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Le Ali dell'Aurora

Parole di Poesia, Narrazioni di Vita

Visualizza gli articoli pubblicati sotto agosto 2012

Nembro,

il mondo contadino di contrada

tra parole, musica ed emozioni

con il Coro “Le donne alla fontana”

e le parole di Aurora Cantini

Locandina Nembro 11 agosto

Cortile dell’antica Cascina Valoti,

11 agosto 2012, ore 21,00

Parole ed emozioni in musica del mondo contadino di contrada, voce Aurora Cantini e coro de “Le donne alla fontana” di Santa Brigida, Valle Brembana (Bergamo), con lettura di  poesie e brani tratti dal libro di narrativa “Lassù dove si toccava il cielo” (Villadiseriane 2009)

LA MIA POESIA

Il tram sul ponte Carso, il mondo di contrada tra contadini e carretti, 1945 Nembro Bergamo

Scorrono le rotaie,

vagano i pensieri,

sfreccia veloce il tram,

rubando i giorni

al mondo dei carretti.      

(AurCant)

Il tram sul ponte Carso tra contadini e carretti, 1955 Nembro Bergamo mondo contadino

sul ponte Carso tra contadini e carretti, 1955 Nembro Bergamo mondo contadino

IL CANTO POPOLARE

Ora un canto di tradizione popolare del coro “Le donne alla fontana” di Santa Brigida, Valle Brembana (BG) scelto tra quelli presentati alla serata

MANI DI DONNA

La storia di queste montagne

È scritta su mani di donna

Che han lavorato la terra

E la terra si portan nel cuor

 

Son mani di donna le mani

Che tagliano l’erba nei prati

Che spandon letame nei campi

Che asciugano pianto dei bimbi…

Le mani che filan la lana

Che mungono e fanno formaggio

Che spalan la neve dai tetti

Che stringon le mani dei vecchi

 

Son mani di donna le mani

Che innestano meli e castagni

Che tagliano e spaccano legna

Che dicon preghiere la sera

Le mani che vangano l’orto

Che aiutan la capra nel parto

Che piantano i bulbi dei gigli

Accanto alla croce dei figli

 

La storia di queste montagne

È scritta su mani di donna

Che han lavorato la terra

E la terra si portan nel cuore.

La storia di questa mia terra

È scritta su queste mie mani

Passato presente domani

Le mani alla terra darò

Passato presente domani

Le mani alla terra darò.

Mondo contadino di contrada Il Gruppo donne alla fontana e Aurora Cantini alla premizione del concorso letterario dedicato a Papa giovanni XXIII, chiesa Sant'Alessandro in Bergamo, UCAI marzo 2009

Il Gruppo donne alla fontana e Aurora Cantini alla premizione del concorso letterario dedicato a Papa Giovanni XXIII, chiesa Sant’Alessandro in Bergamo, UCAI marzo 2009

Le donne alla fontana Cascina Valoti Nembro, 11 agosto 2012

Le donne alla fontana Cascina Valoti Nembro, 11 agosto 2012, con Aurora Cantini

Aurora Cantini e Le Donne alla Fontana, Coro di Santa Brigida

Aurora Cantini e Le Donne alla Fontana, Coro di Santa Brigida

Aurora Cantini e Le donne alla fontana a Nembro Cascina Valoti

Aurora Cantini e Le donne alla fontana a Nembro Cascina Valoti

Per approfondire le caratteristiche del romanzo “Lassù dove si toccava il cielo

 

Poscante di Zogno

le donne contadine di montagna

tra parole ed emozioni

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“Ritroviamoci in piazza”

Memorial Tiziana Ruggeri

il tributo alle donne di montagna, con illustrazione ed esposizione

di alcuni oggetti rappresentativi del mondo contadino del passato

 

a cura della poetessa e narratrice bergamasca

Aurora Cantini

 domenica 11 agosto 2012 ore 20.30

Locandina Poscante di Zogno

Locandina Poscante di Zogno

Raccontare le donne sulla porta di casa, con i loro grembiuli a fiori, i loro pensieri chiusi e austeri, i loro sguardi pungenti e decisi, le loro mani, nodose di fatiche ma anche tenere di abbracci, ancora impolverate di farina sulla spianatoia della cucina, le loro braccia, abituate a portare le fascine di legna o le gerle di fieno e fogliame.

Raccontare il divenire delle stagioni in un tempo ormai al tramonto. Ritrovare il loro passo e il loro cuore nelle parole di chi continua il loro cammino. Donne di montagna, tutta la terra nelle loro mani.

LA MIA POESIA

MI RICORDO TUA MADRE

-Elisa Dolci, e tutte le donne di montagna-

Mi ricordo tua madre

il suo sorriso bianco

e il suo tormento lungo

sciolto sui capelli

aggrovigliati d’edera.

Quando i mattini

s’adombravano di sonni e mugugni

eccola mitigar l’incedere

con pensieri puliti e dolci

come di castagne

e geloni di brina adocchiati qua e là.

Mi ricordo tua madre

la sua casa le sue cose

l’odore di menta dei pizzi nei cassetti

E quell’uggiore

di tramonti solitari

spersi nella bruma

come i suoi occhi

Liquidi ricordi

di un’ombra che passa e va

sui nostri cuori

in un frullo d’ali all’orizzonte.

(Da Nel migrar dei giorni 2000)

copertina 2° libro di poesie NEL MIGRAR DEI GIORNI 2000

copertina 2° libro di poesie NEL MIGRAR DEI GIORNI 2000

L’EVENTO

Aurora Cantini a Poscante di Zogno con la teca in vetro della Maria Bambina e alcuni oggetti di un tempo

Aurora Cantini a Poscante di Zogno con la teca in vetro della Maria Bambina e alcuni oggetti di un tempo

Aurora Cantini a Poscante di Zogno con la teca in vetro della Maria Bambina che le spose ricevevano come dono di nozze (indispensabile per invocare una buona gravidanza ed un parto sicuro) e alcuni oggetti di un tempo, tra cui il “Grì”, chiamato così per il suono assomigliante al suono dei grilli, un oggetto usato dai bambini durante la Settimana Santa per scacciare la morte.

GLI APPROFONDIMENTI

Il lavatoio di Amora Bassa, Aviatico, Altopiano di Selvino, Valli bergamasche

Il lavatoio di Amora Bassa, Aviatico, Altopiano di Selvino, Valli bergamsche

Il lavatoio di Amora Bassa, Aviatico, Altopiano di Selvino, Valli bergamsche

Al lavatoio della contrada: racconti di donne, confidenze e speranze, storie narrate tra lo scrosciare dell’acqua e i canti alla fontana. Ora solo il gocciolio dello zampillo, e i rampicanti che silenziosi avvolgono il ricordo.

Per saperne di più sul libro “Lassù dove si toccava il cielo”, ecco il link:

Mondadori Lovere e Aurora Cantini

Dal mio blog le notizie sul libro Lassù dove si toccava il cielo

Qui sotto il pesante campanaccio detto “Bronza” che insigniva la mucca più potente del titolo di capobranco, cui affidare la guida della mandria.

La bronza, il campanaccio al collo della mucca capobranco

La bronza, il campanaccio al collo della mucca capobranco

Da Ettore Ruggeri, fotografo e appassinato di montagna, il blog per scoprire qualcosa in più sulla Valle Brembana e il suo fiume, il Brembo:

Il fiume Brembo dalla foce alla sorgente

A Cornalba

presentazione del libro

“Lassù dove si toccava il cielo”,

di Aurora Cantini

la vita contadina del passato sulle Prealpi Bergamasche

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PAROLE ED EMOZIONI DELLA VITA CONTADINA IN MONTAGNA,

CON ESPOSIZIONE E SPIEGAZIONE DI ALCUNI OGGETTI RAPPRESENTATIVI

DEL MONDO CONTADINO DEL PASSATO

copertina 1° libro narrativa LASSU' DOVE SI TOCCAVA IL CIELO 2009

copertina 1° libro narrativa LASSU’ DOVE SI TOCCAVA IL CIELO 2009

martedì 17 luglio 2012, ore 21.00

http://www.provinciabergamasca.com/vallebrembana/cornalba/manifestazioni.html

Si potranno ammirare alcuni oggetti ormai scomparsi e immergersi per una sera in un mondo senza TV, nè telefono, solo giochi di bimbi sull’aia e storie raccontate nella stalla. Per una sera ritorneranno coloro che hanno dato voce al legame con la montagna, senza rimpianti, né retorica, solo affetto e ricordi per i nostri “vecchi”.

Cornalba, la serata con Aurora Cantini

Raccontare come si viveva, e sopravviveva, in montagna, fino agli Anni Settanta. Paese di migranti, di campi da coltivare e fieno da raccogliere. Mandrie al pascolo, cascine solitarie e nascoste sotto il Monte Alben, come in attesa di un ritorno. Chi transita da Cornalba, sotto la maestosa Roccia Bianca, palestra di scalatori e alpinisti, ritrova l’essenza del vivere che ci lega alla terra, la temperanza immutabile dei montanari che ancora gettano un ponte tra terra e cielo.

Per saperne di più sul libro: Villadiseriane.it

Il VIDEO di Antenna2TV, Clusone: Il Trailer

Il VIDEO di Aperitivo con l’autore a Rovetta: Aperitivo con l’autore

mas-nìIL TOUR DEL LIBRO

Lassù dove si toccava il cielo a Lovere

Lassù dove si toccava il cielo a Rovetta

I LUOGHI DI VITA CONTADINA

Ecco una carrellata di immagini di Cornalba e dintorni

Il borgo dei Passoni di Cornalba con l'antica chiesa

Il borgo dei Passoni di Cornalba con l’antica chiesa

Il borgo dei Passoni di Cornalba con l’antica chiesa

Il borgo della Tagliata di Cornalba

Il borgo della Tagliata di Cornalba

Il borgo della Tagliata di Cornalba

Mucche al pascolo e baita sopra la Tagliata di Cornalba

Mucche al pascolo e baita sopra la Tagliata di Cornalba

Mucche al pascolo e baita sopra la Tagliata di Cornalba

Cornalba sotto la Corna Bianca

Cornalba sotto la Corna Bianca

Cornalba sotto la Corna Bianca

la fraschéra e la rampina

la fraschéra e la rampina

La “fraschéra” usata dai contadini  per portare i  mucchi di fieno sulle spalle, detti “masöi”.

La scùa de bròc

La scùa de bròc

La scopa di ramaglie per spazzare cucine e stalle: “la scùa de bròc”.

Le voci dei lettori per

“COME BRICIOLE SPARSE SUL MONDO”,

romanzo sull’attentato alle Torri Gemelle

di Aurora Cantini

(Aletti Editore, 2012)

copertina romanzo "Come briciole sparse sul mondo" Aletti Editore, 2012

copertina romanzo “Come briciole sparse sul mondo” Aletti Editore, 2012

http://www.alettieditore.it/emersi/_root/c/Cantini.htm

“Un romanzo, una storia di vita e di tradizioni ritrovate, un diario di viaggio meticoloso ma ricco di emozioni personali, un epilogo emozionante al limite delle lacrime e della profonda commozione, nel ricordo di una delle grandi tragedie del nostro tempo. “Come briciole sparse sul mondo” è tutto questo, con un unico filo conduttore, la poesia, che lo pervade e lo rende armonioso in ogni sua espressione.” (Elena e Sonia Scurati, Amora di Aviatico Bergamo, agosto 2012)

Aviatico, Altopiano di Selvino Bergamo

Aviatico, Altopiano di Selvino Bergamo

“Quando l’accaduto è davvero troppo grande perché il frammento che è la nostra esistenza, abbia gli elementi per comprenderlo, accettarlo o rifiutarlo, dargli una misura ed un significato, spesso sono i nostri “fantasmi” a precederci, arrivano a renderlo quasi irreale, ad allontanarlo dall’esistere quotidiano, a renderlo relativo ad “altro”, un qualcosa che, nel suo farci paura, rimane, così, in se stesso ignoto e sufficientemente lontano da noi.

La poesia, nella sua forma più naturale, spontanea, autentica, non ricercata, linguaggio puro con il quale la realtà vicina e conosciuta ci parla se ci fermiamo a prestarle attenzione, può prenderci per mano e condurci anche nel cuore degli accadimenti più grandi.

Raccogliendo e accogliendo la poesia che si è sprigionata da alcuni tragici istanti dell’11 Settembre, Aurora Cantini ci ha permesso di essere altrimenti “presenti”, con noi stessi, al mistero dell’esperienza di chi si è trovato troppo vicino a quell’attacco. Il suo racconto ci conduce, noi, proprio noi, né spettatori, né protagonisti, né amori dei protagonisti, né vittime, semplici, alla loro presenza.

L’enormità che rendeva l’evento “altro”, crolla e si accascia insieme alla prima e poi alla seconda Torre. E ci troviamo lì, con la nostra singolare umanità, sensibilità, grandezza e fragilità, unicità irripetibile accanto alla singolare umanità, sensibilità, grandezza e fragilità, unicità irripetibile di tutti e di ciascuno di coloro che hanno vissuto fino in fondo l’ineluttabile, il definitivo concludersi del proprio esistere. Aurora ha portato a nostra misura l’incomprensibile, ci ha messo in condizione di rendere onore, autentico e intriso del significato della nostra piccola vita, alla memoria di tutte le esistenze che in quell’evento venivano offese, compresa la nostra che, grazie a questo racconto, ha iniziato a capire.” (Lucia Bravo, insegnante, Albino Bergamo luglio 2012)

Cesare Marcassoli e il suo 11 settembre

Cesare Marcassoli e il suo 11 settembre

“Ho appena finito di leggere “Come Briciole Sparse Sul Mondo”, e devo dire che mi ha sconvolto. Pur non amando i cosiddetti “libri-verità” non ho potuto fare a meno d’andare avanti. Davvero complimenti!” (Roberto Baldini scrittore)

“Splendido libro ! La prima parte fa rivivere momenti felici e spensierati della nostra gioventù in un paesino montano bergamasco.
La seconda parte ci porta in un viaggio incantevole nelle località più famose degli Stati Uniti settentrionali; al termine di questi capitoli vien voglia di prenotare un viaggio in questi luoghi così ricchi di storia. La terza parte è piena di adrenalina e di suspence. Si rimane col fiato sospeso fino all’ultima pagina.
Lo consiglio proprio a tutti. Io lo farò leggere a mio marito e anche ai miei tre figli.
Buona lettura!!! (E. Azzola, Pradalunga, Bergamo)

SCHEDA DEL ROMANZO

Le informazioni sul romanzo si possono avere qui:

Come briciole sparse sul mondo

 

Le Recensioni di Sara Stefanini per

“Come briciole sparse sul mondo”

il romanzo di Aurora Cantini

sui giorni dell’11 settembre,

Aletti Editore 2012 collana narrativa “Gli emersi”

http://www.alettieditore.it/emersi/_root/c/Cantini.htm

copertina romanzo "Come briciole sparse sul mondo" Aletti Editore, 2012

copertina romanzo “Come briciole sparse sul mondo” Aletti Editore, 2012

SCHEDA INFORMATIVA DEL ROMANZO

  Come briciole sparse sul mondo

Sara Stefanini è curatrice del blog www.kaleidoscopia.it e http://www.fanpage.it/, il primo portale vocale dell’informazione. Un semplice strumento composto da frammenti di realtà con lo scopo di creare infinite prospettive della nostra società. Cosa significa vocale? Visita il sito!

RECENSIONE 1-

“«Ora che nulla di me è rimasto, se non polvere nel vento, vago e mi poso sopra i volti di coloro che sono sopravvissuti e hanno ripreso a vivere. Sono nel cuore dei nuovi nati, che porteranno negli occhi e nel respiro qualcosa di me».

Dalle valli bergamasche alla grande mela in un batter d’occhio. E tutto per colpa di un tipico concorso al quale pensi di non vincere mai. In questo caso, però, non era stata Luisella a vincerlo, ma Iris, la sua migliore amica.
Luisella, trentatrè anni, una ragazza semplice, senza pretese, aveva perso i genitori in un incidente stradale a soli due anni e mezzo. A prendersi cura di lei, fu la nonna Irene, che era morta ormai da sette anni. Aveva imparato a convivere con se stessa e mai aveva messo piede al di fuori del suo paesino natìo.
La campagna è piena di emozioni, si sa. E questo romanzo, colmo di attimi rubati alla collina, è pieno di sentimenti forti e sinceri. Spaccati di vita contadini sono alternati alla caotica routine metropolitana.
Dall’aeroporto di Milano Malpensa partì un Boeing 747. Direzione: New York. L’adrenalina era mista a nostalgia, dopotutto ad aspettarla al rientro c’era Raffaele, il vicino di casa, amico d’infanzia. Doveva confidargli il suo amore. E dopo aver visto Ney York, Charleston, Richmond, Washington, Baltimora, Philadelphia, Cambridge, Boston e aver perso lo sguardo nell’immensità dell’Oceano Atlantico «non c’era più posto nel cuore per contenere altre emozioni». Ma le Torri Gemelle sono state per Luisella l’ultimo scenario della sua vita. Valerio, la guida del tour, accompagnando il gruppo di turisti, Luisella compresa, alle torri, spiegava: «Seppur con decine di migliaia di turisti e impiegati che ogni giorno frequentano le torri, in caso di emergenza sarebbe possibile svuotare un’intera torre con 55mila persone, turisti inclusi, in circa cinque minuti». Così non fu, purtroppo. L’impatto con l’aereo fece crollare i corridoi delle trombe delle scale e ogni via di fuga, per chi era in cima, era irraggiungibile. Illudersi, rassicurarsi, non aveva senso. Ma cosa potevano fare se non attendere? Le loro sorti erano appese a un filo. Tutti speravano nei soccorsi, negli elicotteri che circondavano la zona. Ma poco dopo la disperazione divampa e qualcuno comincia a buttarsi nel vuoto per sfuggire alle fiamme.

Aurora Cantini, insegnante e scrittrice, struttura il libro come un diario, scandito dai giorni che passano solenni e incorniciati, qua e là, da versi di poesie. L’autrice ha già pubblicato tre libri di poesie (Fiori di campo, Uno scrigno è l’amore, Nel migrar dei giorni) e il libro di narrativa Lassù dove si toccava il cielo. Insignita di premi e medaglie d’oro alla scrittura, la scrittrice bergamasca con Come briciole sparse sul mondo denuncia anche lo spopolamento dei paesi e delle poche nascite nelle campagne ma anche in montagna. Manca, secondo lei, lo spirito per apprezzare la natura incontaminata e la voglia di capirla. Lavorare nei campi e trascorrere l’inverno in montagna non è una passeggiata, ma questo servirebbe per temprare l’essere umano. Centrale, ovviamente, la tragedia dell’11 settembre che ha sconvolto gli animi di tutti. Luisella è solo una testimonianza immaginaria di quello che realmente è accaduto.
«’Ma noi siamo proprio lì, appena un passo dietro di voi. Ci siamo, ci saremo sempre, respiriamo la vostra stessa vita, soffriamo il vostro stesso cuore, perché noi siamo voi. E un giorno voi sarete con noi. È la sola unica certezza. Andate avanti e siate pronti. Ci rivedremo.’ Luisella»”.

Cesare Marcassoli, Nembro, e il suo 11 Settembre

Cesare Marcassoli, Nembro, e il suo 11 Settembre

RECENSIONE 2-

“«Vago e mi poso tra le pieghe della vita di coloro che sono ritornati a casa portando con sé, tra i capelli, sui vestiti, sulle scarpe, sulla pelle, le tracce di una storia, i minuscoli frammenti di quello che un tempo erano le Torri al centro del mondo».

Spaccati di vita di quegli attimi che hanno segnato la vita di vittime, famiglia e amici. Hanno segnato la storia contemporanea americana e mondiale. Era il cuore pulsante della Grande Mela, era un simbolo del potere economico e sociale americano. L’attentato ha distrutto la dignità di tutti, ma soprattutto ha spezzato vite e stroncato vissuti. Il romanzo è proprio in onore delle vittime dell’accaduto. Ora sono proprio “come briciole sparse nel mondo”. L’America è ancora sotto shock.
Il romanzo è scandito, come in un diario, dallo scorrere dei giorni e delle ore. Spezzato sapientemente da comunicati radio “in tempo reale” e splendide poesie che descrivono le anime delle vittime «Adesso non ho più nome, né casa, la mia voce è dispersa oltre le nuvole, oltre la notte». E immortala anche le vivide sensazioni dei familiari: «Ora che i giorni si perdono come bambini nelle nebbie del giardino, sul guanciale di un uomo rimane solo l’impronta di un corpo, per sempre svanito dietro lo sguardo chiuso».

Dopo le 8.45 di quell’ormai lontano 11 settembre 2001, 90 paesi piansero le 2974 vittime e 24 sono ancora le salme disperse. Resti di ossa non identificate vennero trovate ancora nel 2006. Le due torri ed i cinque edifici del complesso, distrutti. L’autrice, insegnante nelle scuole primarie, poetessa e scrittrice, riesce bene a trasmettere le sensazioni provate e l’angoscia di chi viveva quel tragico momento. Una domenica pomeriggio di metà febbraio del 2011, Aurora Cantini, cominciò a scrivere il romanzo tutto d’un fiato, ispirata dal viaggio della sorella negli States e dalle prime pagine dei quotidiani del 2001. Ha già pubblicato tre libri di poesie (Fiori di campo, Uno scrigno è l’amore, Nel migrar dei giorni) e il libro di narrativa Lassù dove si toccava il cielo. Insignita di premi e medaglie d’oro alla scrittura, la scrittrice bergamasca con Come briciole sparse sul mondo denuncia anche lo spopolamento dei paesi e delle poche nascite nelle campagne ma anche in montagna.”

discesa a Gerosa, montagne Bergamasche, valle Brembilla

discesa a Gerosa, montagne Bergamasche, valle Brembilla

Questo è il link diretto al sito:

Kaleidoscopia e Aurora Cantini

Le Recensioni al romanzo anche sui seguenti siti:

Lamianotizia.it

Fanpage.it

Intopic.it

Youfeed.it

Opleep.com

LA RECENSIONE DI ALESSANDRO MOSCONI

Ora di seguito le parole dell’amico scrittore Alessandro Mosconi, autore de “Come aquiloni… o quasi” (Tracce Editore)

http://www.paroleinfuga.it/display-text.asp?IDopera=44436

LA RECENSIONE DI TULLIO CARRARA

Qui le parole di Tullio Carrara, in occasione della presentazione del romanzo a Nembro Bergamo in occasione dell’11° Anniversario dell’attentato alle Torri Gemelle

La Recensione

LE RECENSIONI  DI ROBERTO BALDINI

Qui le Recensioni di Roberto Baldini scrittore

Le Recensioni

 LA RECENSIONE DI KATIA BELLONI

Qui le parole della poetessa e scrittrice Katia Belloni

La Recensione

LA RECENSIONE DELLA PROFESSORESSA ROBERTA AZZOLA

La recensione

LA RECENSIONE DI ANNA CARISSONI

Qui le parole della scrittrice ed esperta di storia locale, Anna Carissoni per il quindicinale “Araberara” n°2 del 25 gennaio 2013

La Recensione

 

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