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Le Ali dell'Aurora

Parole di Poesia, Narrazioni di Vita

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4^ Edizione del San Pellegrino Festival

Nazionale di poesie per e dei bambini:

negli sguardi ambrati dei felini

l’incanto poetico della fantasia

L’edizione numero quattro del San Pellegrino Festival Nazionale di Poesia per e dei Bambini che si è concluso sabato 22 marzo nel teatro del Casinò Municipale di San Pellegrino con la proclamazione dei vincitori.

Come ha scritto il coordinatore Bonaventura Foppolo “E’ stata una bellissima serata dedicata alla poesia e ai bambini, che hanno partecipato in gran numero, perfino con un pullman da Bari per la premiazione. Anche gli adulti hanno avuto il loro tributo, con la premiazione di Gina Margadonna e con la menzione degli altri 4 finalisti.” La fotogallery dell’evento si può seguire cliccando al sito:

 www.culturabrembana.com/sanpellegrinofestival

Il Festival era diviso in due sezioni: Adulti e studenti scuola primaria e scuola secondaria, e il tema di quest’anno era dedicato agli animali. Proprio la tematica particolarmente cara ai bambini ha permesso un’adesione estremamente significativa: circa 150 adulti, con più di 200 poesie scritte proprio per il pubblico dei piccoli lettori, e oltre 2000 bambini dagli otto agli undici anni, con più di 1500 poesie. La provenienza d’origine è stata variegata e ha creato una mappatura quasi totale del territorio italiano: Oristano, Catania, Napoli, Firenze, Torino, valli bergamasche.

Presentatrice e lettrice è stata l’attrice Elide Fumagalli, mentre madrina del Festival è stata la poetessa scrittrice Giusi Quarenghi, autrice di numerosi libri per ragazzi.

Ospite d’onore della serata il poeta Pietro Formentini.

Per la sezione POESIA SINGOLA RAGAZZI 10-11 ANNI, si è classificata SECONDA l’alunna Gloria Gritti, della classe 1^D della Scuola Media “Paolo VI” di Pradalunga, Bergamo. Un piacere particolare per la sottoscritta, essendo stata la sua insegnante alla scuola primaria.

L'alunna Gloria Gritti premiata da Elide Fumagalli, con accanto Giusi Quarenghi (per gentile concessione della famiglia)

L’alunna Gloria Gritti premiata da Elide Fumagalli, con accanto Giusi Quarenghi (per gentile concessione della famiglia)

L'alunna Gloria Gritti premiata, con accanto Giusi Quarenghi (per gentile concessione della famiglia)

L’alunna Gloria Gritti premiata, con accanto Giusi Quarenghi (per gentile concessione della famiglia)

LA POESIA SECONDA CLASSIFICATA

Gatto

Ombra cupa, felina, silenziosa,

la notte sotto la luna.

Occhi gialli si scorgono

nel buio,

ma agile e scaltro

senza un rumore

scompare.

Più veloce del vento,

più leggiadro di un danzatore.

(Gloria Gritti)

Fotografia di Ocarrara

(Fotografia personale, Amora)

Leonessa 

Ruggito   imponente, sovrano.

Sguardo di sfida, letale, penetrante.

Immobile, nascosta fra gli alti fili d’erba secca,

pronta  a fare uno scatto felino verso la preda.

Ma quando essa fugge via rapida,

allora giace  a terra con aria di sconfitta

e guarda con gli occhi ambrati il calar del sole e la fine della giornata.

(Gloria Gritti)

Fotografia di Ocarrara

(Fotografia personale, Amora)

Ma Gloria ha ottenuto un altro felice traguardo: vedere la sua mamma, Maria Carolina Brignoli, classificarsi Quarta nella Sezione Adulti. 

NELLA NOTTE

Durante  il dì fan lunghi sonnecchi,

ma al sopraggiungere dell’oscurità prendono vita.

Sono loro, i gatti di nessuno, che s’aggirano per le vie

in cerca di qualche avanzo per placare la loro fame.

Sono misteriosi come la notte,

eleganti come fiere,

morbidi come lana calda.

Sono loro: i gatti di nessuno.

(Maria Carolina Brignoli)

Fotografia di Ocarrara

(Fotografia personale, Amora)

PER APPROFONDIRE

Per leggere altre poesie scritte da Gloria, che negli anni scorsi ha ottenuto altri importanti risultati,  si può cliccare qui:  Il concorso letterario Giuseppe Longhi

Qui invece altre composizioni che hanno riscosso successo, scritte da alunni della scuola primaria:  Le poesie del Concorso dedicato a Giuseppe Verdi

Qui la poesia di un’alunna vincitrice al concorso Letterario di scrittura giovanile Roberto Bertelli: La poesia

Qui il racconto  vincitrice al Concorso Letterario San Marcello Pistoiese: Il racconto

I PADRI DEL TURNO DI NOTTE,

I PADRI SILENZIOSI

(Ricordi poetici)

Tra le tante Giornate a tema, rimane sempre un po’ discosta quella dedicata al Papà. Sembra quasi che questa figura sia ingiallita e fuori moda, come un vecchio album di fotografie lasciato in un baule, eppure ci sono anche loro, i papà, anche se a nessuno sembrerebbe importare se non come notizia dei “Vip papà”, con le loro giacchine strette sui fianchi asciutti, la sciarpina al collo e il bebè griffato a fianco.

La poesia che si può leggere qui di seguito, l’ho scritta a 12 anni, dedicata a mio papà che lavorava di notte come guardia notturna, turni sette giorni su sette dalle 22 alle 6 del mattino.

Erano gli Anni Settanta, soldi in casa ce n’erano pochi, e mio padre per decenni aveva rinunciato ad una vita “normale” per portare a casa qualche lira in  più.

Io ero già coricata quando lui doveva andare al lavoro, ma di nascosto mi alzavo piano piano dal letto. Stavo acquattata nel corridoio ad ascoltare che preparava la sacca, poi andavo alla finestra a spiarlo mentre saliva sulla sua Fiat 500, il mio cuore di bambina che sentiva sempre la sua mancanza.

Avvertivo il freddo penetrare nel pigiama mente stavo al buio appallottolata sulle piastrelle di graniglia, mia mamma dormiva nella sua camera, come pure mia sorella nel suo lettino accanto al mio, ma io, io non potevo lasciarlo andare al lavoro da solo, e quando i lumini rossi della 500 erano scomparsi oltre la curva ero ancora lì, a tremare per il freddo. Quante notti l’ho fatto, quante. Ma non gliel’ho mai detto.

1964, in braccio al papà

1964, in braccio al papà

            TURNO DI NOTTE               

 -per mio padre Mansueto- 

In cucina

i suoi passi grevi.

Tintinnii di posate

e la sacca da riempire.

 

S’attarda in silenzio

nell’ansito dei muri

poi sull’uscio

a prendere la giacca.

 

Il buio dell’atrio

s’apre sulla strada

restio come fanciulla

già ghermito

dalle ore insonni.

 

Non lo si vede più

ombra tra le ombre

ma s’indovina al passo

la linea curva della schiena.

 

Alla finestra una piccola mano

segue il contorno

di quel cuore stanco

 

“Buon lavoro, papà”

gli mormoro piano.

 Da “Nel migrar dei giorni” 2000

Notte ad Amora di Aviatico

Notte ad Amora di Aviatico

IL COMMENTO CRITICO

 “Poesia del sentimento, quella della Cantini, poesia degli affetti familiari che segnano la vicenda lirica entro muri di focolare acceso. Il bisogno dell’animo travalica il silenzio, sciogliendo così tenerezze d’amore, con una mano che segue il contorno di un cuore stanco.”

(Arturo Esposito per l’antologia poetica “ITALIA A SIMPOSIO”)

 

“Parole di acqua e di terra”

a cura di Aurora Cantini

Venerdì 14 marzo

ore 21.00

Serata CAI

presso la Sala Blu dell’Oratorio di Zogno,

Valle Brembana, Bergamo

Cai Zogno e Aurora Cantini

Cai Zogno e Aurora Cantini

Oggetti della vita contadina, immagini proiettate, racconti, poesie,

storie del passato e sguardi sul futuro fino alle Torri Gemelle,

attraverso le voci e la vita quotidina nelle antiche contrade delle genti di montagna

“Per non dimenticare chi ha tracciato il cammino affinché nessuno di noi si perda e trovi sempre la luce oltre l’orizzonte,

per non lasciare che la polvere dell’indifferenza ricopra la memoria della montagna e il respiro delle contrade ormai svuotate,

 per non lasciare che gli ultimi vecchi vedano spegnersi per sempre la storia della loro terra,

storie saldate alla roccia e pensieri di vita vissuta”

(Aur Cant)

Pagliaro, Alta Valle Brembana

Pagliari, Alta Valle Brembana

La serata sarà anche l’occasione per l’anteprima del nuovo libro di poesie

Oltre la curva del tramonto

(LietoColle Editore, 2014)

Nei "ruc" (Ronchi) sotto Amora Bassa, Aviatico

Nei “Ruc” (Ronchi) sotto Amora Bassa, Aviatico

“Sono legata alla mia terra di montagna come una radice sospesa, la sento vibrarein me in ogni respiro di vento, in ogni scricchiolare di foglia, in ogni sentiero nascosto.

Ho ascoltato le poesie degli alberi frondosi che muovendosi nel dolce tramonto estivo cullavano i miei sogni bambini, o quando, carichi di neve, svettavano al cielo e mi portavano fin lassù, nell’azzurro, con le loro lunghe dita di diamanti.

Mi raccontavano, mi consolavano, mi inebriavano di vita, mi amavano teneramente, silenziosamente e per sempre, portandomi oltre la curva del tramonto, fino a raggiungere le stelle. E ora che scrivo poesie e storie, so che lo devo alla Terra, alle mie montagne. “

(Aur. Cant.)

Il fiume Brembo a Carona, Alta Valle Brembana

Il fiume Brembo a Carona, Alta Valle Brembana

LA FOTOGALLERY DELL’EVENTO

Oggetti di un tempo lontano, Valli bergamasche

Oggetti di un tempo lontano, Valli bergamasche

Oggetti di un tempo lontano, Valli bergamasche

Oggetti di un tempo lontano, Valli bergamasche

Cai Zogno e Aurora Cantini

Cai Zogno e Aurora Cantini

Cai Zogno e Aurora Cantini

Cai Zogno e Aurora Cantini

Cai Zogno e Aurora Cantini

Cai Zogno e Aurora Cantini

Cai Zogno: Marisa Sonzogni, Ettore Ruggeri e Aurora Cantini

Cai Zogno: Marisa Sonzogni, Ettore Ruggeri e Aurora Cantini

Aurora Cantini a Zogno

Aurora Cantini a Zogno

 

8 Marzo, violenza sulle donne:

quando il silenzio uccide

È ormai di quotidiana drammaticità la cronaca di episodi di violenza contro le donne. Coinvolgono tutti i campi della vita sociale e familiare, senza distinzioni di ceto sociale o di identità culturale. Indagini tardive, poca comunicazione, scarso spirito di squadra, le stesse forze dell’ordine sembrano annaspare. Eppure “l’altra metà del cielo” non è un qualcosa di astratto, di sconosciuto … o forse sì?

Violenza sulle donneAldilà dei tanti commenti e delle tante pontificazioni preparate a tavolino, vuoti discorsi di parole di circostanza, rimane la realtà che qualcosa scatta nella mente di un uomo, fino a esplodere, inarrestabile. Perché?

Fin dalle epoche antiche la donna ha avuto parte attiva nel cammino dell’umanità. Ha fronteggiato pericoli ed epidemie accanto al proprio compagno. Ha condiviso dolori e lutti, ha contribuito alla sopravvivenza. Ha tenuto vivo “il focolare” per un ritorno possibile. Ha creduto in un ideale. Ha dovuto fronteggiare prese di posizione rigide cercando di non perdere la propria dignità e proteggendo i propri cari anche a costo della vita.

Caccia alle streghe, intimidazioni, percosse, segregazioni, obblighi, sottomissioni,  imposizioni… Da sempre la figura femminile è stata trafitta da brutali annientamenti e atteggiamenti di odio. Quasi che si volesse cancellare l’idea stessa di “femminilità”. Dai capelli mossi e setosi, allo sguardo dalle lunghe ciglia, alle guance rosee, alle labbra turgide, alle movenze sinuose.

Tutte caratteristiche che  definiscono l’identità tipicamente femminile nel cammino evolutivo della specie, differenziandola in modo netto dal partner maschile.

Seppur sia stato decretato il 25 novembre come Giornata mondiale contro la violenza verso le donne, è in occasione dell’8 marzo che questo tema profondamente attuale viene sviscerato e reso visibile.

Litografia Luigi Oldani

L’Associazione “Done de Teren” porta nelle piazze italiane varie iniziative per sensibilizzare l’opinione pubblica: un paio di scarpe rosse per ogni vittima, oppure le croci innalzate. Ma manca qualcosa di più concreto, più incisivo. Osservare con occhi diversi, come davanti ad un quadro di rara bellezza, chi ci sta accanto e cogliere davvero il senso del bello, dell’armonia, della creazione.

Eppure, forse, come in tanti altri problemi d’oggi, bisogna partire dai bambini e dalle bambine. Bisogna educarli al rispetto e alla consapevolezza che “il cielo è per tutti”. Non esiste una metà da occupare, solo da attraversare, come in una terra senza confini.

GIOIA DI BIMBI 1991

PER APPROFONDIRE

Qui il link alla poesia dedicata alle donne di un tempo lontano:

Donna lombarda

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