, è lo scritto, infatti lo scrivere permette di esprimere sentimenti, emozioni ed esperienze che possono sgorgare “dall’azzurro oltre le foglie”.-

Dice la Presidente di Giuria Maria Castelli: “Ben duecentoventisette opere hanno partecipato al concorso e le migliori sono state pubblicate nell’antologia “L’azzurro oltre le foglie” per Dominioni Editore. Tutte accomunate da quel filo di cuore, quel filo di affanno e quel filo di sogno che legano le parole. Tutte le parole e tutte le pagine. Scan

Il soffio dell’umanità esce dalle opere esaminate: è questo il messaggio. Soffiano esperienze umane, storie umane della vita quotidiana nascosta dietro le foglie della conoscenza pubblica. Umane come è umano il dolore e come è umana la solidarietà , come è umano il bisogno di aggrapparsi al bene, a ciò che si alza oltre la voragine della vita.

Il tema era la sfida al dolore, al male e non c’è solo la malattia, c’è anche l’ingiustizia, la povertà e poi la violenza, c’è anche l’amore deluso e disilluso e questi argomenti sono stati affrontati tutti, a volte con un scrittura sofferta e singhiozzante e inoltrati nello spiraglio finale che dice “Non tutto è perduto”, cioè, “c’è azzurro oltre le foglie”.

L’Associazione Antonio e Luigi Palma per la cura del dolore onlus, senza fini di lucro, è nata a Como nel 1992 per perpetuare la memoria di due benemeriti professionisti Antonio e Luigi Palma. L’Associazione offre assistenza e cura gratuita alle persone affette da tumore maligno in fase avanzata presso il loro domicilio, mediante l’intervento di un’equipe di medici, infermieri, psicologi e volontari qualificati per il supporto al malato e alla sua famiglia. In particolare, l’Associazione garantisce interventi specifici di terapia del dolore e medicina palliativa, assistenza infermieristica specialistica e supporto al malato e alla sua famiglia, volto al sostegno psicologico e al mantenimento di un’adeguata qualità di vita.”

Tra le poesie premiate anche “Anniversario Sciesopoli” dedicata agli 800 bambini ebrei scampati ai campi di concentramento e accolti a Selvino dal 1945 al 1948.

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Anniversario Sciesopoli, poesia di Aurora Cantini

Le donne senza più patria raccontate in poesia

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A Treviglio, nell’ambito nella Tredicesima Edizione del concorso nazionale di Poesia “Enrico Brianza” organizzato da ANTEAS (Associazione Nazionale Tutte le Età Attive per la Solidarietà) è stata premiata la poesia dedicata a tutte le donne senza più patria tratte in salvo dal mare, assistite dai soccorritori, dal titolo “Sono una foglia su una zattera” di Aurora Cantini, che si è classificata seconda.

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Motivazione della Giuria per la poesia di Aurora Cantini

MOTIVAZIONE DELLA GIURIA

“L’attualità del contenuto e il linguaggio poetico, intriso di immagini forti, incalzanti e di riferimenti all’intimità del quotidiano, offrono al lettore lo spunto per riflettere sul valore della vita, fragile ma preziosa, e sul significato della fratellanza”

Tantissime donne, molte con i figlioletti in braccio o attaccati alle giacche, intraprendono la via del mare per fuggire alle guerre, alle carestie, alle persecuzioni, alla miseria.
Tanti, troppi bambini sono morti in questi ultimi mesi, tante, troppe donne sono scomparse sui barconi della morte, gettate fuori bordo, lasciate annegate nelle gelide acque, avvolte dai loro veli, come un sudario che le ha imprigionate. Le infinite stragi del mare

LA POESIA PREMIATA

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LA TESTIMONIANZA DI UN SOCCORRITORE

“Se non li vedi non puoi capire. Quegli enormi laghi neri e profondi che sono gli occhi dei bambini, la dignità di una donna che nonostante tutto tenta di lavarsi con una salviettina profumata, un ragazzo che tiene per mano l’amico con la gamba fratturata, il sapore del sale acre sulle labbra, il sudore, l’odore del ferro e l’odore della morte di quel momento di tragica stasi e di silenzio al passaggio dei sacchi neri pieni di corpi, di persone, di sogni, di speranze, di popoli. Siamo ospiti, ospiti di questo mondo, non proprietari.” (Fonte: E Liberali Dal Mare)

LA PREMIAZIONE

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Aurora Cantini premiata a Treviglio

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I Premiati della 13^ edizione del concorso nazionale di poesia “Enrico Brianza” ANTEAS Treviglio

DONNE SENZA PIÙ PATRIA

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Il 60% dei rifugiati e migranti sono donne e bambini

Medaglia d’oro alla poesia dedicata

al giovane alpino bergamasco Caduto nella Grande Guerra

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Diploma seconda classificata alla poesia “Come una fiamma accesa” di Aurora Cantini, Bardineto (SV) 3 settembre 2016

La poesia “Come una Fiamma accesa” che dà il titolo al memoriale dedicato ai 5 fratelli Carrara di Amora Bassa (Aviatico – Bergamo) Combattenti e Caduti nella Prima Guerra Mondiale ha ricevuto la Medaglia d’oro alla 15^ edizione del Premio Nazionale di Poesia “Italo Carretto” a Bardineto, in provincia di Savona.

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La medaglia d’oro alla poesia “come una fiamma accesa” di Aurora Cantini dedicata al giovane alpino bergamasco Fermo Antonio Carrara Caduto sul Cukla-Rombon il 2 agosto 1916 a vent’anni e mai più riportato a casa.

LA POESIA

“Come una fiamma accesa”

La poesia è dedicata in particolare ad uno dei più giovani dei 5 fratelli bergamaschi, il giovane alpino Fermo Antonio Carrara, Disperso sul Monte Cukla Rombon il 2 agosto 1916 a 20 anni, durante missione notturna in cordata, fatta uscire allo scopo di trovare una via di arrampicata sul retro del Rombon, quota 2105, in quei giorni in mano agli Austriaci. Furono selezionati sette “scalatori provetti” (così ingiunse il comando da Torino) di quella “ardita pattuglia” come si legge sui Diari Storici dei Battaglioni depositati nell’Archivio dello Stato Maggiore dell’Esercito a Roma, scoperti tra oltre 2.500 pagine dal signor Massimo Peloia del Gruppo Alpini di Saronno a giugno di quest’anno.

Rientrarono sul far dell’alba senza aver trovato alcun passaggio, nè fenditura, nè possibile via di accesso. Ma avevano perso un compagno. Non avendo luci né torce non erano riusciti  localizzarlo, per questo nei giorni successivi vennero fatte uscite varie pattuglie per cercarlo. Dovettero arrendersi alle impervie e insuperabili difficoltà create dalle pareti a strapiombo, dai profondi crepacci, dalle abissali voragini che avevano fatto del gruppo del Rombon uno dei punti più pericolosi dell’intero fronte alpino di guerra. Il giovane soldatino Fermo Antonio giace ancora oggi tra le rocce del Rombon.

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Carrara Fermo Antonio con la divisa da alpino

MOTIVAZIONE PER LA POESIA

“Come una fiamma accesa”

In questa commossa elegia, scritta in memoria del giovane alpino Fermo Antonio Carrara caduto nella guerra ’15-’18, bene ha fatto la poetessa a dare la parola a lui, al Soldato, il cui canto “sommesso, perduto nel silenzio”, trova il suo affondo nei versi “di me non è rimasta neanche un’impronta  sul nevaio battuto dal vento, (…), solo un cippo imbiancato dal tempo, (…), della mia vita di ragazzo di montagna non è rimasta nemmeno una croce”. La lirica si stempera in un fraseggio denso di nostalgia “per i giorni leggeri lungo i pendii della valle”, ma infine, ecco, l’affrancamento dal rimpianto e dal dolore attraverso la forza della parola poetica: “Il mio nome è fiamma accesa che scalda la memoria”, dove la potenza salvifica della poesia assegna alla memoria il compito di trascendere la morte, facendo rivivere questo giovane soldato, ormai per noi un eroico fratello. Quel fratello che abbiamo conosciuto solo ora, ma che, come recita il suo nome, è tuttora “Fermo” nei suoi meravigliosi vent’anni donati alla Patria. Ma “Fermo” anche, e per sempre, nel nostro cuore, grazie a questi indimenticabili versi.

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Per la Giuria Franca Maria Ferraris

LA CERIMONIA DI PREMIAZIONE

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Aurora Cantini premiata con la Medaglia d’oro insieme al sindaco di Bardineto Franca Mattiauda, (a sinistra), al Capogruppo alpini di Bardineto e alla signora Ines Gastaldi, moglie del poeta Italo Carretto.

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Aurora Cantini legge la poesia “Come una fiamma accesa” Medaglia d’oro alla 15^ edizione del Premio Nazionale di poesia “Italo Carretto” a Bardineto, Savona, 3 settembre 2016.

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La decima edizione del concorso letterario

“Salvatore Quasimodo”

per la prima volta a Bergamo

11Nell’ambito della 57 ^ Fiera dei Librai a Bergamo, che quest’anno ha avuto numeri entusiasmanti sia come iniziative correlate che come pubblico e visitatori,  ha avuto grande risalto un evento straordinario: per la prima volta nella sua storia la Cerimonia di Premiazione  del concorso letteraio dedicato a Salvatore Quasimodo, giunto alla sua decima edizione e patrocinato dal figlio Alessandro Quasimodo, ha avuto come scenario il monumentale Quadriportico del Sentierone, annesso ai Padiglioni della Fiera dei Librai.

Proprio il figlio del grande poeta ha chiesto e ottenuto che per questo traguardo del decimo anno fosse scelta una locazione suggestiva e storica, memorabile e affascinante, Bergamo e il Sentierone, Bergamo e il suo Quadriportico secolare.

Bergamo e il suo Sentierone

La famiglia Quasimodo è da sempre legata alla terra di Bergamo, infatti nel paese di Palazzago possiede una dimora di campagna, dove il Poeta Premio Nobel soggiornava spesso e dove lo stesso Alessandro è cresciuto spensierato nei giorni di vacanza. Oggi l’imponente palazzo è sovente aperto da Alessandro alla cittadinanza come sede di iniziative cultuali, rievocazioni, memorie e cerimonie religiose di rilievo.

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Alessandro Quasimodo

L’Associazione Culturale che prende il nome proprio dal poeta Quasimodo da anni porta avanti l’impegno di onorare la parola poetica nella cultura bergamasca e anche quest’anno ha mantenuto fede ai suoi proposti.

Come dice lo Statuto “L’Associazione Culturale Salvatore Quasimodo si propone di perseguire le seguenti finalità: contribuire alla promozione e allo sviluppo della cultura nella realtà territoriale in cui opera, attraverso lo svolgimento di attività dirette sia agli associati che ai non associati e di attività di propaganda e informazione. L’associazione si ispira ai principi della nonviolenza, del rispetto delle differenze, della pluralità delle esperienze culturali, della solidarietà tra le persone, della valorizzazione e tutela dell’ambiente nella ricerca di una società equa, solidale, pluralista.” (dallo Statuto)

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LA CERIMONIA DI PREMIAZIONE

Premiazione X Concorso Letterario

La Giuria, presieduta da Alessandro Quasimodo (figlio del premio Nobel), è composta da cinque esperti, scelti dall’Associazione Culturale Salvatore Quasimodo, tra esponenti locali del mondo della cultura, informazione e docenza scolastica. La loro opera viene svolta nel pieno rispetto delle linee guida dell’Associazione. I nominativi di tutti ci componenti della giuria saranno segnalati sul sito internet dell’Associazione

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Alessandro Quasimodo con alcuni premiati alla X Edizione del concorso letterario dedicato al padre Salvatore, Bergamo

sezione NARRATIVA ADULTI:

1° CLASSIFICATO: Borghi Stefano (Cornaredo, MI) “Il colore del vento”.

2° CLASSIFICATO: Bertolas Lino (Monteforte d’Alpone, VR), “Time”.

3° CLASSIFICATO: Pelosi Michele (Robbiate, LC) “.Eitù”.

SEGNALATO: Redaelli Giulio (Albiate, MB) “Il sogno della bonfanta”.

sezione POESIA ADULTI:

1° CLASSIFICATO: Giacobbi Carlo (Rieti), “Da quali precipizi chiama”.

2° CLASSIFICATO: Lotti Daniele (Codroipo UD) “Un risveglio”.

3° CLASSIFICATO: De Falco Gennaro (Milano) “Via El Alamein 67”.

SEGNALATO: Cantini Aurora (Nembro BG),”La mia casa”.

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Aurora Cantini premiata dal segretario dell’Associazione Culturale Salvatore Quasimodo

 

Premio Letterario

a Casale sul Sile

“Tu, io e i mondi possibili”

Ricordi, nostalgia e rimpianto, speranza e futuro

Sesta Edizione

Parrocchia Santa Maria Assunta

Diocesi di Treviso

Gruppo Parrocchiale Festeggiamenti

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…Guardare con speranza al futuro,

sapendo che si può contare sulle solidi basi del nostro passato…

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“Il tema prescelto quest’anno, “Ricordi: nostalgia e rimpianto, speranza e futuro”, ci offre l’opportunità di riflettere sull’intreccio profondo che esiste tra un passato in chiaroscuro, da riscoprire e valorizzare, che rappresenta le nostre “Radici”, e il presente, che per quanto difficile e problematico, è ricco di potenzialità e impone a noi adulti di assumerci la responsabilità di coltivare con amore le “Ali” che sono i nostri giovani, affinché attraverso il loro pensiero, l’entusiasmo e la loro ricca fantasia, possano contribuire a migliorare la nostra società.

Compete ad altri entrare nel merito dei singoli lavori, io desidero in primo luogo complimentarmi con i vincitori, ma anche con tutti i partecipanti al concorso, perché ci hanno aiutato a superare troppi luoghi comuni.

Sono certo che dal frutto del vostro lavoro emergerà il valore dei ricordi che ogni persona porta con sé, e le inevitabili nostalgie e rimpianti che spesso affiorano saranno molto semplicemente un invito ai giovani a guardare con speranza al loro futuro, sapendo che possono contare sulle solidi basi del nostro passato.

Spetta  a tutti noi lavorare con convinzione perché i rapporti generazionali di cui tanto si parla diventino progetti di vita sui quali investire con fiducia.

A volte molti di noi pensano che i lavori letterari risiedano altrove e che siano iscritti in un’altra anagrafe, questo concorso e quanto sono stati in grado di esprimere tutti gli autori dimostrerà che non è così. I talenti, le risorse, le potenzialità delle quali essere orgogliosi ci sono anche a chilometro zero. L’impegno di questa amministrazione e di tutti noi dovrà essere quello di individuarli, sostenerli e valorizzarli, perché la ricchezza di un paese e di una comunità è data soprattutto dalla cultura che sa esprimere, proprio partendo dall’inquilino della porta accanto.”

                         Stefano Giuliato, Sindaco di Casale sul Sile

“Un territorio è la sua memoria, così come un individuo è i suoi ricordi. Progettare il futuro è sempre un’operazione che si fonda sulla conoscenza e sulla consapevolezza del passato.” Il Presidente del Credito Cooperativo di Treviso, Tiziano Cenedese

I TRE VINCITORI

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IL RACCONTO SECONDO CLASSIFICATO

“Il bambino con la valigia rossa”

di Aurora Cantini

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Motivazione della Giuria, Presidente Isidoro Perin

“… Avevo ritrovato una cosa mia, solo mia”. Sopravvissuto a tutte le peripezie finché, all’uscita dal Brefotrofio, Pietro trova nella sua valigetta rossa l’amore della mamma. Ora può sentirsi finalmente figlio! L’autrice ci accompagna, con la sua penna delicata, in una storia pervasa da un leggero profumo di poesia, che mitiga la durezza degli avvenimenti”

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Un nome spicca tra i premiati: Bruno Cipolla, che nel 1968 ha conquistato l’oro nel canottaggio categoria “il due con” a Città del Messico: oro italiano a Città del Messico e che ha vinto il concorso letterario con la cronaca autobiografica di quella giornata memorabile.

LA PREMIAZIONE

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Aurora Cantini

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Aurora 4

Aurora Cantini al Premio Casale sul Sile

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Aurora Cantini premiata

IL ROMANZO

Il racconto premiato è diventato un romanzo: Il bambino con la valigia rossa

 

Dal richiamo di una Campanella

a Bovisio Masciago l’eco della poesia

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8^ Edizione del Concorso Nazionale di Poesia
“La Campanella” a Bovisio Masciago

Tra le realtà letterarie della piccola provincia merita un cenno il concorso nazionale di poesia che il Centro Polifunzionale – teatrale “La Campanella” di Bovisio Masciago (Monza Brianza) organizza con attenta e oculata preparazione.
La particolarità di questo premio, oltre al pregio letterario e al grande impegno della Giuria, composta da letterati ed esperti di poesia, va oltre la vera e propria premiazione.
Il concorso fa parte di tutta una serie di iniziative che il Centro La Campanella ha in calendario durante tutto l’anno al fine di coinvolgere la comunità nell’amore verso la cultura, l’arte e la letteratura nel suo respiro più ampio.
Con sede nell’oratorio del paese, il Centro cura anche le iniziative cinematografiche, conduce e ha attivato un coro, guida ragazzi e studenti alla musica attraverso il perfezionamento di uno strumento, propone gruppi di lettura e laboratori teatrali di alto livello, aperti a tutti.
La Cerimonia stessa ha visto protagonisti, oltre ai poeti premiati e segnalati, anche due studenti cantanti che hanno proposto brani musicali e cover di grande impatto vocale.

PERCHÈ LA CAMPANELLA

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Brano tratto dal sito ufficiale del Centro La Nuova Campanella “Fin dagli anni ’40 una campanella era posizionata sul muro esterno dell’abitazione di Don Dario, assistente dell’oratorio di Bovisio Masciago. Alla domenica pomeriggio i suoi rintocchi chiamavano i ragazzi a dottrina (brevi lezioni di catechismo). Successivamente, partendo proprio da quel muro, sono stati edificati vari locali ed il salone che hanno così preso il nome di “Campanella”.
In segno di continuità storica della comunità di Bovisio Masciago, è stato mantenuto lo stesso nome e la campanella originale sarà posizionata nell’atrio del centro Polifunzionale.
Nell’ottobre del 1978, alcuni giovanissimi parrocchiani debuttavano sul palcoscenico del teatro La Campanella a Bovisio Masciago per realizzare il grande sogno, quello della recitazione.
La scelta che ha caratterizzato fin dall’inizio il cammino artistico della compagnia è stata quella di presentare opere in dialetto allo scopo di riscoprire le radici di una cultura e di una tradizione ancora vive. Con questo spirito è iniziata la grande avventura della compagnia teatrale S.Pancrazio, supportata dalle figure di Don Emilio Massoni e Don Giuseppe Galbusera, appassionati del teatro in quanto forma di arte, comunicazione ed educazione e da Don Bruno Molinari che ha incoraggiato e sostenuto la ristrutturazione de La Campanella, con l’obietvo che diventasse un centro polifunzionale a servizio della comunità.”

IL LOGO

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Brano tratto dal sito La Nuova Campanella e il suo Logo: “La vincitrice del “Concorso Logo” è ANNA CATTANEO che ha commentato la sua opera come qui riportato. L’’ESSENZIALE È INVISIBILE AGLI OCCHI
Il logo è il risultato di una elaborazione di due elementi: la consonante “C” e un’ ’illustrazione sintetica di una campana vista dal basso (circonferenza e batacchio visto dal basso).
C perché, ovviamente, è l’’iniziale del nome del nuovo centro polifunzionale che entrerà in funzione nei prossimi mesi. C’è anche l’’iniziale della parola “comunità”, parola strettamente legata a “La Campanella”. La comunità si impegnerà a prestarsi per “La Campanella” e la comunità stessa potrà usufruire di questo nuovo servizio. “La Campanella” è un nuovo centro di aggregazione e di servizio per la comunità, “La Campanella” è della comunità.
Il logo è semplice, non troppo elaborato e riconoscibile facilmente. L’autore ha lavorato su forme e colori per renderlo distinguibile ed immediato.
Un punto di forza sta proprio nella semplicità, nella scelta di pochi colori e di una forma precisa e non troppo elaborata.”

IL CONCORSO DI POESIA

Concorso di Poesia La Nuova Campanella

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Due le Sezioni in gara:
Poesia in lingua italiana
Poesia in dialetto

                                                           SEZIONE IN LINGUA ITALIANA

Prima classificata la poesia “Ancora più forte” del poeta Fabio Muccin

“Ancora più forte. E’ la risposta di una donna devastata, ma fiera e protettrice nel suo dolore. In poche righe si consuma un dramma: quello di una violenza. Ma il vero dolore va oltre l’abuso sessuale subìto e l’essere considerata una donna oggetto. E’ la consapevolezza di una futura mamma che già vuole proteggere quel frutto non voluto di un momento di violenza. Tu che pensi di essere uomo perché hai abusato di me, picchia pure, colpiscimi più forte. Avrò però il mio riscatto: usata, soggiogata, vinta, sappi che quell’amore che tu non sei stato capace di dimostrarmi, io lo offrirò al bambino che verrà. Ancora più forte” (Motivazione della Giuria)

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La Giuria

Seconda classificata la poesia “Un viaggio senza speranza” di Miriam Ballerini

“Quando ti cali nell’acqua e scruti l’orizzonte, oltre la distesa del mare infinito ci sono i tuoi sogni. Potresti vederli sempre più vicini con il procedere del viaggio, ma sai benissimo che non è così per tutti, perché non tutti riescono a sopravvivere e ad arrivare alla meta. E’ una poesia che tratta un tema più che mai attuale, quello dei migranti, ma ne coglie tutta la drammaticità perché visto dall’altra sponda. Nessun giudizio sul perché di quel viaggio, è un compito a cui il poeta si sottrae, non tocca a lui dircelo. Ma ci offre uno spaccato di quel viaggio senza speranza e una fotografia di quel mare da attraversare: che spesso ci accoglie e ci culla, ma qualche volta non ci comprende e, tragicamente, ci respinge” (Motivazione della Giuria)

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Miriam Ballerini legge la sua poesia

Terza classificata la poesia “Come una fiamma accesa” di Aurora Cantini

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Aurora Cantini legge la sua poesia

“I suoi due fratelli sono morti in battaglia. Un altro è stato fortunato ed è riuscito a tornare a casa sulle sue gambe morendo per le conseguenze della guerra. Ma del soldato Fermo Antonio Carrara non si ricorda ufficialmente nessuno perché non è mai stato ritrovato. Nel Centenario della Grande Guerra queste righe ci fanno riflettere sul sacrificio di chi si è ritrovato catapultato al fronte per combattere. Ma mentre molti militari sono stati pianti e ricordati, il nostro soldato disperso è lasciato completamente solo. Nessuno si ricorda di lui, nell’elenco dei caduti figura, lui è un disperso. Nessuno gli ha dedicato in ricordo un segno tangibile, nemmeno una croce. Resta però una fiamma accesa nella memoria di chi ha conosciuto lui o la sua storia.” (Motivazione della Giuria)

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La poesia “Come una fiamma accesa”

SEZIONE IN DIALETTO

Primo premia ex equo a

EL ME VIASS
di Ornella Olfi
(Il mio viaggio)

“Il viaggio come metafora della vita raccontata con grande realismo e altrettanta sincerità ma con la poesia ad addolcire anche i ‘passaggi’ più dolorosi e critici, quasi a voler confermare la ‘naturalità’ dell’esistenza umana contraddistinta da gioie e dolori. Ma c’è anche l’altro verso della medaglia tutto aperto alla fiducia ed alla speranza grazie a sentimenti autentici. In primis l’amore, che riempiono di coraggio e determinazione il tempo presente e a venire.” (Motivazione della Giuria)

Primo premio ex aequo
LA PIÉNA DEL SÈRE
di Carmen Fumagalli Guariglia
(La piena del Serio)

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Carmen Fumagalli Guariglia

“Il timore per l’irruenza dell’acqua sottintende il rammarico per un ambiente poco rispettato: l’argine del fiume messo a dura prova ne è la testimonianza. Ma l’impeto dell’acqua offre l’occasione per una sorta di esame di coscienza di una vita. Quella in particolare di chi ha un rapporto stretto con la terra, dal quale emergono rimpianti ma anche speranze affidate soprattutto alla preghiera.” (Motivazione della Giuria)

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I poeti premiati

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Aurora Cantini premiata

La poesia bergamasca vola ad Ala di Trento,

lungo il filo dei versi dedicati alla Memoria

12182576_390976524442703_4022499078290322240_oDue poeti bergamaschi tra i vincitori della Ventinovesima edizione del Premio Nazionale di poesia “Giuseppe Caprara ad Ala di Trento, organizzato dal Comune, in collaborazione con la famiglia di Giuseppe Caprara e con la partecipazione del Comune di Avio

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Dalla Redazione QuiRovereto.it, i vincitori del 29° Premio Caprara

“Una serata di premiazioni andata in scena nella Biblioteca comunale di Ala, con la giuria presieduta da Italo Bonassi che ha deciso i vincitori delle quattro categorie in programma. La giuria era composta da Italo Bonassi, Roberto Caprara (figlio del grande poeta a cui è dedicato il Premio), la scrittrice e poetessa Antonia Dalpiaz, Gemma Nardelli Mosna, Pietro Sartori ed Elena Corradini in qualità di segretaria.

Quasi 300 le liriche giunte nelle scorse settimane, frutto del lavoro di altrettanti poeti.
Nella categoria A, quella nazionale, il primo posto è andato a “Come una fiamma accesa” poesia dedicata al giovane alpino bergamasco Fermo Antonio Carrara Caduto nella Grande Guerra della bergamasca Aurora Cantini,
“Di me non è rimasta
neanche un’impronta
sul nevaio battuto dal vento…”

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La motivazione alla poesia

Secondo premio invece a Luca Bonati sempre di Bergamo con “Palpito cromatico”,
“Un rovente diario
delle mie nostalgie
le foglie d’autunno…”

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La motivazione alla poesia

Terza classificata “Inches –In memoria di John H.” di Davide Rocco Colacrai
“Perché può rifugiarsi in un bicchiere,
la notte,
scivolare sui fianchi anonimi
duri di storie…”

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                                 La motivazione alla poesia

Nella sezione B, quella per i testi in dialetto del Triveneto o mantovano, a vincere è stato il veneziano Gianni Vivian con “So cofa un supion de pissacan” davanti a “Nu ‘l par…” della roveretana Grazia Binelli seconda ed a Domenico Bertoncello con “Paroe de moena”, terzo. La sezione C prevedeva, invece, opere dedicate alla figura di Giuseppe Caprara o alle sue città di Ala ed Avio.
Ad aggiudicarsi questo riconoscimento è stata Barbara Cannetti, originaria di Corlo in provincia di Ferrara, con “Non dimenticheremo”

IL RICORDO DI GIUSEPPE CAPRARA

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Il poeta Giuseppe Caprara

Giuseppe Caprara nacque ad Avio il 15 luglio 1921. Grande invalido di guerra, dalle stanze della sua casa nel paese di Ala, dove risiedeva da sposato, registrava le voci profonde della sua ricca interiorità e le impression idella natura viva intorno a lui. estremamente sofferente per le ferite di guerra, riempiva ogn igiorno pagine di riflessioni e di poesie che denotano il suo grande e forte attaccamento alla vita. Pubblicò molte raccolte, soprattutto ini dialetto trentino, ma anche opere in prosa di pregevole scrittura.

Caprara morì ad ala il 28 febbraio 1982, lasciando 4 figli e 7 nipotini. Dopo pochi anni dalla sua morte siu decise la creazione di un Premio di poesia a lui intitolato, che nel corso degli anni vide lòa partecipazione di sempre più numeorsi autori italiani.

LA FOTOGALLERY DELLA PREMIAZIONE

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L’Anima in Versi premia la poesia al femminile
e la prima donna poetessa ad aggiudicarsi la statuetta
dell’Oscar

l'articolo dedicato alla mia poesia Come una fiamma..

Importanti novità all’edizione 2015 del concorso di poesia “L’Anima in Versi” organizzato dalla Casa Editrice Edilè, la rivista “Zonanews” e patrocinato dal Comune di Lazzate, Monza Brianza, con il sindaco signora Loredana Pizzi incaricato a premiare le opere scelte dalla Giuria.
La suggestiva cornice dell’Arengario ha abbellito domenica 27 settembre 2015 la preziosa cerimonia di premiazione che per la prima volta nelle sue quattro edizioni ha visto vincitrice una donna, la poetessa bergamasca Aurora Cantini, la quale, con la poesia “Come una fiamma accesa” (in Memoria del giovane alpino bergamasco Fermo Antonio Carrara, Disperso a 20 anni nei fatti d’arme del 2 agosto 1916 sul Monte Cukla – Rombon, quota 2105 metri) si è aggiudicata la statuetta dell’Oscar, un’opera unica in bronzo realizzata dal maestro d’arte e designer dottor Giandomenico Mammone, e fusa a appositamente da Fusioni d’arte 3V di Origgio. Le poesie premiate e le altre partecipanti, accompagnate dalla Motivazione della Giuria, sono state poi raccolte in una pregevole antologia.

 

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Aurora Cantini con la statuetta dell’Oscar al concorso poetico “L’Anima in versi” a Lazzate

Il concorso letterario ha come punto centrale del suo progetto far parlare l’Anima. Come dice il dottor Mammone: “La poesia è dentro ognuno di noi, in fugaci momenti affiora nella nostra mente, se sappiamo leggerla possiamo anche scriverla e renderla visibile a tutti. Nella Poesia traspaiono le emozioni più profonde dell’animo umano e tutte le sue sfaccettature. Lasciamo ai lettori la gioia di penetrare nell’intimo dell’essere umano, per ritrovare la stessa emozione che suscita un sorriso o una lacrima.”

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I poeti premiati

LA CLASSIFICA FINALE DELL’EDIZIONE 2015

I poeti premiati

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Il maestro d’arte dottor Giandomenico Mammone con Aurora Cantini

LA FOTOGALLERY DELLA CERIMONIA DI PREMIAZIONE

La galleria fotografica 2015

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La lettura della poesia vincitrice

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Da sinistra il Sindaco di Lazzate Loredana Pizzi, la presentatrice dell’evento, la poestessa Aurora Cantini e il Maestro d’arte Giandomenico Mammone

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La medaglia del Leoncavallo d’argento al concorso di poesia

di Montalto Uffugo,

 l’omaggio alla poesia del giovane alpino bergamasco

Disperso nella Grande Guerra

            attraverso l’opera lirica “Pagliacci”

portata sulle scene dal grande tenore bergamasco Federico Gambarelli

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La medaglia del Leoncavallo d’argentto messa in palio alla 6^ Edizione del concorso nazionale di poesia “Amalia Vilotta” a Montalto Uffugo, Cosenza

La sesta edizione del concorso nazionale di poesia “Amalia Vilotta”, organizzata dal Comune di Montalto Uffugo (Cosenza), in collaborazione con la Fondazione Amalia Vilotta, ha avuto come tema – IL CENTENARIO DELLA GRANDE GUERRA – I confini della Patria: conquista, difesa, apertura, accoglienza in una Grande Patria-

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Si è registrata la partecipazione di poeti da ogni parte d’Italia e la poesia vincitrice è stata annunciata nell’ambito della serata di gala del Festival Leoncavallo con pubblico riconoscimento e la consegna della Medaglia del Leoncavallo d’argento, ispirata alla famosissima e intramontabile opera lirica “Pagliacci” su libretto e musica del compositore Ruggero Leoncavallo.

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La locazione della cerimonia di premiazione a Montalto Uffugo nel chiostro domenicano

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Aurora Cantini con la moneta Leoncavallo d'argento al concorso di poesia di Montalto Uffugo

Aurora Cantini con la moneta Leoncavallo d’argento al concorso di poesia di Montalto Uffugo

La particolarità del concorso è il doppio filo che lega Montalto Uffugo a Bergamo, non solo perché la  vincitrice del premio è risultata la poetessa bergamasca Aurora Cantini con la poesia “Come una fiamma accesa” dedicata al giovane alpino bergamasco Fermo Antonio Carrara disperso a vent’anni durante la presa del Monte Cukla-Rombon il 2 agosto 1916,  quota 2105 (a causa della Grande Guerra persero la vita anche altri tre suoi fratelli) ma anche perché quasi nessuno sa che uno fra i primi cantori dell’opera scritta da Ruggero Leoncavallo, di cui la medaglia d’argento è il premio più ambito del concorso, fu il grande tenore bergamasco Federico Gambarelli, che fece delirare le folle con il suo primo Canio nei “Pagliacci”

Il grande tenore bergamasco Federico Gambarelli al Teatro Regio di Malta nell'interpretazione de "Pagliacci" di Ruggero Leoncavallo

Il grande tenore bergamasco Federico Gambarelli al Teatro Regio di Malta nell’interpretazione di Canio nei “Pagliacci” di Ruggero Leoncavallo

L’opera lirica, ispirata, sia come personaggi che come ambientazione, a un delitto realmente accaduto a Montalto Uffugo in Calabria, quando il compositore era bambino, del quale il padre, magistrato, istruì il processo che portò alla condanna dell’uxoricida, fu messa in scena alla fine 1892 ma già pochi mesi dopo era osannata al teatro Regio di Malta, proprio grazie al grande tenore Federico Gambarelli.

Nella biografia scritta da Don Giuseppe Rizzi nel lontano 1976 sono registrati documenti che raccontano l’acclamato esordio

“Dal Giornale di Malta, marzo 1893
“Il successo dell’opera “Pagliacci” –messa in scena martedì 27 marzo e ripetuta per 3 giorni di seguito con sempre crescente entusiasmo- è stato veramente grandioso, immenso, eccezionale. E non poteva essere altrimenti. Il nostro pubblico, impressionato dalla soave e toccante melodia e dal soggetto indovinato, applaudì freneticamente tutti i pezzi principali, che sono il Prologo, Il coro delle campane, La ballata di Nedda (bissata), L’arioso di Canio (bissato), L’intermezzo (bissato), La serata di Arlecchino (bissata) e il Finale Secondo.
Il grande e splendidissimo successo ottenuto dal signor De Gambarell nella parte difficilissima di Canio è al presente il tema delle conversazioni di tutti i frequentatori dell’Opera.
E veramente in questo spartito il valente tenore superò il successo brillante riportato nelle altre quattro opere da lui eseguite nelle nostre scene, perché nei Pagliacci non solo egli dimostrò di essere il cantante delizioso, corretto e dalla frase calda e appassionata, ma bensì l’attore potente ed efficace. Il De Gambarell diede alla scabrosa interpretazione una forza di tinte talmente veritiere da trascinare il pubblico a piangere con lui.
Il colmo è stato però all’aria “Vesti la giubba” detta anche “Ridi pagliaccio” eseguita in modo sublime.
“Ridi pagliaccio sul tuo amore infranto,
ridi del duol che t’avvelena il cor” 

Ridi Pagliaccio

In essa il De Gambarell affascina e commuove, trascinando lo spettatore alla verità della situazione del povero Pagliaccio, tradito crudelmente dalla sposa amata e costretto in quello stato a recitare erompendo in singhiozzi ed in pianto; nell’animo vi getta un gelo e le fibre dell’ascoltatore le scuote talmente che un urlo generale scoppia quando scompare.
Il De Gambarell viene chiamato al proscenio tra grida di “bravo, bis” innumerevoli, e costretto a ripetere tutto il pezzo.
Nella tragica scena con Nedda il tenore emula i più famosi attori e l’ultima frase “La Commedia è finita” la esprime in modo ammirevole trovando il vero tuono per questa tragica esclamazione.” (Dal Giornale di Malta, 1893)

Federico Gambarelli, nato ad Albino nel 1858 e morto nel 1922, ebbe verso questa opera lirica una particolare predilezione. Era quasi coetaneo di Ruggero Leoncavallo (nato nel 1857 e morto nel 1919) che conobbe di persona e verso il quale nutrì una forte affinità musicale e caratteriale. Entrambi ebbero una vita avventurosa e rocambolesca, vissuta a cavallo dei due secoli, entrambi furono poi “dimenticati”, perduti nell’oblio e nel silenzio.

L’ARTICOLO DEDICATO ALLA CERIMONIA DI PREMIAZIONE

L'articolo dedicato al concorso nazionale di poesia "Amalia Vilotta" a Cosenza

L’articolo dedicato al concorso nazionale di poesia “Amalia Vilotta” a Cosenza

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LA NOTIZIA SUL CORRIERE DELLA CALABRIA

I vincitori del premio nazionale di poesia “Amalia Vilotta” a Montalto Uffugo

 LA POESIA VINCITRICE DSCF2798

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