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Le Ali dell'Aurora

Parole di Poesia, Narrazioni di Vita

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La decima edizione del concorso letterario

“Salvatore Quasimodo”

per la prima volta a Bergamo

11Nell’ambito della 57 ^ Fiera dei Librai a Bergamo, che quest’anno ha avuto numeri entusiasmanti sia come iniziative correlate che come pubblico e visitatori,  ha avuto grande risalto un evento straordinario: per la prima volta nella sua storia la Cerimonia di Premiazione  del concorso letteraio dedicato a Salvatore Quasimodo, giunto alla sua decima edizione e patrocinato dal figlio Alessandro Quasimodo, ha avuto come scenario il monumentale Quadriportico del Sentierone, annesso ai Padiglioni della Fiera dei Librai.

Proprio il figlio del grande poeta ha chiesto e ottenuto che per questo traguardo del decimo anno fosse scelta una locazione suggestiva e storica, memorabile e affascinante, Bergamo e il Sentierone, Bergamo e il suo Quadriportico secolare.

Bergamo e il suo Sentierone

La famiglia Quasimodo è da sempre legata alla terra di Bergamo, infatti nel paese di Palazzago possiede una dimora di campagna, dove il Poeta Premio Nobel soggiornava spesso e dove lo stesso Alessandro è cresciuto spensierato nei giorni di vacanza. Oggi l’imponente palazzo è sovente aperto da Alessandro alla cittadinanza come sede di iniziative cultuali, rievocazioni, memorie e cerimonie religiose di rilievo.

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Alessandro Quasimodo

L’Associazione Culturale che prende il nome proprio dal poeta Quasimodo da anni porta avanti l’impegno di onorare la parola poetica nella cultura bergamasca e anche quest’anno ha mantenuto fede ai suoi proposti.

Come dice lo Statuto “L’Associazione Culturale Salvatore Quasimodo si propone di perseguire le seguenti finalità: contribuire alla promozione e allo sviluppo della cultura nella realtà territoriale in cui opera, attraverso lo svolgimento di attività dirette sia agli associati che ai non associati e di attività di propaganda e informazione. L’associazione si ispira ai principi della nonviolenza, del rispetto delle differenze, della pluralità delle esperienze culturali, della solidarietà tra le persone, della valorizzazione e tutela dell’ambiente nella ricerca di una società equa, solidale, pluralista.” (dallo Statuto)

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LA CERIMONIA DI PREMIAZIONE

Premiazione X Concorso Letterario

La Giuria, presieduta da Alessandro Quasimodo (figlio del premio Nobel), è composta da cinque esperti, scelti dall’Associazione Culturale Salvatore Quasimodo, tra esponenti locali del mondo della cultura, informazione e docenza scolastica. La loro opera viene svolta nel pieno rispetto delle linee guida dell’Associazione. I nominativi di tutti ci componenti della giuria saranno segnalati sul sito internet dell’Associazione

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Alessandro Quasimodo con alcuni premiati alla X Edizione del concorso letterario dedicato al padre Salvatore, Bergamo

sezione NARRATIVA ADULTI:

1° CLASSIFICATO: Borghi Stefano (Cornaredo, MI) “Il colore del vento”.

2° CLASSIFICATO: Bertolas Lino (Monteforte d’Alpone, VR), “Time”.

3° CLASSIFICATO: Pelosi Michele (Robbiate, LC) “.Eitù”.

SEGNALATO: Redaelli Giulio (Albiate, MB) “Il sogno della bonfanta”.

sezione POESIA ADULTI:

1° CLASSIFICATO: Giacobbi Carlo (Rieti), “Da quali precipizi chiama”.

2° CLASSIFICATO: Lotti Daniele (Codroipo UD) “Un risveglio”.

3° CLASSIFICATO: De Falco Gennaro (Milano) “Via El Alamein 67”.

SEGNALATO: Cantini Aurora (Nembro BG),”La mia casa”.

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Aurora Cantini premiata dal segretario dell’Associazione Culturale Salvatore Quasimodo

 

LE ROGAZIONI,

quelle misteriose Processioni tra i campi lungo secoli di devozione

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Processione tra i campi a Monteleone

Siamo in un’Italia ancora molto rurale, con angoli tenacemente legati alle tradizioni millenarie dei nostri antenati. Soprattutto nell’Italia del Nord, sulle montagne e in pianura, si possono ancora ritrovare riti secolari e propiziatori per la stagione della fienagione e della raccolta, tramandati su matrice celtica e pagana. Sono le cerimonie denominate “Rogazioni”.

Pur essendo quasi scomparse, lo stesso Papa Giovanni Paolo II nel Benedizionale revisionato nel 1984 ha sancito la loro celebrazione ancora oggi in momenti particolari della comunità.

Le “Rogazioni Maggiori” iniziavano il 25 aprile con la festa di San Marco, punto centrale della Primavera e del risveglio ed erano nate sull’impronta dell’antica festa dei “Robigalia” durante la quale gli antichi Romani invocavano la protezione dei futuri raccolti. Più avanti nel corso della primavera, nei tre giorni precedenti la festa dell’Ascensione (che cadeva di giovedì, probabilmente per evocare il Giovedì Santo) era il momento delle “Rogazioni Minori”, (le “Rogassiù”, in dialetto bergamasco), preghiere collettive eseguite in processione fino ai confini del territorio parrocchiale per scacciare il male dai campi. Durante queste cerimonie, di origine antichissima, forse un ricordo di riti pagani in onore di Cerere la dea dei campi e poi accolte nel mondo cristiano come invocazioni a Dio perché la Terra doni frutti, il parroco invocava  la benedizione sul raccolto, sul grano (“ol formét”) e sul mais (“ol melgòt”).

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L’articolo su L’Eco di Bergamo del 10 aprile 2016, Le Rogazioni 2.0

Le Rogazioni erano nate nel V secolo in Gallia Lugdunense, quando fu flagellata da varie calamità naturali. Il Vescovo della città di Vienne, Mamerto, divenuto poi Santo, decise di introdurre un Triduo di preghiera e di digiuno subito  a ridosso della festa dell’Ascensione, celebrando anche solenni processioni volte a coprire l’intero territorio. Vennero chiamate “Rogazioni” dal latino “Rogatio” che indicava una proposta di legge nata dal popolo. In ogni caso il Vescovo diede una veste cristiana ad un rito di preghiera pagano, l’Ambarvalia. Furono introdotte ufficialmente a Roma nell’anno 816 da Papa Leone XIII e poi si diffusero in tutta la Cristianità fino ai giorni nostri.

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Rogazioni

Le Processioni si svolgevano di mattina presto e si snodavano dalla chiesa parrocchiale a vari punti del territorio parrocchiale, in mezzo ai campi, vicino alle Santelle o alle Cappellette, dette anche “Tribuline”. Aprivano il corteo le varie Confraternite maschili con le loro insegne, le più importanti delle quali erano i Disciplini (detti “Desüplì” in dialetto bergamasco). Dietro il parroco con i paramenti viola, quindi le donne, i bambini, e in fondo gli uomini.

Si recitavano preghiere collettive, come le Litanie dei Santi, e quando si giungeva nel punto prestabilito, il prete alzava la croce e si rivolgeva ai quattro punti cardinali, declamando le invocazioni. Queste suppliche avevano lo scopo di preservare il raccolto dal brutto tempo, detto “i tampesti”, al fine di ottenere un buon raccolto, di salvare gli animali, di allontanare la grandine ma anche le malattie infettive e la guerra. 

Il prete diceva …A fulgure et tempestate…  e i fedeli rispondevano Libera nos Domine!…
…A flagello terraemotus… Libera nos Domine!…
…A peste, fame et bello… Libera nos Domine!…
…Ut fructus terrae dare et conservare digneris… Te rogamus, audi nos!
…Ut pacem nobis dones.Te rogamus audi nos!…

Si concludeva la supplica con la Messa delle Rogazioni (senza il Gloria, né il Credo).

In caso di violenti temporali si usava bruciare nel camino i rami di olivo benedetto la Domenica delle Palme, per alleggerire le nuvole e scongiurare un disastro nei campi. Oppure si portavano in Processione le reliquie dei Santi, come invocazione per il bel tempo.

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Rogazioni propiziatorie per la campagna

IL TESTO IN LATINO DELLE ROGAZIONI

Le Rogazioni: il testo delle preghiere in latino

A damnatione perpetua, Libera nos domine.
A subitanea et improvvisa morte, Libera nos domine.
Ab imminentibus peccatorum nostrorum periculis, Libera nos domine.
Ab infestationibus daemonum, Libera nos domine.
Ab omni immunditia mentis et corporis, Libera nos domine.
A fulgure, et tempestate, Libera nos domine.
A peste, fame, et bello, Libera nos domine.
A flagello terrae motus, Libera nos domine.
A omni malo, Libera nos domine.
Per mysterium sanctae incarnationis tuae, Libera nos domine.
Per passionem et crucem tuam, Libera nos domine.
Per gloriosam resurrectionem tuam, Libera nos domine.
Per admirabilem ascentionem tuam, Libera nos domine.
Per gratiam sancti Spiritus Paracliti, Libera nos domine.
In die judicii, Libera nos domine.
Peccatores, Te rogamus audi nos.
Ut pacem nobis dones, te rogamus audi nos.
Ut misericordia et pietas tua nos custodiat, te rogamus audi nos.
Ut Ecclesiam tuam sanctam redigiri, et conservare digneris, te rogamus audi nos.
Ut domnum Apostolicum, et omnes gradus Ecclesiae in sancta religione conservare digneris, te rogamus audi nos.
Ut Episcopos et Praelatos nostros, et cunctas congregationes illis commissas in tuo sancto servitio conservare digneris, te rogamus audi nos.
Ut inimicos sanctae Ecclesiae humiliare digneris, te rogamus audi nos.
Ut regibus et principibus nostris pacem et veram concordiam, atque victoriam donare digneris, te rogamus audi nos.
Ut cunctum populum christianum pretioso tuo sanguine redemptum conservare digneris, te rogamus audi nos.
Ut omnibus benefactoribus nostris sempiterna bona retribuas, te rogamus audi nos.
Ut animas nostras, et parentum nostrorum ab aeterna damnatione eripias, te rogamus audi nos.
Ut fructus terrae dare, et conservare digneris, te rogamus audi nos.
Ut oculos misericordiae tuae super nos reducere digneris, te rogamus audi nos.
Ut obsequium servitutis nostrae , te rogamus audi nos.
Ut pacem nobis dones, te rogamus audi nos.
Ut loca nostra et omnes abitantes in eis visitare et consolari digneris, te rogamus audi nos.
Ut civitatem istam, et omnem populum ejus protegere, et conservare digneris, te rogamus audi nos.
Ut omnes fideles navigantes et itinerantes ad portum salutis perducere digneris, te rogamus audi nos.
Ut regolarisbus disciplinis nos instruere digneris, te rogamus audi nos.
Ut omnibus fidélibus defunctis requiem aeternam dones, te rogamus audi nos.
Ut nos exaudií dignéris, te rogamus audi nos.
Fili Dei te rogamus audi nos. Agnus Dei, qui tollis peccata mundi. Parce nobis, Domine.

Fiori di campo

Fiori di campo

LA TRADUZIONE IN ITALIANO

“Da dannazione perpetua , liberaci , o Signore. Dalla morte improvvisa , liberaci, o Signore. Dai pericoli che minacciano i nostri peccati , liberaci , o Signore. Dal infestazione di demoni , liberaci , o Signore. Da tutte le impurità della mente e del corpo , liberaci , o Signore. Da fulmini e tempesta, liberaci , mio Signore. Dalla peste , la carestia e la guerra , liberaci , o Signore.

Dal flagello del terremoto , o Signore liberaci. Da ogni male , liberaci , o Signore. Attraverso il mistero della tua santa incarnazione , liberaci , o Signore. Attraverso la passione e la tua croce, o Signore liberaci. Con la vostra gloriosa resurrezione , liberaci , o Signore. Attraverso il vostro ascentionem ammirevole , liberaci , o Signore.

Per la grazia dello Spirito Santo , il Paraclito , liberaci , mio Signore. Nel giorno del giudizio , liberaci, o Signore. Noi peccatori , Noi ti supplichiamo ascoltaci. In modo che ci danno la pace , Ti supplichiamo ascoltaci. Al fine di mantenere noi per la tua misericordia e di pietà , Ti supplichiamo di ascoltarci. Per redigiri tua santa Chiesa , e di preservare , chiediamo ascoltaci.

Al fine di preservare il Signore Apostolica , e tu avresti conserva tutti i livelli della Chiesa in santa religione , Ti supplichiamo di ascoltarci. Per i Vescovi, e Prelati delle nostre terre , e tutta la comunità , impegnati a loro carica Tu vuoi conservare nel tuo santo servizio , Ti supplichiamo di ascoltarci. In modo che Tu vuoi umile i nemici della santa Chiesa , Ti supplichiamo di ascoltarci.

Al fine di re e ai principi, e la nostra pace e concordia , e la vittoria , degnati di concedere , Ti supplichiamo ascoltaci. Tu vuoi conservare il tuo prezioso sangue ha riscattato a tutto il popolo cristiano , Ti supplichiamo di ascoltarci. Al fine di rendere benedizioni eterne a tutti i nostri benefattori , Noi ti supplichiamo ascoltaci.

In modo che le nostre anime ei nostri genitori dalla dannazione eterna , ti supplichiamo di ascoltarci. Al fine di dare i frutti della terra , e tu vuoi preservare , Ti supplichiamo ascoltaci. Al fine di ridurre gli occhi della Tua misericordia di noi Degnati , Ti supplichiamo ascoltaci.

Affinché il servizio del nostro servizio , ti chiediamo ascoltaci. In modo che ci danno la pace , Ti supplichiamo ascoltaci. Al fine di essere confortato , e le nostre dimore da visitare in loro , e tutti i abitanti degni , Ti supplichiamo ascoltaci. Per questa città , e tutta la sua gente per proteggere e preservare, Ti supplichiamo ascoltaci. Affinché tutti i fedeli che viaggio verso il porto di vela , e Tu vuoi portare la salvezza , ti supplichiamo di ascoltarci.

Al fine di discipline regolarisbus per istruire noi , ti chiediamo ascoltaci. Al fine di garantire il riposo eterno per tutti i fedeli defunti , Ti supplichiamo di ascoltarci. Che degnati volgiti, Noi ti supplichiamo ascoltaci. O Figlio di Dio , Noi ti supplichiamo ascoltaci. Agnello di Dio , che togli i peccati del mondo . Perdonaci , o Signore.”

Recensione per il romanzo

“Il bambino con la valigia rossa”

a Bergamo

(parole di Pierluigi Ambrosini, critico e scrittore)

1 PresentazioneCantiniIbs15maggio

Il bambino con la valigia rossa alla Libreria IBS Bergamo

          “Quei bambini sperduti su una zattera

          che non regge alla furia delle acque”

(Pl. Ambr.)

“Il libro “Il bambino con la valigia rossa“, che non vorrei definire un semplice romanzo, termine che per queste pagine  sarebbe estremamente riduttivo, ha più piani di lettura.

Uno storico per gli anni che avvolgono la narrazione tra miseria, bombe, partigiani, SS, crudeltà…

In una Bergamo riconoscibile solo per i nomi delle vie e delle piazze.

Uno geografico, per quanto la storia potrebbe essere ambientata in una qualsiasi città del Nord Italia chiusa nella morsa di una guerra civile e di una guerra contro i tedeschi, ex alleati.

Ed un terzo soprattutto, quello dei sentimenti. Poveri, poveri, poveri ragazzi che non conoscono  il mondo, le piante, i prati, le cose, gli animali: niente, niente di niente, chiusi in un casermone -il Brefotrofio– a pregare e ad essere puniti. Per giunta senza genitori, con nomi e cognomi spesso inventati senza fantasia, con qualche brandello di ricordo personale a mantenerli in vita più del misero e nauseabondo cibo.

Angariati anche dalla perversioni degli educatori che –Charles Dickens insegna- fanno della loro cattiveria l’arma educativa. 

Bambini spaventati, spinti di qua e di là dal vento come una foglia, ma ansiosi di vivere e di diventare anche loro “normali.“ Non si ritenevano come gli ebrei dell’Antico Testamento che erano costretti a scontare le colpe dei padri. Sperduti in una zattera che non regge alla furia delle acque,  Pietro e compagni, sono più adulti nei loro pochi anni di vita dei veri adulti.

Non ho volutamente parlato della trama, perché questo libro va letto e  riletto, pagina dopo pagina, riflettendoci. Ma un cenno va dedicato all’ultima parte del libro, quando la bravissima autrice si lascia coinvolgere dai sentimenti e scrive come se fosse stata presente in quel ghetto.

Discutere è inutile, il libro è un capolavoro, scritto bene, emoziona…va letto, insomma. Regalato agli amici. Consigliato. E riletto. Perché i libri che danno qualcosa si rileggono più volte.

Una gran bella prova questa della Cantini.

                                                           (Pierluigi Ambrosini, scrittore e poeta)

LA PRESENTAZIONE SUL SITO DELLA CASA EDITRICE

Silele Edizioni Anteprima Il bambconlavaligiarossa

Silele Edizioni Il bambino con la valigia rossa

 

 

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