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Le Ali dell'Aurora

Parole di Poesia, Narrazioni di Vita

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Associazione Culturale Pane Amaro, Città di Albino, poesia e musica 2012

Associazione Culturale Pane Amaro, Città di Albino, poesia e musica 2012

 POESIA E MUSICA IN LIBERTÀ

Riflessioni poetiche

a cura dell’Associazione Culturale Pane Amaro

 Note in versi di autori bergamaschi

Aurora Cantini, Oscar Locatelli, Amadio Bertocchi, Maurizio Noris

 Musica al pianoforte del maestro Alberto Moioli.

SABATO  22 DICEMBRE

chiesa di San Bartolomeo

Albino Bergamo

Un pomeriggio sulle ali dell’armonia, tra poesia e musica, nel suggestivo contesto della chiesa di San Bartolomeo, ad Albino. L’Associazione Culturale Pane Amaro, per il secondo anno, propone un momento di scoperta della parola poetica, come veicolo di unione e fratellanza universale.

La poesia come ali con cui volare nel cuore della gente, la poesia come consolazione al vivere caotico di questi giorni, la poesia come musica per l’anima, dolci schiocchi sulla lingua, compagna che nulla pretende, se non un grande abbraccio di parole.

Ogni uomo è poeta, ogni uomo può essere poeta, basta solo ascoltarsi dentro, per poter poi ascoltare gli altri. E una poesia può dare consolazione al male del vivere. Forse si porterebbe un po’ più di Amore nel mondo.

La città di Albino vista dall'alto di Amora di Aviatico

La città di Albino vista dall’alto, sul belvedere di Amora di Aviatico

Ecco anche l’archivio dell’edizione 2011:

Parole e musica, Albino 2011

Aurora Cantini a Poesia e musica 2011, Albino

Aurora Cantini a Poesia e musica 2011, Albino, organizzata dall’Associazione Culturale Pane Amaro

Interno della Chiesa San Bartolomeo Albino, Poesia e Musica 2012

Interno della Chiesa San Bartolomeo Albino, Poesia e Musica 2012

 

 

 

 

POESIA

img246MALINCONIE D’INVERNO

Gli arabeschi del fumo

che appanna il vetro

tingono fiabe d’infanzia

nel sole di gennaio.

Il mio volto nella pozzanghera

del viale spoglio

sorrisi di bimbi

in sogni artificiali di uno schermo.

Piango alla malinconia

delle mie sere d’inverno.

(aur cant, scritta a 18 anni)

 (Da Fiori di campo 1993, rieditato 2011)

bosco innevatoNessuna impronta d’uomo lungo il sentiero tra i boschi intorno ad Amora di Aviatico

PROSA

img246MALINCONIE D’INVERNO,

VITA CONTADINA DI UN TEMPO LONTANO

Parlare dell’Inverno può voler dire sere solitarie e malinconia lunga. Ma un tempo l’Inverno era la stagione del riposo, dell’attesa bianca, del tepore al caldo nella stalla. Le ragazze nell’era contadina sovente si sposavano in Inverno, per loro era la stagione del Bianco, della Festa, della Speranza.

Ecco un brano tratto dal mio libro di narrativa Lassù dove si toccava il cielo:

“Celebrare matrimoni in inverno, soprattutto gennaio e febbraio, non era una novità: questa era la stagione nella quale i giovani emigranti all’estero, grazie a una minor frequenza di lavori all’aperto, potevano ritornare al paese e ne approfittavano per sposarsi o per partecipare al matrimonio di un familiare. Spesso dopo una breve luna di miele, ripartivano portando con sè la giovane moglie, magari anche i fratelli di lei; oppure la lasciavano sola, in casa della suocera, fino al nuovo ritorno o al ricongiungimento là da lui o qua da lei, in attesa di mettere da parte i soldi per una casa propria.

Io che ero bambino di 9 anni avevo visto sposarsi mia sorella maggiore, il giorno di Santo Stefano. Ricordo la processione a piedi su fino al sagrato, nel freddo livido di dicembre; la sposa, diafana nel vestito bianco al ginocchio, con le scarpette che affondavano nella fanghiglia, stava per abbandonare per sempre il paese. Come lei tante ragazze se ne andavano lontano. Assistevo a queste cerimonie come chierichetto osservando il senso del bianco che avvolgeva tutto: bianco il paesaggio, la sposa, i confetti, il sagrato, bianchi i fiori, le mani, il viso, il vapore nell’aria gelida, il cielo.” (Aur Cant dal libro “Lassù dove si toccava il cielo”)

 

COME BRICIOLE SPARSE SUL MONDO”,

il romanzo

ambientato nei giorni dell’attentato alle Torri Gemelle

sul sito InMondadori.it

http://www.inmondadori.it/Come-briciole-sparse-sul-mondo-Aurora-Cantini/eai978885910294/

Cantini copertina Come briciole sparse sul mondo

Cantini copertina Come briciole sparse sul mondo

L’11 SETTEMBRE NEL ROMANZO

“La giornata successiva, martedì 11 settembre, si preannunciava calda e soleggiata, un cielo terso e azzurro di fine estate rendeva la Grande Mela lucente come un frutto maturo e anche il gruppo di turisti era elettrizzato: di lì a poco, quelli che lo desideravano, sarebbero entrati nel cuore delle Twin Towers, le Torri Gemelle.

Davanti agli occhi di Luisella apparvero, in tutta la loro magnifica possanza, i lastroni squadrati dei numerosi grattacieli che, simili a colonne argentate, si ergevano in successione fino all’orizzonte, occupando tutta la visuale. Affascinata, cercò di guardare in alto, ma non ne vedeva la fine. Erano talmente alti che si sentiva riempire gli occhi solo di acciaio e riflessi, senza riconoscere il colore del cielo

I visitatori erano già in fila per comprare i biglietti e salire, dopo una corsa a perdifiato nei velocissimi ascensori, sul tetto del mondo. Una serie di 23 ascensori ad alta velocità, quasi 500 metri al minuto, permise di raggiungere una delle due “skylobby” al 78° piano; da lì una serie di ascensori espressi dava la possibilità di muoversi all’interno di una delle zone in cui le “skylobby” suddividevano l’edificio. La guida italiana rispondeva pazientemente alla marea di domande. Improvvisamente la terra stessa parve aprirsi, un rumore lancinante di motori trafisse gli orecchi, paralizzando Luisella contro il muro. Urla, urla, vicino a lei.

I numerosi presenti additavano qualcosa oltre i vetri. «Noooooooo!»

«Cosa? Cosa?» La ragazza si volse e vide un mostro avventarsi verso di lei, ingrandirsi sempre più, un muso appuntito fendeva l’aria e puntava dritto quasi verso i suoi occhi, senza arrestarsi.

Una voce, forse Giada. «Viene… viene verso di noi!!!»

Altre grida stridule. «Viene quiiii!»

Luisella cercò di muoversi ma la terra, il pavimento rimbombava, tremava e oscillava a ritmo martellante, squassandola contro la parete, facendole sbattere i denti in modo incontrollabile.

Cominciarono a correre verso i corridoi, in un pigiarsi e schiacciarsi per allontanarsi dalle finestre. Ma tutti erano bloccati nella ressa.

«Aiuto!! Fermateloooooo!!!» urlava una delle turiste, Clara, piangendo.

E poi un fischio lacerante sembrò dividerli a metà, l’aria si risucchiò e una tromba assordante di lamiere tagliate infestò l’aria. Ci fu come un’onda d’urto che spinse in avanti l’intero piano e i suoi occupanti, quasi a sbattere la testa contro il pavimento, poi tutto si risollevò in senso opposto, lanciandoli in aria come pupazzi a molla.

Infine ricaddero sbattendo contro spigoli, architravi, porte, maniglie, portaombrelli, mobili, sedie, ammassati come tante bambole cadute con gli arti scomposti, mentre la struttura tremava avanti e indietro. Piangevano, gemevano, mentre qualcuno tossendo tentava di rialzarsi. Dalle finestre saliva fumo nero e caldo, che filtrava dagli interstizi blindati ed ammorbava l’aria. Partì l’ululato delle sirene d’emergenza scattate automaticamente insieme alle suonerie dei telefoni su tutto il piano.

Una incontrollabile puzza di acciaio surriscaldato intasava le narici.

Esclamazioni in inglese, incomprensibili ma chiare nel significato di lancinante terrore.

«Ma l’aereo… dov’è andato?» balbettò qualcuno. Era Roberto.

«Ci ha centrati. Ha centrato la Torre!» gridò qualcun altro. Forse Paolo.

Clara era rimasta vicino a lei, scarmigliata e balbettante, ancora con il marsupio del marito in mano. Gliel’aveva consegnato Giacomo per poter reggere meglio la cinepresa.

«Ma come è potuto succedere, eh? Avrà sbagliato manovra?»

La ragazza non riusciva a rispondere. Clara meditava a getto continuo. «Ci sarà stata gente su quell’aereo, eh? Non ci sarà stata gente, vero?»

La strattonava chiedendo conferma. «Vero!?»

Luisella scuoteva il capo, chiudendo gli occhi.

«Luisella!? Saranno morti?»

L’intero edificio oscillava, si sentiva tossire, qualcuno era svenuto, altri talmente frastornati che non capivano quello che la guida cercava di comunicare. Alcuni cominciarono a correre via, a pigiare pulsanti per chiamare gli ascensori, chi spintonava, chi strattonava, chi superava la fila scavalcando le sedie.

Luisella faticosamente si rialzò cercando di seguire gli altri, ma le porte comunicanti erano intasate e non si riusciva più a muovere. Molti del suo gruppo non li vide più. Non seppe mai se almeno loro fossero riusciti a cavarsela.

Stava ancora cercando di riprendersi dalle vertigini che l’avevano assalita, quando Luisella sentì uno strano rumore e allora si affacciò ad una delle ampie vetrate. Il frastuono proveniva da un grosso aereo che stava volando troppo basso, troppo vicino all’angolo della Torre Sud.

«Ma che fa quello? Un altro!?» esclamò un giovane dietro di lei. Tutti si volsero attoniti a guardare dalle grandi finestre.

Come in una diretta, quasi un film in prima visione, l’aereo scomparve, inghiottito dalla massa argentea della colossale costruzione.”

(Aur Cant, dal romanzo “Come briciole sparse sul mondo”)

L'ANNUNCIAZIONE, scultura di Luigi Oldani, musica di Corrado rossi, parole di Aurora Cantini

L’ANNUNCIAZIONE, scultura di Luigi Oldani, musica di Corrado rossi, parole di Aurora Cantini

L’ANNUNCIAZIONE,

scultura di Luigi Oldani,

musica del maestro Corrado Rossi,

parole della poetessa Aurora Cantini

L’opera è stata presentata l’8 dicembre 2012, nella chiesa San Giuseppe in Dalmine

Inaugurazione del bassorilievo ore 10.00

L'Annunciazione Luigi Oldani, Aurora Cantini

IL VIDEO MUSICALE DELL’OPERA

 http://www.youtube.com/watch?v=Qe_fy_g_UXs&feature=youtu.be

Dallo stesso Luigi Oldani le parole di presentazione:

“Ringraziamenti:
Music by: Corrado Rossi, corradorossi.com
al Maestro un sentito ringraziamento per la concessione della colonna sonora.
a Aurora Cantini, Poetessa. Nembro- Bergamo, Italy, per la splendida poesia
alla fonderia Fondart, Valbrembo – Bergamo – Italy per la collaborazione.
al Regista
Regia e Montaggio: Angelo Mutinelli, grazie di cuore.”

Video di: Angelo Mutinelli
Musica di: Corrado Rossi
Poesia di: Aurora Cantini

Da Luigi Oldani: “Per chi l’avesse già visto, un ottima occasione per riascoltare la straordinaria colonna sonora di Corrado Rossi e rileggere i versi toccanti di Aurora Cantini.”

Angolo di Miragolo San Marco, Valle Brembana, con la cappelletta dedicata alla Vergine

Angolo di Miragolo San Marco, Valle Brembana, con la cappelletta dedicata alla Vergine

LA MIA POESIA

L’ANNUNCIAZIONE (per la S.S. Madre)

Tra chiari pensieri di luce

e sogni di ragazza semplice,

lo sguardo segue

la scia del cuore,

inondando

la mente e i giorni

di attese e speranze.

Sarà Madre,

donna dal cuore Bambino,

bambina di spine trafitta.

(Aur Cant)

L'Immacolata di Ama

LE MADONNE VESTITE

Le Madonne vestite, così denominate per la sfarzosa veste con cui erano ricoperte, erano le immagini più dirette e coinvolgenti della devozione dei contadini verso l’altissima sfera della spiritualità e della Provvidenza. Venivano vestite alcuni giorni prima della Festa dedicata da parte delle ragazze e delle donne più abili nel cucito, perchè la veste andava posta e cucita direttamente sul manichino di legno. Si usava un filo dorato, molto difficile da manopolare, ma che donava preziosità e riflessi di luce a tutto l’abito. Ogni Madonna aveva due capi vestiari: uno per tutti i giorni, quando la statua rimaneva esposta nella nicchia di vetro in chiesa, e uno più sfarzoso per la Processione.

LUIGI OLDANI, CHI È

Autodidatta e da sempre appassionato d’arte, ha superato gli studi presso la Scuola di Pittura di Dalmine, esponendo collettive dal 1984. Nel contempo ha proseguito il lavoro di incisore nel laboratorio del padre Angelo, avviandosi poi anche alla modellazione e alla scultura.

Ideatore dell’iniziativa OLDANI FOR HAITI che, tramite la scultura PINCE, fusione in bronzo a cera persa con tiratura di 99 esemplari numerati, si prefigge di aiutare la Fondazione Francesca Rava NPH Italia Onlus, nel sostentamento dell’Ospedale Pediatrico NPH Saint Damien, in Haiti.

Nel 2008, con Decreto del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, è stato insignito dell’Onorificenza di Cavaliere Onore al Merito della Repubblica Italiana. Dal 2003 è membro del Consiglio Direttivo del Circolo Artistico Bergamasco. Dello scultore Luigi Oldani anche una serie di litografie realizzate per l’AVSI Bergamo relative all’emergenza Fame in Corno d’Africa, dal titolo “In cerca di cibo”: L’Iniziativa

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